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venerdì 12 maggio 2017

Medicina Ufficiale e cure alternative -



Non sono un fan della medicina, ma sono cosciente che la medicina ufficiale è sempre importante. Senza la medicina ufficiale, sono certo che le malattie sarebbero molte di più e che la vita sarebbe più breve per molti. Basta osservare le condizioni di vita dei paesi poveri, dove la medicina non è diffusa in maniera sufficiente.
Ci sono però, delle condizioni che cambiano con la coscienza delle nuove scoperte in ogni campo. Le scoperte degli ultimi anni, ci hanno offerto molte altre soluzioni ai diversi mali dell'uomo. Alcune di queste novità sono ostacolate in maniera quasi maniacale, come fossero il demonio in terra, altre sono accettate con difficoltà, ma rimane il fatto che ci sono persone che sperimentano queste novità e ne traggono vantaggio e salute.
Così come la medicina ufficiale, anche le medicine e le cure alternative, hanno delle carenze, dei limiti che non riescono a superare. Quindi considero che nessuno ha la famosa bacchetta magica per risolvere ogni problema.
Il problema vero, è che l'una tende ad escludere l'altra, creando così la condizione per chiudere le porte a ogni novità, e specialmente, alla possibilità di integrare le due vie.
La medicina ufficiale diventa una religione, e la medicina alternativa è la religione contrastante.
Ci mettiamo sempre nella condizione di dover dividere in due le cose, un dualismo che oramai dovremmo sapere che spesso è davvero dannoso per noi tutti in ogni campo.
Eppure si insiste a mantenere la propria fazione in una posizione di contrasto, creando confusione e spesso, anche risultati dannosi per qualsiasi persona che abbia bisogno di cure.
E' chiaro che non sto parlando dal punto di vista medico, perché non lo sono, ma parlo da utente e da persona che si è dedicata, e si dedica, ad alcuni sistemi di aiuto nel campo definito alternativo.
Da alcuni anni pratico su me stesso alcune tecniche innovative, come ad esempio l'EFT, Emotional Freedom Tecnique, che può apparire qualcosa di non scientifico, ma sappiate che sono state fatte diverse ricerche scientifiche in proposito e che sono state documentate come valide su diverse disfunzioni, sia fisiche che psicologiche.
Buona parte di queste medicine alternative si occupano di qualcosa che non è accettato dalla Scienza Ufficiale, ma diversi medici, specialmente in psicologia, cominciano ad utilizzarle con profitto dei loro pazienti. Il problema è che ci sono alcuni psicologi che li utilizzano e, spesso, vengono eliminati dai registri dei professionisti, mettendoli così, nell'impossibilità di operare legalmente. Un assurdo che le strutture ufficiali utilizzano per mantenere il controllo sul loro settore.
Un altro problema è che le tecniche utilizzate nei settori alternativi, spesso possono essere apprese da chi ne ha bisogno e utilizzarle senza dover ricorrere al professionista per sempre. Una volta appreso come risolvere un proprio problema, non ha bisogno di tornarci, lo fa da solo.
Questo però, per la struttura sociale in cui viviamo, è una perdita economica. Se non paghi niente, non conviene, e anche se questa visione può apparire stupida, non lo è affatto. Se la gente comincia a curarsi da sola, anche se in misura minima, si comincia a dubitare dell'esclusiva sulla medicina ufficiale, ma nessuno la vuole mettere in dubbio, si vuole soltanto evitare di doversi rimpinzare di medicine per ogni cosa, perché ci sono molte cose che possono essere curate semplicemente usando il proprio corpo e la propria mente in maniera cosciente.
Se io so come farmi passare un mal di testa senza dover ricorrere a medicine, perché non devo farlo? Se il mio mal di schiena non lo cura nemmeno la medicina, perché non devo guardare altrove per curarmi? La condanna è che non è stato dimostrato scientificamente, e quindi non valido. Ma se mi cura, cosa mi importa, da sofferente, che sia o non sia dimostrato nei laboratori scientifici?
Certo, come già detto, nessuno condanna la medicina ufficiale e grazie per la sua esistenza, ma la sua santità, il suo dogma, non hanno bisogno di esistere. Quello che deve esistere è il benessere di chi ha bisogno, e se questo lo cura un ago, una tisana o un atteggiamento mentale diverso, non dovrebbe avere tutta questa acredine da parte della medicina ufficiale.

