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martedì 12 giugno 2018

Aquarius e dintorni



Come mi aspettavo, appena l'Italia vuole far sentire la sua presenza in Europa, diventiamo subito brutti e cattivi. Una tattica che nel passato ha sempre dato ottimi risultati, portando gli italiani a pensarsi inferiori alle altre nazioni europee. Adesso ci sarà un attacco da parte dei partiti dell'opposizione che andranno a dire che le altre sono grandi nazioni e che hanno ragione, parteggiando per loro e dimenticandosi che stanno sputando nel piatto dove hanno sempre mangiato. Lo hanno sempre fatto, e sempre hanno cercato in tutti i modi di dimostrarci che noi italiani non siamo nessuno. Per anni ci hanno fatto il lavaggio del cervello portandoci sempre al ribasso, fino a che migliaia di giovani sono dovuti scappare dall'Italia, con grande soddisfazione di questi signori che del potere hanno fatto una missione a vita. Ma io voglio pensare che qualcosa stia cambiando, voglio pensare che è ora di finirla di produrre politici che sanno solo chinare il capo dinanzi a chi non ha proprio nulla di superiore a noi italiani. Ed è ora di finirla anche con chi, pur di danneggiare una parte politica avversa, si affianca a queste nazione di supposta superiorità. Non mi risulta che gli italiani siano inferiori o superiori a nessuno, siamo come siamo, e ci vogliamo per come siamo. Se così non fosse ce ne saremmo già andati da un pezzo, ma vogliamo vivere qui, rimanere qui, ed essere rispettati. Tranne che per quei volgari esseri che hanno creato e alimentato questo spregevole business sulla pelle di esseri innocenti. Voglio credere che sia possibile risolvere questa terribile calamità. Voglio credere che i miei nipoti potranno vivere in una Italia rispettata. Voglio credere che gli italiani vogliano bene alla loro Nazione per il solo fatto di esserci nati, e non per scelta politica. Questa tratta degli schiavi deve terminare.
Per molti, su quella nave, ci sono 220.000 euro al giorno. (629 X 35 euro a persona). Togliete 5 - 6 euro a persona che è quanto gli danno da mangiare e ditemi se non è un affare economico. Fin quando i cuori delle persone che dicono di aiutare gli altri non si mettono a battere correttamente, ogni parola di amore, di solidarietà, di altruismo, non è altro che un conto per stabilire quanto convenga utilizzarle. Invece di far intervenire le cooperative, e gli affaristi, perché non viene dato l'incarico di accoglienza alle Forze Militari, controllati direttamente dal Presidente della Repubblica che ne sarà responsabile? Eliminare le cose negative si può. Ma bisogna volerlo davvero.