Chi soffre non sa perché la chimica funziona, non sa perché un erba funziona, ma il proprio corpo lo sa, le proprie cellule lo sanno e la nostra mente, potendo, sceglierebbe prodotti naturali anziché chimici. Oggi non basta più dire 'l'importante è curarsi', oggi si vuole curarsi con prodotti il più naturali possibili, ma nessuno chiede che la chimica sia eliminata, tutti sappiamo che è importante e necessaria. Vogliamo solo essere più coscienti e non sentirci soltanto parte di un affare economico.  

lunedì 6 marzo 2017

Tempi morti -



Ci sono condizioni di vita che non ci permettono, apparentemente, di fare qualcosa che ci piace fare. Spesso, siamo così presi dal lavoro e dalle cose da fare, che non vediamo nemmeno che un’altro giorno è passato, lasciandoci senza forze, senza energia. La struttura sociale è costruita con l’intento di non lasciarci tempo. Lo stesso tempo libero che abbiamo, è già organizzato, costruito, formalizzato. Durante il giorno, dobbiamo lavorare, chi ha un lavoro,  e chi non lo ha deve rimanere senza fare niente o quasi, in attesa che accada qualcosa che gli cambi la vita. Anche questo rimanere senza fare niente è un atto costruito dalla società in cui viviamo. Per dare un senso del consumo del tempo, abbiamo la televisione, abbiamo internet, abbiamo i bar. L’importante è che il tempo passi senza permetterci di avere tempo. Così, il far niente, non è altro che un consumare le  nostre giornate.
Quando pensiamo di fare qualcosa, ci assale l’ansia. Fare, quando non si ha niente da fare, è un atto che si scontra con la nostra stessa mente, perché  siamo così abituati a considerare il non lavorare come un non fare niente, che non sopportiamo l’idea che potremmo fare qualcosa per noi stessi.
Ecco, il punto è proprio questo. Quando non si ha niente da fare, è il momento giusto per fare qualcosa per noi stessi, ma bisogna avere una buona motivazione, un buon argomento per convincere la nostra mente che vogliamo fare. Se si riesce a uscire da questa trappola mentale, si parte.
Non esiste il problema del ‘non so cosa fare’.  Non esiste davvero, è una creazione imposta dal nostro modo di vivere in questa società, dove ogni cosa deve essere fatta se c’è un ritorno economico. E’ il mondo di oggi, basato sull’economia, sul denaro, sul profitto.
Ma se non si ha un lavoro, non c’è nessun obbligo a non fare niente di niente.
Ognuno di noi ha un hobby, una passione, un qualcosa che avrebbe voluto fare e non ha mai potuto fare perché non c’era il tempo.
E’ chiaro che se uno vuole farsi un viaggio alle Maldive, ma non ha denaro, difficilmente potrà farlo, ma potrebbe, ad esempio, leggersi qualche libro che parla delle Maldive, o guardarsi un film ambientato alle Maldive, o un documentario e diventare un esperto delle Maldive senza esserci mai stato.
Se un hobby è manuale, come incidere il legno, dipingere, scolpire le pietre, o qualcosa di simile, allora si può fare. Eppure spesso, non si riesce.
Perché?
Perché non si inizia.
Si riesce a fare qualcosa soltanto se si inizia a farla.
Quando inizi, cominci a scontrarti con le difficoltà, serve un posto, serve qualche attrezzo. Si comincia da qui, dal  superare queste piccole difficoltà. Per farlo basta iniziare a pensare a come risolvere questi impedimenti, pensare a chi ci può risolvere qualcuno di questi problemi, cercare le cose che ci servono. 
Mi piacerebbe, ma non lo so fare. Questo è un altro punto di blocco, dovuto a una mente bloccata.
Se vuoi fare qualcosa che ti piace e non sai come farla, hai internet. Basta fare delle ricerche, magari per ore, e sicuramente trovi il modo, trovi un manuale, trovi qualcuno su youtube che spiega come si fanno certe cose, trovi addirittura dei corsi, ma quelli, spesso sono a pagamento.
Ma puoi fare, puoi entrare in azione.
Allora il tempo diventa altro, allora il tempo non ti basterà più, perché ti sentirai impegnato in qualcosa che non immaginavi nemmeno fosse così bella. Azione, fare, e soprattutto, informarsi, queste sono le cose da tenere sempre vive in noi.

Evita i tempi morti finché sei in vita.

mercoledì 22 febbraio 2017

da Saggezza priva di Saggi


La nostra mente agisce sempre in questi tre campi. Il pensiero si forma e lo osserviamo dandogli attenzione. Quando cominciamo a renderci conto di questo, la mente si sente osservata. Quando la mente è osservata con attenzione, rallenta la produzione dei pensieri e diventano più chiari. Riusciamo a comprenderli anziché lasciare che ci creino confusione. Osservare il pensiero è uno dei principali insegnamenti che ci sono dati nel buddhismo, ma in generale fanno parte di tutte le meditazioni. L’osservazione calma la mente.

venerdì 17 febbraio 2017

Saggezza priva di Saggi

                                                         da Saggezza priva di Saggi


Quando non vi aspettate niente da nulla e da nessuno, la mente si quieta. E si vive liberamente.

mercoledì 15 febbraio 2017

Da Saggezza priva di Saggi -


Entrare in sintonia con ciò che vogliamo noi e ciò che vuole la mente, è una possibilità che dà la meditazione.