giovedì 23 febbraio 2017

Disegno di Legge su internet - ci riprovano -



Ormai da anni scrivo su blog. Sul mio o su quello di altri, e scrivo anche sui social. Non sono un giornalista e quindi scrivo di ciò che mi pare in base a quanto ritengo di dover scrivere. Non sono un estremo politico ma spesso scrivo di politica e di fatti del nostro Paese e di altri a seconda di quanto accade. Ho la capacità di farmi qualche idea sulle cose e spesso, il desiderio di condividere i miei pensieri nel web. Ritengo che il web, benché sia un calderone dove c’è di tutto, offra la possibilità a chiunque di esprimere la propria opinione liberamente. La legge che si vuole imporre, cancella questa possibilità.
Il Disegno di Legge dal titolo già altisonante, recita: Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica. I senatori  Gambaro,(ALA), Mazzoni (ALA),Divina (LN-AUT) e  Giro (FI-PDL).
Qui il testo riportato da Repubblica (link : Qui l'articolo di Repubblica.it
Il Disegno di Legge non ha soltanto questi partiti che aderiscono, ma pare che ci sia una larga partecipazione trasversale. Basta ricordare il video della Boldrini di qualche giorno fa.
Apparentemente, si vuole fare in modo che non ci siano più bufale su internet, ma non si tiene conto che le bufale non sono Internet. Sicuramente ci sono siti che ci campano, ma è anche vero che chi utilizza il web, ci mette poco a scoprire quali sono i siti che le inventano. Ci sono addirittura liste di siti-bufala, basta cercarle in .. internet. Io stesso, a volte, casco nella trappola e prendo per vere notizie false, però mi capita che sempre più spesso, i miei lettori stessi mi facciano notare che si tratta di una bufala, e correggo, pubblicando l’articolo che lo dimostra, senza problemi. Questa cosa la stanno facendo sempre più blogger e viaggiatori del web. Quindi non vedo alcun bisogno di fare una legge che ci porterebbe ad avere paura anche di criticare, con parole nostre, perché non tutti siamo ‘studiati’, i fatti della nostra Nazione, in particolare quelli politici. Ammetto che su alcuni politici, a volte, si scateni la collera degli utenti, ma è anche vero che ognuno ha già i mezzi per denunciare questi fatti, ci sono già le leggi, basta una denuncia, una querela da parte di chi si sente colpito e si finisce in tribunale, non sarebbe la prima volta che un blog viene chiuso per fatti di questo tipo.
Il punto è che cosa si rischia?
Una multa per chi diffonde notizie false sui social media o siti,
 contrasto all’anonimato, (che su internet non poi così vero che si è anonimi, a meno che uno non sia un hacker esperto,
obbligo per i gestori delle piattaforme informatiche di monitorare costantemente i contenuti del loro sito, (probabilmente cercano di ridurre in questo modo la disoccupazione, perché chi può permettersi una cosa del genere?)
Reclusione fino a due anni per chi si rende responsabile di campagne d’odio contro individui o volte a minacciare il processo democratico. (Questa la vera chicca. Non si può più sparlare dei politici perché si mina il processo democratico.
Sia chiaro che tutto questo non riguarda assolutamente le testate giornalistiche, ma solo  i liberi scrittori e pensatori. I giornali, probabilmente, li controllano già.
Inoltre, chi vorrà aprire un blog o un forum, deve inviare tramite PEC (ce l’hanno quasi solo gli imprenditori) una mail con tutte le informazioni e i dati personali alla Sezione Stampa del Tribunale.
Le  ammende e il carcere aumentano in base alla considerazione che si darà alla notizia diffusa, forse dipenderà da quanti like prende.
Ed ecco come ti diffondo la paura sul web. Chi se la sente di commentare notizie di qualsiasi genere? Chi decide qual è la notizia da incriminare? Chi risponde ai commenti, se anche chi commenta viene considerato come colui che diffonde la notizia? Chi scriverà articoli che ci fanno aprire gli occhi, anche quando non si hanno documenti certi su quanto si afferma? Ho scoperto più cose attraverso i siti considerati falsi che nei siti dei giornali ufficiali. E’ una mia colpa se i giornali non diffondono tutte le notizie che dovrebbero?
Per quanto riguarda le parolacce rivolte ai politici, che poi sono quelle le cose che gli danno fastidio, vorrei far notare che noi subiamo i loro errori politici sulla nostra pelle, e che le crisi, la povertà, la miseria, la mancanza di lavoro, le tasse troppo alte e tantissime altre cose, non le abbiamo create noi popolo, ne quello del web ne quello offline, ma le loro leggi sbagliate e si, anche le loro ruberie, che non sono fake ma fatti dimostrati dai processi in corso a decine e decine di politici, ma non possiamo più scriverlo nei nostri blog, perché rischiamo di finire con una mega multa o in galera perché si minaccia il processo democratico.

Politici privi di politica. Intoccabili, innominabili, inesistenti e terribilmente permalosi.