martedì 14 febbraio 2017

Scrivere -



Scrivere. Scrivere è creare. Molti hanno questa esigenza. Non è un obbligo, non è qualcosa che viene imposto, è piuttosto qualcosa che si ha bisogno di fare. Penso che sia la stessa cosa per chiunque ne senta il bisogno, perché di un bisogno si tratta, di dare qualcosa di se stessi. Non ha importanza se quanto si scrive o si dipinge sia ben accolto o trascurato dagli altri. Nel momento in cui si agisce, conta soltanto l’agire. Poi, se piace, se il messaggio passa per uno e per molti, diventa irrilevante.
Non è un caso che la maggior parte degli scrittori e degli artisti in genere, vivono nelle sofferenze economiche.
Eppure, sanno cosa la gente vorrebbe, sanno cosa piace alla gente e, volendo, potrebbero fare ciò che piace ai molti, guadagnandosi così una vita economica decente. Ma molti artisti non lo fanno. Preferiscono fare ciò che sentono, ciò che emerge e non ha importanza se si raggiungerà la fama o se si diventerà ricchi.
Spesso mi chiedo cosa sia che ci spinge a fare queste cose. Mi chiedo a chi può servire, a cosa possa servire, perché quando libero la mente creo queste cose, ma non ho risposta certa. Lo faccio perché è questo che devo fare, è questo che sento dentro, senza alcuna spiegazione.
Quando scrivo, ogni cosa è del mondo, non è qualcosa di mio, è qualcosa che prendo da qualche parte nel mondo, nel  mio mondo, nel  vostro mondo, nell’infinito. Creare non è un atto, non è qualcosa da fare, è qualcosa da raccogliere, qualcosa che c’è già, e io non faccio altro che liberare la mia mente e raccogliere ciò che è maturo.
Quando qualcuno mi dice che non sa fare niente di artistico, rimango stupito, perché sono convinto che tutti hanno questa finestra aperta dentro di se. Sono convinto che ognuno di noi abbia la visione di qualcosa e il sentimento per esprimerla. Queste persone non hanno mai tentato di fare ciò che avrebbero voluto, e se lo hanno fatto, lo hanno fatto male. Quando si fa qualcosa di particolare, specialmente all’inizio, si cerca una risposta in qualcuno tra i nostri amici o parenti, e spesso questi, ci stroncano, non per cattiveria, ma perché non capiscono il messaggio. Tanti anni fa, quando ho cominciato a scrivere, lo facevo su un’agenda. Spesso erano poesie, a volte dissertazioni su qualche argomento, e quando li facevo leggere a qualche amico, ne ricevevo ironiche risatine, come a dire, ‘ma cosa vuoi fare se non hai fatto nemmeno le scuole!’
Questo mi imbarazzava, ma non mi ha mai tolto il desiderio di continuare.
Non ho dedicato la vita alla scrittura, ma sicuramente ho letto per tutta la vita. Ho studiato in proprio, ho scoperto mondi, persone, arti, artisti e ho badato molto alla mia crescita interiore pur non avendone i titoli ufficiali.  Ho viaggiato attraverso mondi meditativi, ho scoperto cose, in me, che non ho modo di esprimere, e ho conosciuto Saggi che mi hanno aiutato ad aprirmi a me stesso.  E non c’è una fine a questo.
Ecco, forse il modo migliore per descrivere un artista, in qualsiasi settore, è proprio questo: la coscienza che non c’è mai una fine, ma solo cambiamenti. L’artista lo sa. Per questo non ha problemi se vende o non vende un suo prodotto, perché non è un prodotto, è il raccolto della propria esistenza.
Chi vuole averla deve dare qualcosa in cambio, e questo è necessario non per il denaro, ma perché se non si da niente, rimane un debito aperto. Un debito che può essere materiale, se chi lo contrae ritiene di averci guadaganto, o un debito spirituale, se chi lo contrae ritiene di potersi migliorare. E i debiti devono essere pagati in qualche modo, perché nella nostra dimensione è imposto dalla legge del karma.

L’importante è avere equilibrio. Non chiedere mai più del dovuto e non offrire mai più del possibile, perché a volte, alcune cose, non sono pronte per essere divulgate. 