sabato 7 gennaio 2017

Non abbiamo votato in America -



Non seguo con attenzione la politica internazionale. Per qualche motivo, credo che ogni Nazione abbia i propri problemi e il proprio modo di vedere il suo mondo, e quindi, intervenire con giudizi dovuti al modo di vedere della mia Nazione, e trasportarla in altre, mi appare bizzarro.
Non sono in grado di dire se il governo, scelto democraticamente, in una Nazione sia meglio o peggio di quello che scegliamo noi, quando ce lo fanno scegliere. Così, questa strana polemica sulle elezioni americane, mi appare alquanto creata ad arte e senza alcuna base reale.
L'America non è Italia, e nemmeno Europa. E' una Nazione a se stante, con il suo modo di essere, con il modo di vivere degli americani, con i concetti americani, con le idee americane, con la visione del mondo americana. Possiamo sicuramente essere d'accordo o in disaccordo su molte cose, ma non credo di avere il diritto di giudicare le loro scelte politiche. Posso condannare l'America per la sua politica internazionale o per alcuni americani che sono diventati simbolo di dominio, di dittatura in altre nazioni, che contiene in sé i potenti del mondo che vogliono creare il Nuovo Ordine Mondiale, ma non sono e non voglio essere giudice delle loro scelte interne.
Se la maggioranza americana ha scelto Donald Trump come suo Presidente, lo ha fatto con idee e con pensieri che non hanno niente a che vedere con il come la pensiamo noi in una Nazione come l'Italia. Allo stesso modo, non sarebbe cambiato niente se a vincere fosse stata Hillary Clinton. Noi non abbiamo votato in America.
Ma c'è qualcosa che mi fa riflettere, qualcosa che in questi giorni si sta diffondendo in maniera sempre più accesa, ed è la presa di posizione del mondo artistico, del mondo della moda, del mondo della musica. Esimi personaggi si ergono a giudici pubblici, e condannano il Presidente americano senza possibilità di difesa. Un attore ha chiesto a Dio di farlo morire, su twitter, alcuni grandi musicisti hanno rifiutato di esibirsi durante la giornata del suo insediamento. Anche piccoli musicisti si ergono a giudici, come un gruppo di tre ragazzi italiani, che hanno dichiarato con orgoglio di aver rifiutato l'invito perché sono contro Trump, ma che faranno comunque un concerto in America a fine marzo. Rifiutano l'invito del 'padrone di casa', ma vanno a fare soldi in quella terra. La giacchina della moglie di Trunp è diventata una condanna per D&G che si sono sentiti orgogliosi di vederla indossata dalla futura Lady americana. I politici di alto rango europeo sono sul sentiero di guerra, perché Trump vuole dialogare con Putin e non deve farlo. Il perché reale però, non ce lo dicono. Il nuovo Presidente americano può esprimere opinioni non condivisibili, può anche essere visto per come ha voluto farsi vedere, cioè una specie di spaccone, ma ritengo che non sia intelligente giudicarlo dalla campagna elettorale. Ricordo le promesse di Obama, con grandi parole di pace, amore e fraternità, con un Premio Nobel anticipato perché tutti sapevano che Obama avrebbe fatto bene per l'America e per il mondo. Ma non è andata così, non è proprio andata così. Per altro, che Trump sarà o meno un grande Presidente, non può dirlo un attore qualsiasi o un cantante, o almeno, essendo l'America una Nazione ancora libera, lo può dire chiunque senza incorrere in punizioni di sorta, ma dirlo in maniera teatrale, come fosse una sentenza divina, mi appare ridicolo. Il dire che non piace non è un peccato, nemmeno un crimine, ma essere lapidari mi appare molto estremistico.
Non credo nei messia, non credo nei profeti, non credo nei super uomini. Nessuno può cambiare il mondo e farlo diventare come piacerebbe a me. Nessuno ha il potere di unire totalmente una Nazione, nessuno sarà davvero il Presidente di tutti. Nessuno risolverà la povertà nel mondo e nessuno farà cessare per sempre le guerre.
Non credo nelle fantasie, (ma mi piace scrivere fantasy,) non credo nell'evoluzione dello spirito o dell'anima come fatto totalizzante, posso crederci come fatto personale, di quelli che si applicano in questa direzione, ma la liberazione interiore non si può massificare, perché i livelli di coscienza e conoscenza degli uomini sono differenti l'uno dall'altro. E così non credo che Trump sarà un ottimo Presidente, o che lo potesse essere la Clinton, credo solo che gli americani hanno potuto scegliere, e la maggioranza ha scelto il Presidente per tutti. Questo è il rispetto che dobbiamo a quella Nazione. Auguriamoci di poter rispettare anche noi la nostra, appena possibile.



domenica 23 agosto 2015

Sentimenti aggressivi - Aggressive feelings



 http://www.bubblews.com/posts/aggressive-feelings

La nostra mente è piena di concetti e di credenze di ogni genere, ed oltre a questo, ci troviamo dinanzi  alla nostra aggressività, all’odio, alla cupidigia, ed a tutti quei sentimenti che fanno di noi,  esseri che pensano di proteggersi dagli altri attaccandoli. 
Tutti i sentimenti aggressivi che esprimiamo sono rivolti alla nostra protezione. Questo è quello che pensiamo. Dobbiamo essere in grado di difendere la nostra patria, la nostra nazione, la nostra razza, la nostra religione, il nostro cortile e quindi esprimiamo questa aggressività costantemente.
Anche quando siamo tranquilli, teniamo i sistemi di allarme sempre pronti a scattare. Non sappiamo essere davvero rilassati. Viviamo sempre nella paura di qualcosa.
Questo accade soprattutto perché la nostra mente è abituata a ragionare in forma di protezione. Non sa vivere in forma di libertà, di serenità reale. Ha paura di perdere il controllo.
Questo controllo ha una direzione, ed è quello di farci credere che soltanto in questo modo possiamo garantirci una certa tranquillità. Questa tranquillità ci viene rafforzata dalla convinzione che la nostra società, la nostra nazione, la nostra religione, siano potenti protezioni contro ogni male. Abbiamo dalla nostra parte Dio, lo Stato, e tutti i concetti delle filosofie che si sono trovati un posto nella nostra mente.