venerdì 18 novembre 2016

Menti di guerra







Siamo sempre in cerca di un mondo migliore, ma non sappiamo mai dove trovarlo.
Continuiamo a giocare a questo mortale gioco che ci porta continuamente a mantenere un atteggiamento di guardia nei confronti degli altri. Viviamo in un'epoca di paura psicologica e fisica. La stessa paura che avevano i nostri nonni, quando c'era la guerra.
Ma la guerra c'è sempre stata, siamo sempre in guerra.
Ci sono solo periodi in cui alcune zone del pianeta è immune alle bombe, ma siamo sempre in guerra.
La guerra la facciamo contro chiunque, non è necessario avere un nemico di un'altra nazione.
Basta che un vicino di casa  compia un'azione che ci disturba, e siamo in guerra.
Certo, direte, ma mica ci mettiamo a sparare. Beh, a volte si, basta dare un'occhiata alla cronaca e troveremo centinaia di casi.
Ma siamo in guerra anche in famiglia, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra parenti.
Abbiamo sempre un sottofondo di guerra, di 'nemici' da combattere.
A volte ci scontriamo per cose così banali che se le vedessimo negli altri penseremmo subito  a quanto siano stupidi, ma se accadono a noi, diventano così importanti che non vediamo altra soluzione che combattere. E combattere, spesso, significa sconfiggere il nemico in maniera umiliante. Portarlo, chiunque sia, alla sconfitta psicologica, prima che fisica. Farlo sentire un 'verme'.
E quella è la vittoria, la soddisfazione, l'esaltazione del nostro ego più becero.
Non riusciamo a vivere senza un nemico.
Condanniamo la guerra, ci apriamo alla compassione quando guardiamo le stragi di una guerra condotta con armi micidiali, sentiamo male al cuore quando guardiamo immagini strazianti di bambini martoriati.
Eppure siamo pronti a fare altrettanto ogni volta che ci sentiamo in pericolo.
Non sappiamo accettare la pace, perché la pace non si ottiene con un trattato. La pace si ottiene soltanto incontrandola in se stessi, al di là di ogni ideologia, di ogni religione, di ogni nazionalismo.
Fermarsi a pensare, però, è troppo difficile, troppo complicato, troppa fatica far funzionare la mente e la coscienza, ed ancora più complicato è andare oltre la stessa mente e la stessa coscienza.
Più facile armarsi e combattere.
Ciò che non ci piace, deve essere distrutto.
E l'uomo non ricorda di vivere in questa condiziona mentale da migliaia di anni.

sabato 27 agosto 2016

Breve riflessione sul sentimento -




Da che parte sta il sentimento?
Provo un certo sentimento…
Da che parte arriva? Dove è situato il sentimento?
La prima risposta costruita in noi è che i sentimenti nascono dal cuore.
Ok.
E il cuore dove prende il sentimento?
Il cuore lo crea.
Humm…
Come fa il cuore a creare il sentimento?
Che forse si attiva, mette al lavoro un po’ di cellule e crea il sentimento?
Oppure ordina un po’ di sentimento da qualche parte, che poi Bartolini lo porta al corpo?
Il cuore è il punto più importante nella nostra vita perché è da lì che nascono i sentimenti.
Quante volte avrete sentito questa frase?
Tutti i poeti continuano a ripetervi questa frase sotto tutti gli aspetti possibili.
Ma è davvero così? Oppure, dopo averlo sentito dire per così tante volte, in poesie, canzoni, opere scritte, ve ne siete auto convinti e lo ripetete senza pensarci?
Credo proprio che sia così.
Lo si deduce per convinzione, lo si deduce perché abbiamo creato il concetto mentale che deve essere per forza così. Lo dicono tutti.
Ma la realtà è che nessuno, o pochi, siano andati in profondità, in se stessi, fino al proprio cuore, per vedere cosa succede veramente.
La verità è che il cuore non vi ha mai mandato un messaggio per dirvi ‘ ehi, ti mando un sentimento d’amore universale, prendilo!’.
No, non è mai successo.
Il cuore non manda sentimenti. Il cuore si fa i fatti suoi.
Ha il suo lavoro da svolgere e non si cura minimamente di mandare sentimenti, emozioni, messaggi.
Se osservate il cuore con attenzione, vi accorgerete che è davvero così. Il cuore non opera per creare sentimenti. Il cuore opera per creare movimento.
E allora da dove arrivano i sentimenti?
Dalla mente?
I sentimenti sono mentali?
Osserviamo.
Quando provo  un sentimento, se venisse dal cuore, dovrebbe essere sempre bello, positivo, gratificante.
Invece spesso, i sentimenti sono negativi, pensieri cattivi, a volte odio, a volte rabbia.
Possibile che vengano dal cuore?
Se il cuore è così pieno di bontà dovrebbe esprimere soltanto positività, invece, per la maggior parte della nostra vita, riceviamo sentimenti che non sono proprio il massimo che desideriamo.
E allora chi crea i sentimenti? Da dove arrivano?
I pensieri non possono creare sentimenti, anzi, forse si.
I pensieri possono farci pensare a sentimenti positivi e se insistiamo a creare pensieri positivi avremo sicuramente sentimenti positivi.
… che salgono da cuore e raggiungono la mente … o no?..
Allora significa che il pensiero e il cuore, si mettono assieme e provocano i sentimenti. Il pensiero li pensa ed il cuore li crea, e li manda… dove li manda? In superficie? Alla vista? Alla percezione?
Appare complicato.
Il cuore e la mente creano il sentimento, poi la mente lo analizza, e ci da il risultato, dicendoci che questo è un sentimento positivo o negativo.
No, c’ ancora qualcosa che non va.
Quando un sentimento c’è, si esprime in noi, non è solo il cuore ad esserne coinvolto, non è solo la mente.
Quando c’è un sentimento forte, c’è tutto il corpo che lo percepisce, e se cercate il punto da dove esso nasce, non lo troverete, perché non nasce da nessuna parte.
Il sentimento è una creazione di così tanti fattori che non si potrebbero nemmeno elencare.
Quando un sentimento nasce in noi, inizia con il nascere all’interno del ‘cuore’ di una cellula, che vibrando, lo trasmette ad altre 50 trilioni di cellule del nostro corpo. E da questo viene percepito in tutta la sua totalità. Compreso il cuore e la mente, ma non il cuore, e non la mente.
Tutto l’essere è coinvolto quando sorge un forte sentimento, fin nelle ossa, fin nei capelli. Non c’è un centro. Non c’è un luogo dove esso risiede.
Se trovate un luogo dove risiede, allora non è un sentimento, è un concetto, una creazione mentale, un qualcosa che avete creato ed etichettato.
Il vero sentimento, per qualsiasi cosa, non viene da nessuna parte, e viene da tutte le parti.
Questo si svolge nel nostro corpo, ma non è il corpo il suo confine. Un vero sentimento non ha confine, si diffonde nello spazio, fino all’etere, e si unifica con l’infinito, dove esso veramente è nato.
E’ dall’infinito che sorge il sentimento, è nell’infinito che può vivere ed esistere, nel nostro essere infiniti.
Basta che osserviate quando vi innamorate.
Questo sentimento si espande al di fuori di voi stessi, il cuore sembra pulsare di più, ma questo è dovuto al fatto che il canale dell’infinito si è aperto, e che attraverso questo canale, il cuore percepisce l’energia potentissima del sentimento, e allora aumenta le sue pulsazioni per fartelo vivere con più intensità.
E l’amore scorre in ogni cellula del vostro corpo e vi riempie di gioia che non potete trattenere.
Fino a quando riuscite a mantenere questo canale aperto con l’infinito, avrete l’amore, quello vero, quello potente che sgorga verso la persona amata, ma che non può essere limitato ad una persona. Questo amore è così potente che amate sia la persona a voi cara, che tutte le persone che vi stanno attorno. E’ così potente che il mondo appare più bello, più luminoso, più positivo.
E finché il canale rimane aperto, si diffonde in ogni dove.
Quando siete innamorati, ed andate a trovare gli amici, portate con voi questa forza, e gli amici vi vedono meglio, più brillanti, più sereni, più in gamba.
Tutto il mondo cambia quando vi avvicinate all’infinito.
Ma poi, in mezzo a questo immenso sentimento, ci mettete la mente.
Ci mettete le parole, ci mettete il giudizio.
E svanisce.
Ci mettete i difetti dell’altro, l’appuntamento mancato, l’orario non rispettato, il dover fare per forza qualcosa, come doversi sposare, metter su famiglia, andare a trovare la zia malata e tante di quelle cose che ben presto riuscite a soffocare totalmente questa unione con l’infinito, questo amore, questo canale.
Così si chiude, si chiude lentamente, agonizzante.
Tenta di convincervi a non lasciarvi trascinare fuori dall’infinito, ma voi avete ormai altro da fare.
Il sentimento diventa qualcosa di dimenticato, qualcosa che riguarda il passato.
Avete perso il senso del presente, il senso dell’infinito.
Siete diventati sordi ai sentimenti.
Sordi al vostro compagno o alla vostra compagna.
Non ascoltate più il flusso che vi faceva stare così bene, ascoltate i pensieri. Ascoltate il giudizio della mente. Le parole, i discorsi, le cose da adulti, da persone responsabili.
Avete chiuso la porta all’amore.
E’ triste.