 



Our mind is full of concepts and beliefs of every kind, and beyond that, we are in front of our aggression, hatred, greed, and all those feelings that make us, beings who think they protect themselves from others attacking them.All aggressive feelings that have turned to express our protection. This is what we think. We must be able to defend our country, our nation, our race, our religion, our yard and then express this aggression constantly.Even when we are comfortable, we keep alarm systems are always ready to shoot. We do not know to be really relaxed. We always live in fear of something.This happens mostly because our mind is accustomed to thinking in the form of protection. He does not know how to live in the form of freedom, real peace. It is afraid of losing control.This control has a direction, and that is to make us believe that only in this way we can guarantee us a certain tranquility. This tranquility there is reinforced by the belief that our society, our nation, our religion, are powerful protection against all evil. We have God on our side, the State, and all the concepts of the philosophies that have found a place in our minds.

martedì 7 luglio 2015

E loro lo sanno


 foto ecocittadino.com

Ora che un referendum ha dato una direttiva, ci si aspetterebbe che fosse onorato, Ma io penso che la Grecia intenda operare come l'Italia: qualsiasi risultato ci sia, faremo come vogliamo.
Mi appare triste la situazione greca, mi appare davvero dolorosa per chi non sa come sfamare i propri bambini. Posso anche capire che la politica economica non ha anima, ma non capisco come mai, questa anima, non ce l'hanno nemmeno quelli che l'economia la gestiscono. Hanno costruito leggi così intricate che si sono tolti la possibilità di essere esseri umani in nome di uno scritto su un pezzo di carta che riporta le firme onorevoli di onorevoli che di onorevole non so ancora bene cosa abbiano.
Come si fa a chiamare onorevole una persona che firma e gestisce la distruzione di un popolo, di una Nazione?
Eppure, dall'alto dell'Europa, tanti onorevoli si compiacciono ognuno delle proprie scelte, che si, sono dure, ma non se ne può fare a meno.
Certamente, una piccola Nazione che ha poco più di undici milioni di abitanti, non merita poi così tante attenzioni. Ma mi viene anche da pensare che quanto stia accadendo sia dovuto anche al fatto che infondo non sono poi così tanti. Se sono pochi diventano gestibili.
Non credo a una Grecia fuori dall'Euro.
Non ci credo perché gli States non possono permettersi che la Grecia si allei con la Russia.
Non è un bel fiore all'occhiello per gli americani e per la Nato avere basi militari russe nel mediterraneo.
E la Russia, se deve elargire danaro ai greci, lo faranno solo se in cambio avranno la possibilità di avere basi militari sul suo suolo, altrimenti che motivo avrebbero? Lo yogurt?
Sono giochi portati avanti sulla pelle della gente, sulla pelle di chi non ha possibilità didifendersi.
Sento dire che la Grecia ha sperperato per anni il suo capitale, ma non è quanto sta accadendo da noi?
Sento dire che ci sono pensionati che avevano pensioni baby astronomiche, ma non accade anche da noi?
Accusiamo i greci di non aver saputo gestire la propria economia, ma noi siamo migliori?
No, non siamo migliori, non lo siamo.
Anche qui da noi la politica è stata battuta. Non c'è più una idea di politica.
E' svanita.
Non si gestisce più un qualcosa di sociale, di politica sociale. Non se ne ha più nemmeno il sentore.
Ogni cosa è diventata economica.
Ma forse stiamo facendo un errore piuttosto grossolano, perché la gestione della cosa pubblica è ancora in mano ai politici, mentre, visto che si tratta di economia, dovremmo avere per governanti degli economisti. Persone in grado di saper gestire il danaro, soprattutto per conto delle banche e delle multinazionali.
Il popolo non serve quasi più agli economisti. Ormai stanno realizzando un piano perfetto dove la gente comune è soltanto una spesa, un costo.
Non serviamo più.
E non serviamo più nemmeno a noi stessi, perché non riusciamo a trovare un punto di incontro che possa unificarci in un movimento che riesca a spazzare via tutto quanto sta accadendo.
Siamo troppo impegnati a sopravvivere.

E loro lo sanno.


giovedì 25 settembre 2014

Le menti dei molti - The mind of many



 http://www.bubblews.com/news/8011514-the-minds-of-many

Abbandonare il proprio stato di confort
è davvero difficile.
Ognuno di noi ha bisogno di una certa sicurezza
per vivere.
La nostra stessa casa, è una delle nostre più
importanti necessità: Non ha importanza che
sia grande, o bella, o nuova, o vecchia,
è importante che sia il nostro rifugio, il luogo
dove tornare quando la giornata termina.
La sicurezza della nostra casa, è parte della
sicurezza della nostra Nazione.
Se una Nazione è in guerra, anche la nostra casa
è in guerra. La nostra sicurezza, il nostro confort,
viene intaccato dalla paura.
Tutte le guerre creano paura, terrore, e portano
morte e distruzione.
Ogni guerra ha i suoi gestori, e non sono mai
la gente del popolo. Ogni guerra è architettata
da pochi, e solo per i loro intimi interessi.
Raramente ci sono state guerre dovute
a soluzioni di problemi di un popolo.
Le guerre servono a chi le decide, mai al popolo.
Quando appare la necessità di una guerra nel popolo,
significa che la propaganda dei pochi, ha convinto
le menti dei molti.