domenica 23 agosto 2015

Sentimenti aggressivi - Aggressive feelings



 http://www.bubblews.com/posts/aggressive-feelings

La nostra mente è piena di concetti e di credenze di ogni genere, ed oltre a questo, ci troviamo dinanzi  alla nostra aggressività, all’odio, alla cupidigia, ed a tutti quei sentimenti che fanno di noi,  esseri che pensano di proteggersi dagli altri attaccandoli. 
Tutti i sentimenti aggressivi che esprimiamo sono rivolti alla nostra protezione. Questo è quello che pensiamo. Dobbiamo essere in grado di difendere la nostra patria, la nostra nazione, la nostra razza, la nostra religione, il nostro cortile e quindi esprimiamo questa aggressività costantemente.
Anche quando siamo tranquilli, teniamo i sistemi di allarme sempre pronti a scattare. Non sappiamo essere davvero rilassati. Viviamo sempre nella paura di qualcosa.
Questo accade soprattutto perché la nostra mente è abituata a ragionare in forma di protezione. Non sa vivere in forma di libertà, di serenità reale. Ha paura di perdere il controllo.
Questo controllo ha una direzione, ed è quello di farci credere che soltanto in questo modo possiamo garantirci una certa tranquillità. Questa tranquillità ci viene rafforzata dalla convinzione che la nostra società, la nostra nazione, la nostra religione, siano potenti protezioni contro ogni male. Abbiamo dalla nostra parte Dio, lo Stato, e tutti i concetti delle filosofie che si sono trovati un posto nella nostra mente.