domenica 14 settembre 2014

Tutti corrotti - All corrupt



http://www.bubblews.com/news/7307388-all-corrupt

Alcuni gruppi politici, che riescono ad entrare
in Parlamento con idee di cambiamento forte,
vengono invece messi in condizione da non avere
contatti con la Nazione. Le Tv non gli concedono
interviste, i giornali ne parlano solo quando possono
denigrarli, e la gente comincia a vederlo solo
sotto l'aspetto ironico, facendogli perdere quella
potenzialità che volevano portare proprio tra la
gente.
Ci sono giochi così complessi all'interno dei Palazzi
che solo persone che ci sono da molti anni sanno
gestire. Questi giochi sono tutti legati a qualcosa
che la gente comune non deve sapere.
Il peggio è che molta gente comune, non vuole
sapere.
Preferisce rimanere nell'ignoranza di come stanno
realmente le cose, sperando così di non essere
toccati da brutte cose.
Ma se la Nazione è corrotta a livello dei propri
rappresentati politici, allora tutti si è corrotti,
anche quelli che non vogliono sapere di esserlo.

giovedì 28 agosto 2014

Il dominio del pianeta - The domination ofthe planet



http://www.bubblews.com/news/6367502-the-domination-of-the-planet

Hanno così tanto potere che possono distruggere
una nazione. Hanno così tanto potere che possono
decidere una guerra.
Hanno così tanto potere che possono fare cose
che per noi normali cittadini, non esistono nemmeno,
e nemmeno dinanzi all'evidenza riusciamo a vederli.
I loro mezzi sono al di là della nostra capacità di
accettare. Pensiamo che non sia possibile fare
delle cose, perché non ci danno la conoscenza di esse.
E' come quando, alla fine degli anni '60, ci dicevano
che sarebbero andati sulla luna. Ci credeva si e no
un terzo del mondo, forse meno, perché non avevamo
la conoscenza delle loro tecnologie.
Considero che la tecnologia e la capacità operativa
di queste persone sia così avanzata, che senza
una spiegazione specifica non ci crederemmo mai.
Possono agire, fare, e condizionare il pianeta intero.
Ma non possiamo credere che degli uomini abbiano
così tanto potere.
Eppure lo hanno. E lo usano per realizzare il loro
scopo finale: il dominio del pianeta.

domenica 6 luglio 2014

Una Nazione, due fazioni - One Nation, two factions



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4300758-dualism-one-nation-two-factions

E' una guerra di interessi, Agli Stati Uniti
farebbe comodo avere  un piede nel territorio
della ex URSS, e alla Russia attuale non piace di
avere una potenza sulla porta di casa propria.
In questo gioco di potere, c'è il gioco terribile
dell'informazione pilotata, quell'informazione che
ti fa credere cose che non sono.
Arrivano a spaccare una Nazione in due fazioni
contrapposte, lavorando sull'informazione, facendoci
credere che quello che vive in quel territorio poco
più in là, è un terrorista, un assassino, un essere da
eliminare.
Eppure, fino a qualche mese fa, si era una sola Nazione.
Chi ha iniziato il gioco sporco di far cadere questa
Nazione? Chi ne ricava utili da questa situazione?
Non certo il popolo che è diviso in due, ma chi
ha grossi interessi economici e politici.
 E sotto le bombe, però, ci sono donne e bambini
che quella guerra non la capiscono e non la vogliono.

Guerra e interessi - War and interests



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/4300029-dualism-war-and-interestsSiamo abituati a pensare che ci ci gestisce
sappia bene cosa stia facendo, e ci fidiamo delle
informazioni che ci danno ufficialmente.
Un Presidente sa quello che fa, e lo fa per il bene
della Nazione, questo è il nostro pensiero.
Ma purtroppo, le informazioni che riusciamo
ad avere al giorno d'oggi, ci dicono con orrenda
chiarezza, che le guerre si combattono per
interessi economici di pochi.
Oggi non ci sono più guerre per difendere un
diritto alla libertà dei popoli, perché le Nazioni
sono tutte indipendenti e libere, oggi ci sono
guerre di interessi.
Il petrolio e il gas in primo luogo, basta osservare
quello che sta accadendo in Ukraina, dove le due
fazioni più potenti del mondo mostrano i denti
e si minacciano di guerra in ogni istante, mentre,
anche se non c'è ancora una guerra, si combatte
e si comincia a morire.
Un amico di Bubblews, in suo articolo, parla già
di 375 morti, che stanno passando nel silenzio
della stampa e dell'interesse generale.

martedì 1 luglio 2014

Legge e paura - Law and fear



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4160249-constrains-law-and-fear

In ogni Nazione si fa forza su questo. Prima ti invitano
a costruire, a possedere, poi ti ricattano se non paghi
qualcosa, di portartela via. E loro lo fanno, perché loro
sono la Legge, sono la Legge che hanno fatto per te.
L'hanno fatta per tutelarti, dicono.
Ma io scopro ogni giorno che molte Leggi sono fatte
per incutere paura, timore, terrore.
In questi ultimi anni, sono tristemente noti, qui in
Italia, una serie di suicidi di imprenditori ai quali
il Fisco, gli ha portato via tutto.
Queste persone erano così attaccate alla loro vita,
al loro lavoro, a quanto possedevano, che non hanno
retto a questo terribile e barbaro assalto da parte
di quello Stato che afferma di proteggerti.
Le Leggi sono così contorte, che anche se hai ragione,
trovano il modo di farti avere torto ogni volta che
a loro interessa farlo.
Non sto denigrando le Leggi, sto solo constatando
come funzionano.
E questo è il metodo dello Stato di mantenerti sotto
paura, sotto terrore.
Finché avremo paura, loro saranno potentissimi.
Finché avremo paura di perdere qualcosa, loro
sapranno di poter fare qualsiasi cosa.

domenica 9 marzo 2014

Una Nazione in guerra - Ucraina

Schiavo delle carte bancarie


Ucraina in guerra

Un pensiero, lungo alcuni giorni, si affaccia alla mente. Forse non coerente, forse solo fantasticherie. Ma in un certo senso mi provoca qualche visione diversa da un insieme di notizie pilotate. 

Ucraina. Una Nazione indipendente, intesa nel senso che ha un suo governo, ma come ormai tutte le Nazioni, di indipendenti vere non ne vedo. Ogni Nazione è ormai legata ad altre in un cumulo di interessi economici e militari.

Quello che mi salta nella mente è il pensiero di come questa faccenda si sia sviluppata.

Tutto ebbe inizio con circa trecento persone ucraina, che decisero di protestare davanti al Parlamento perché il loro Presidente voleva far tagliare gli alberi in un parco poco distante dalla piazza del Parlamento.

In pochi giorni, la faccenda è diventata incontrollabile.

Ora, io so che gli esseri umani amano la natura e veder tagliare degli alberi gli fa male al cuore, ma da qui ad arrivare a far cadere un Governo, mi sembra abbastanza inaccettabile.

E allora, penso, penso male, perché a pensar male, spesso ci si azzecca.

Penso che gli stati interessati all'Ucraina, abbiano trovato il motivo giusto per intervenire e destabilizzare la Nazione. Penso che ci siano stati sobillatori, spie, agenti segreti, massoni, industriali e tanti altri interessati che abbiano colto la palla al balzo e abbiano alimentato a dovere una semplice protesta per il taglio di alcuni alberi.

E' chiaro che posso benissimo condannare un Presidente che si fa il water d'oro e che sia un despota da togliere dai piedi, ma la scusante non mi appare molto politica.

Per suffragare questi miei pensieri mi viene in aiuto Vladimir Jakunin, direttore delle Ferrovie della Federazione Russa, che ha sostenuto che da anni, gli USA stanno cercando di separare l'Ucraina dalla Russia.

Assistiamo al grande gioco geopolitico il cui obiettivo è la distruzione della Russia quale avversario geopolitico degli Stati Uniti e dell’oligarchia finanziaria globale“, ha affermato Jakunin in un’intervista. “Un’analisi della CIA… descrive tre possibili scenari per la situazione geopolitica. Lo scenario più accettabile è quello in cui viene creato un certo governo mondiale, e la realizzazione di tale piano è in linea con il concetto di dominio globale adottato dagli Stati Uniti. L’abbiamo visto in Iraq, Afghanistan, Jugoslavia e  Nord Africa. Oggi i limiti di questa dottrina arrivano in Ucraina.” http://informatitalia.blogspot.it/

Ed in poche parole, abbiamo la conferma che c'è un piano per organizzare un Governo Mondiale, un Governo che domini su ogni nostro atto, su ogni nostro attimo di vita. 

Se parole di questo tipo provengono da persone che "ci sono dentro", non posso non crederci. Questa è la realtà che  ci stanno costruendo attorno, e per farlo, devono abbassare ancora di più il nostro potere di acquisto. Ci devono portare ad un livello dove non possiamo avere niente senza il loro consenso. Ogni cosa dovrà esserci "data" da loro. 

In teoria dobbiamo essere degli schiavi perfetti. Silenziosi ed ubbidienti. 

Penso con tristezza che continueranno a toglierci capacità, ci toglieranno la possibilità di avere un valore nostro per darcene uno loro. Varremo quanto loro decideranno che varremo, e sono certo che andremo a lavorare per meno della metà di quello che abbiamo adesso. 