 



Our mind is full of concepts and beliefs of every kind, and beyond that, we are in front of our aggression, hatred, greed, and all those feelings that make us, beings who think they protect themselves from others attacking them.All aggressive feelings that have turned to express our protection. This is what we think. We must be able to defend our country, our nation, our race, our religion, our yard and then express this aggression constantly.Even when we are comfortable, we keep alarm systems are always ready to shoot. We do not know to be really relaxed. We always live in fear of something.This happens mostly because our mind is accustomed to thinking in the form of protection. He does not know how to live in the form of freedom, real peace. It is afraid of losing control.This control has a direction, and that is to make us believe that only in this way we can guarantee us a certain tranquility. This tranquility there is reinforced by the belief that our society, our nation, our religion, are powerful protection against all evil. We have God on our side, the State, and all the concepts of the philosophies that have found a place in our minds.

sabato 22 agosto 2015

Fuori di noi - Out of us



http://www.bubblews.com/posts/out-of-us

La tendenza a rivolgerci all’esterno, ci viene dal sistema che è stato impiegato per passarci le informazioni fin da bambini. Viene insegnato a fare in questo modo, viene insegnato a parlare in questo modo, viene insegnato a vestire in questo modo e così via. Ma nessuno insegna a osservare se quanto ci viene insegnato per operare nella vita sociale, sia lo stesso che viviamo interiormente.

Ogni cosa ci viene dall’esterno ed ogni cosa ci obbliga a ragionare dall’esterno. Tutto il mondo è fuori di noi. Ogni cosa che apprendiamo ci viene dagli altri. E gli altri hanno appreso tutto questo, da altri ancora.
Nessuno si è mai chiesto se è davvero il modo migliore di vivere.
La nostra mente, continuando a vivere con questo metodo, è stata relegata nei recessi più lontani della nostra consapevolezza. Noi, non ci sentiamo più. Non ci vediamo più. Non sappiamo più chi siamo.
Il nostro essere interiore è fatto di esterno. Non troviamo più la nostra identità interiore. Non riusciamo più nemmeno a scorgerla. Siamo sotterrati da tonnellate di esteriorità.
E non è un caso che la maggior parte dei network, basano la loro fortuna economica su immagini,  su brevi frasi, e sulla velocità. Tutte cose che non permettono alla mente di soffermarsi per assorbire il senso profondo di quanto si sta osservando.

 
The tendency to turn to the outside, there is the system that has been employed to pass information from childhood. Are taught to do it this way, are taught to speak in this way, he is taught to dress this way and so on. But no one teaches to observe whether what we are taught to operate in social life, is the same that we live within.Everything comes to us from the outside and everything obliges us to reflect outside. The whole world is outside of us. Everything we learn comes from others. And others have learned all this from others.No one ever asked if it is really the best way to live.Our mind, continuing to live with this method, has been relegated in the far recesses of our consciousness. Us, we no longer feel. There we see the most. We no longer know who we are.Our inner being is made of outside. We no longer find our inner identity. We can no longer even see her. We buried by tons of externality.And it is no coincidence that most of the network, base their economic fortune of images, of short phrases, and speed. All things that do not allow the mind to linger to absorb the deeper meaning of what you are observing.

giovedì 20 agosto 2015

Le parole - The words


                                     
                                     


http://www.bubblews.com/posts/the-words-by-nurro

Molti di noi scrivono continuamente, cercando di dare alle parole un senso che trasmetta i propri sentimenti. In genere, le parole che usiamo, sono quelle apprese durante la scuola, o nei mille discorsi che abbiamo fatte o ascoltato. Ma se andiamo ad osservare le parole da vicino, con attenzione analitica, ci accorgiamo che spesso, usiamo delle parole senza conoscerne a fondo il loro significato e la loro potenza.
Usiamo le parole come mezzo discorsivo veloce, spesso per chiarire i nostri pensieri immediati, ma non ci siamo mai fermati a capire da dove arrivano, da dove nascono, o perché la nostra mente usa certe parole invece che altre.
Parlare, scrivere, diventa automatico, e lo facciamo continuamente.
Eppure se andassimo ad osservare alcune parole, ad analizzarle, a scoprirne l'origine interiore, potremmo fare scoperte davvero sorprendenti.
Molto spesso, le parole dette con verità, sono inganni della nostra stessa mente che non fa altro che proteggere il proprio egoismo.










Many of us are constantly writing, trying to give a meaning to the words that conveys your feelings. Generally, the words we use are those learned in school, or in the many speeches that we have made or heard. But if we go to observe the words closely, with analytical attention, we see that often, we use the words without fully understanding their meaning and their power. We use words as a means of discursive fast, often to clarify our immediate thoughts, but we never stopped to figure out where they came from, where are born, or because our mind uses certain words rather than others. Speaking, writing, becomes automatic, and we do it continuously. Yet if we went to see some words, to analyze them, to discover its origin within, we could do really amazing discoveries. Very often, the words spoken with truth, are deceptions of our own mind that does nothing but protect their own selfishness.