Più nel bisogno vivremo, più abbasseremo il nostro prezzo. Più accetteremo qualsiasi cosa ci proporranno. Perché noi abbiamo figli, abbiamo nipoti, abbiamo persone alle quali non far mancare il necessario, ed il necessario lo avranno in mano loro, solo loro.

Il piano globale, è, per me, la schiavitù globale.


lunedì 24 febbraio 2014

Nuovo Governo alla prova -



Ed eccoci, esultanti, alla prova del nuovo governo
Mi appare come l'ennesima carica, a suo di campanellino, alla continua disfatta di una Italia che si sta dissanguando.
Le promesse di riforme, di innovazione, di cambiamento, mi appaiono come le solite promesse dei politici che sanno già di non poter mantenere.
Il colpo d'occhio cade sulla presenza di Padoan, messo in un punto cruciale per impedire la possibilità di un reale cambiamento.
Il punto è che prima abbiamo avuto Monti, Uomo della trilaterale. Poi abbiamo avuto Letta, Uomo di Monti, e adesso, cambiata la facciata con Renzi, ma abbiamo Padoan, uomo della trilaterale.

Non posso fare a meno di osservare che anche questo governo è in mano non agli italiani, ma a queste forze che la stanno uccidendo.

I piani economici salvabanche vanno avanti a tutta forza, e le banche non fanno nulla di nuovo per aiutarsi da soli, continuano le loro speculazioni.
Lo fanno perché ormai stanno raggiungendo il punto di non ritorno, quello in cui le loro sicurezze vengono costantemente confermate dagli aiuti della Banca Centrale Europea.

La Banca Centrale non può permettersi di non aiutarle,  ed i governi non possono permettersi di collaborare.
Il Trattato di Lisbona li ha imprigionati per bene.

Così, quando sento parlare di ripresa, di innovazione, di crescita, mi prende un senso di angoscia profondo, perché mi aspetto ogni porcheria politica ed economica pur di soddisfare i loro bisogni.

Parlare di bisogni della gente, degli operai, della Nazione in sé ha perso ogni significato, perché prima vengono le banche. Inoltre, il cambiamento del Governo Italiano che molti auspicavano, non si è verificato, perché i presenti sono tutti cresciuti nella stessa stanza politica e quindi tutti hanno la stessa visione del mondo, non c'è nulla di nuovo.

La grinta che Renzi vuole far emergere dall'immagine che da, non penetra nella sfiducia della maggioranza degli italiani. Rimane confusa, come se improvvisamente ci si stesse rendendo conto che non è una persona che esprima qualità particolari di gestione di una Nazione. Appare forzata, costruita, non sincera. 
Penso che le telefonate di ieri, arrivate da quasi tutta Europa, gli abbiano messo dinanzi una visione diversa da quella buonista e pacioccona che lo ha  portato dove è.

In Europa, in questa Europa, non ci sono agnelli, ma solo squali, contro cui lottare diventa quasi impossibile. Forse senza quasi. Non può combattere un uomo. Una simile battaglia si può effettuare solo se la gestisce una Nazione, una nazione forte ed unita, non un solo uomo. E l'Italia, attualmente non appare ne forte, ne unita.

E' chiaro che quando si scrive un articolo, anche insignificante, come questo, si pensa anche a qualcosa che possa risolvere il problema, e la soluzione mi appare sempre più chiara: solo la presa di coscienza di questi e molti altri fatti può rimuovere una simile situazione. Solo la conoscenza di come funzionano veramente, oggi, le cose, possono aiutarci a trovare una soluzione a quanto ci piove addosso. E ciò che sta accadendo è così vasto che è necessario un grande sforzo per riuscire a farsi un'idea del tutto.




sabato 8 febbraio 2014

..per un pugno di dollari...


 http://rabidrepublicanblog.com/

Per un pugno di dollari...

Nello scompiglio sempre più virulento dei nostri giorni, sembrano trovare sempre più spazio verità che sono rimaste sotto cenere per alcuni anni.

La notizia di qualche giorno fa, sta comunque creando qualche scompiglio. La Responsabile per le Relazioni con l’Europa, Victoria Nuland, che è vice del capo della Diplomazia John Kerry, si è lasciato scappare, (ha rotto le catene ed è scappata) una frase molto eloquente e chiara: La UE si fotta!

La frase è stata registrata, ed ha fatto il giro del mondo.

Naturlamente, una delle prime cose dichiarate ufficialmente è che l’hanno divulgata i servizi russi...

Che può anche essere. Ma a prescindere, questa frase detta a livelli così importanti politicamente, lasciano chiaramente intendere come stanno le cose.

Siamo ancora sudditi, secondo loro.

E non si sono accorti di essere diventati invisi a quasi tutto il mondo.

Quello che hanno fatto con le Torri Gemelle non è passato inosservato alle grandi nazioni. E se una Nazione pensa che gli americani siano capaci di tanto pur di realizzare i propri obiettivi, chi li vuole più per amici?