venerdì 13 marzo 2015

La verità è una terra priva di sentieri



Infondo, scrivere rimane ancora un atto importante.
Dopo lunghe letture che mettono a dura prova le mie capacità di cognizione
mi ritrovo a dimostrare a me stesso quanto ho appreso, mettendo in ordine
pensieri che ordine non hanno,
Ciò che mi ha detto Jung si scontra con quanto asseriscono le mie cognizioni,
ed il pensiero di Krisnamurti tenta di infiltrarsi nei meandri di una psicologia
di asserzioni ben elaborate.
“La verità è una terra priva di sentieri”.
Tolle gli fa eco, ma non è il solo.
Maharshi non gli è da meno.
“La verità è una terra priva di sentieri”.
Le parole del Buddha si scagliano come pietre nel lago della tranquillità
e non è mai vero che egli pensava alla pace della mente.
Egli pensava a ciò che non è mente, un luogo così lontano
che anche viaggiando per una vita, non si riesce a raggiungere.
E un altro sasso cade pesante in questo lago di mente pensante:
“Non c'è nulla da raggiungere”.
Ad ogni viaggio piantiamo un chiodo: arrivare.
Ma insegnano che non vi è arrivare, solo viaggiare.
E viaggio.
Ad ogni arrivo si continua a viaggiare.
Ad ogni arrivo, non trovo mai il chiodo che ho piantato.
Svanisce sotto l'effetto dell'essere movimento.
Nulla è statico e nulla si ferma.
Ogni cosa è ancora qualcosa, ed ogni qualcosa è ancora altro.
Così tra scienza e coscienza, tra partenze e continuità,
si viaggia verso un incognito immaginariamente costruibile,
ma mai effettivamente creato.
Non polvere nel vento, non granello di sabbia nell'universo,
ma vento e universo.
Insignificante il significato.

giovedì 16 ottobre 2014

29 - Domande su domande - Questions about question



 http://www.bubblews.com/news/8941637-29-questions-about-question

Questo racconto, un riassunto dell'Enuma Elish,
è chiaramente allegorico, ma richiamando alla
nostra mente che è stato scritto migliaia di anni
prima dell'avvento delle religioni, dovrebbe farci
riflettere su diversi punti.
In molti casi, si riscontra una netta copiatura di
questi testi inseriti nei libri sacri sia degli ebrei
che di tutte le religioni che ne sono nate, ma
si riscontrano molte parti anche nelle religioni
orientali, come l'induismo.
Questo ci fa capire che questi testi, almeno in parte,
erano già conosciuti dagli autori dei testi antichi,
e che ne hanno inserito le parti che ritenevano più
interessanti nella creazione di una religione.
Teniamo anche conto che i Sumeri non hanno
inventato questa storia, ma che l'hanno scritta,
rifacendosi, probabilmente a racconti o a testi,
provenienti da milioni di anni prima.
Così, le domande possono emergere nella nostra
mente e cominciare a chiederci davvero da dove
veniamo, chi siamo, chi ha scritto questi testi,
Come facevano a sapere queste cose, in tempi
così lontani dai nostri e tantissime altre domande.

martedì 7 ottobre 2014

7 - Non avere paura di conoscere - Do not be afraid to know



 http://www.bubblews.com/news/8619751-7-do-not-be-afraid-to-know

La conoscenza non deve spaventarvi, nemmeno quando
nemmeno quando distrugge le vostre credenze più
forti, perché se vengono distrutte, significa che non
erano poi così sacre. Ciò che è davvero sacro,
al di là dei nostri concetti appresi, non può
essere distrutto da nulla.
La nostra spiritualità, la nostra vitalità, la nostra
anima, non può essere distrutta, ma ciò in cui crediamo
può essere distrutto o cambiato, o dimenticato,
perché il viaggio su questa Terra non è qualcosa
di statico, di dogmatico, di imposto, ma è qualcosa
che deve essere percepito interiormente, nello
spazio libero da ogni pensiero e da ogni imposizione.
Noi siamo nati liberi, aperti, luminosi.
Sono le cose che apprendiamo che ci fanno vivere
in un certo modo, che ci fanno credere in certe cose,
che ci impongono di essere come siamo.
Se proviamo ad immaginare come è la mente
vuota, libera, senza concetti, luminosa,
possiamo capire che tutto quello che adesso abbiamo
dentro, non è altro che materiale aggiunto a
questa luminosità.
Ne abbiamo aggiunto così tanto, che non siamo
più in grado di percepire la nostra natura
iniziale, la nostra natura primordiale.

sabato 4 ottobre 2014

Per paura di avere paura - For fear of being afraid



 http://www.bubblews.com/news/8488687-for-fear-of-being-afraid

E' uno sforzo di volontà, una scelta della mente,
ed un atto di forza contro ciò che crediamo di essere.
Liberare la propria coscienza è un alito di energia
potentissima che mette in moto la voglia, il desiderio,
la necessità di capire, di sapere, di voler essere capace
di apprendere e di sperimentare.
Che cosa siamo qui a fare?
Siamo qui per mangiare? Per bere?
Per dormire? Per lavorare? Per combattere?
Per odiare?
Che cosa siamo qui a fare?
Queste domande non vi vengono in mente?
E' possibile che non vi vengono in mente domande
come queste?
E' possibile che attraversate la vita senza cercare
queste risposte?
Non lo credo.
Credo invece, che quando vi vengono queste domande
nella mente, facciate di tutto per nasconderle.
E così facendo vi nascondete alla vita, lasciando che
si consumi in un inutile andamento, senza scopo
se non quello di sopravvivere giorno per giorno.
Per paura di avere paura, non si affronta la propria
vita, questa è la triste verità di molti che lasciano
che la vita li accompagni solo verso la morte.

Meglio non sapere - Better not to know



 http://www.bubblews.com/news/8471326-better-not-to-know

Come si fa a cambiare la propria mente, il proprio
modo di guardare al mondo, se dobbiamo ripulire
completamente la nostra mente?
Lo si fa con l'unico mezzo che abbiamo,
con l'intelligenza.
Ma è anche vero, che per molti il problema non si
pone.
Molti, non pensano minimamente di cambiare,
anzi, non vogliono cambiare, hanno paura di
cambiare.
Preferiscono rimanere in questo stato di limbo,
in questo stato dove le cose si vivono senza
doverci mettere niente di proprio.
E' preferibile non farsi domande, non cercare
risposte.
Meglio non sapere.
Così mi rispondono delle persone quando parlo
di certi argomenti.
Preferiscono non sapere, preferiscono lasciare
che altri continuino a fare quello che vogliono,
anche contro noi stessi, piuttosto che cominciare
a leggere, a informarsi, a scoprire.

Concetti installati - Concepts installed



 http://www.bubblews.com/news/8467697-concepts-installed

Capisco che il mio modo di osservare il mondo
non è molto semplice e comprensibile.
Io stesso mi rendo conto di quanto sia complesso
riuscire a farsi una idea di come stanno le cose.
Nel tempo ho cercato però, di capire, di scoprire.
Così ho letto così tanto che alla fine ho cominciato
a pulire i concetti errati che mi erano stati installati.
Siamo fatti di concetti che non hanno senso.
La maggior parte delle nostre idee sono soltanto
pensieri installati nella nostra mente da altri.
Non necessariamente da persone che ci vogliono
male, ma dalla stessa cultura sociale e famigliare
che viviamo ogni giorno.
Impariamo fin da piccoli ad apprendere,
e ogni cosa che ci viene data dalle persone che
conosciamo e che ci circondano, sono per noi
come acqua fresca.
Accettiamo tutto da chi ci sta accanto, perché
non penseremo mai che non ci vogliono bene.
Il problema è che le persone che ci vogliono
bene, sono state a loro volta coinvolti in questo
meccanismo, e quindi, quello che possono insegnarci
non è altro che quello che è stato insegnato a loro stessi.

venerdì 26 settembre 2014

Prigionieri nella mente - Prisoners in the mind



 http://www.bubblews.com/news/8068390-prisoners-in-the-mind

Per cambiare questo mondo, è necessario conoscerlo.
E per conoscerlo è necessario sprofondare nella lettura
di testi e libri che sono davvero di cambiamento, di rivelazioni.
Ma cambiare è difficile. Spesso si accetta di essere schiavi
solo perché sembra che almeno si vive.
Ma che vita è se si è sempre sottomessi?
Se non puoi alzare il livello del tuo pensiero fino a portarlo
ai limiti delle tue stesse capacità?
Prigionieri nella mente, non tanto nella struttura
sociale. Prigionieri di un modo di pensare che
non si deve mai distaccare dalla routine.
I pensieri diversi vengono etichettati come negativi,
sbagliati, come sintomi di un malessere psicologico.
Se hai pensieri diversi, sarai curato come un malato.
Chi ha stabilito che alcuni pensieri sono malati?
Chi ha stabilito il confine tra malattia e salute?
Sicuramente, un malato violento, deve essere
fermato, deve essere curato, ma una persona che
non la pensa come gli altri, perché viene isolato?
Paura.
Meglio schiavi.
Si eseguono gli ordini impartiti e non si hanno
responsabilità.
E' questa la libertà della nostra civiltà?

giovedì 25 settembre 2014

Le menti dei molti - The mind of many



 http://www.bubblews.com/news/8011514-the-minds-of-many

Abbandonare il proprio stato di confort
è davvero difficile.
Ognuno di noi ha bisogno di una certa sicurezza
per vivere.
La nostra stessa casa, è una delle nostre più
importanti necessità: Non ha importanza che
sia grande, o bella, o nuova, o vecchia,
è importante che sia il nostro rifugio, il luogo
dove tornare quando la giornata termina.
La sicurezza della nostra casa, è parte della
sicurezza della nostra Nazione.
Se una Nazione è in guerra, anche la nostra casa
è in guerra. La nostra sicurezza, il nostro confort,
viene intaccato dalla paura.
Tutte le guerre creano paura, terrore, e portano
morte e distruzione.
Ogni guerra ha i suoi gestori, e non sono mai
la gente del popolo. Ogni guerra è architettata
da pochi, e solo per i loro intimi interessi.
Raramente ci sono state guerre dovute
a soluzioni di problemi di un popolo.
Le guerre servono a chi le decide, mai al popolo.
Quando appare la necessità di una guerra nel popolo,
significa che la propaganda dei pochi, ha convinto
le menti dei molti.