Chi si fiderà di loro veramente?

I loro poteri stanno scendendo rapidamente, compresi quelli economici, ed altri stati, altri modelli, stanno avanzando.

La loro unica possibilità di reintegrarsi col resto del mondo è solo quella di mollare la presa, ed accettare di essere una Nazione che ha bisogno degli altri. Nessuno crede più che l’America sia il sogno del Pianeta. Non lo è più, e lo hanno distrutto loro stessi, diventando avidi fino all’impossibile, fino a farsi male da soli.

Gli stessi americani, il popolo americano, si sta rendendo conto di tutto questo. Anche loro stanno cominciando a capire di essere stati manovrati fino a considerarli solo numeri, numeri senza poteri, senza più alcun sogno americano.

E l’Europa?

Rimane incapace di liberarsi, incapace di esistere, incapace di dignità, incapace di crescere, di diventare adulta e prendersi le proprie responsabilità. Preferiscono ancora farsi mandare a quel paese in silenzio e subire ogni angheria pur di mantenere una poltrona. Legati a doppio filo per un pugno di dollari...

Incapaci di guardare in faccia la realtà delle nostre stesse Nazioni. Come se fossero alieni, e forse lo sono davvero.

Ne hanno tutte le caratteristiche, sono senz’anima, incapaci di empatia, incapaci di amore, incapaci di riprendersi la loro libertà,e quella di ridarci la dignità di Nazione.

giovedì 6 febbraio 2014

Come ti distruggo una Nazione -


Molti anni fa, quando andavo a scuola, alcuni insegnanti mi dicevano che ero bravo in letteratura.
Forse, il solo fatto che me lo facessero credere, mi ha portato, con il crescere, ad innamorarmi della lettura.
Non ho potuto studiare, niente mezzi di sostegno per chi non poteva permetterselo, ma ho continuato a coltivare questa capacità fino a farla diventare una vera passione.
Nessuno mi ha obbligato a leggere Platone, ma l'ho fatto. Non ho idea di quanto ci abbia capito, ma l'ho letto. Ho letto di filosofia, di storia, di arte, di scienze e di tanti altri argomenti.
Ho goduto del bene che questa Nazione ha sempre saputo produrre.
Ed eccoci ai nostri giorni, con uno degli atti più ignobili che si possa fare alla cultura: l'eliminazione dalle scuole superiori della Storia dell'Arte.
della Storia del'Arte.
Hanno eliminato lo studio della Storia dell'arte dalle scuole.
Non si insegna più Storia
dell'arte.
Ve lo ripeto in molti modi per farvi capire la gravità della cosa.
La lungimirante Ministro Gelmini ha abolito la Storia dell'Arte perché non ci sono i soldi per pagare i professori.
Non ci sono i soldi?
Sarebbe bastata una minima parte delle regalie di Stato che si fanno ogni anno a Nazioni Straniere per la cultura, l'Arte e il folklore di quei paesi.
Sarebbe bastato non regalare milioni all'Egitto per i disastri delle manifestazioni del periodo Mubarak, oppure non dare milioni a paesi per la LORO Arte.
Sarebbe bastato sentirsi poco poco Italiani.
Figli di una Storia di Arte che non ha mai avuto pari in tutto il resto del mondo.
Tutte le Nazioni del mondo confermano che  in Italia c'è il 60% della Storia dell'Arte di tutto il Pianeta.
Dimenticheremo Giotto, Michelangelo, Leonardo da Vinci, e centinaia di artisti del Medio Evo che ci hanno fatti crescere con l'idea che NOI POSSIAMO CREARE! Che gli italiani sanno creare, che abbiamo questa abilità che ci distingue da  tutto il resto del Pianeta! Questa è la nostra Storia!
E noi che facciamo?
L'aboliamo!
Lo facciamo per non farli sentire inferiori, perché noi siamo quelli che buoni di cuore..
E allora, le teorie cospirazioniste, le tante fanfaluche che vengono pubblicate su internet di questi fantomatici piani di sconvolgimento delle Nazioni non mi appaiono più tanto cospirazioniste, ma prendono forma e portano gli eventi a concatenarsi l'uno con l'altro ed infine, a definire chiaramente che c'è una volontà chiara, strutturata, voluta per portare alcune Nazioni alla loro morte.
Non riesco più a guardare i singoli casi come singoli.
Si legano, si incatenano, si incastrano l'uno con l'altro perfettamente in un puzzle che non è nemmeno difficile comporre, basta un po' di informazione che non provenga dai soliti canali ufficiali.
E così si acutizza questo senso di sofferenza per il male che ci viene fatto da pochi esseri che decidono del nostro futuro.
Quello che mi viene difficile accettare è che queste persone, i nostri politici che accettano queste porcherie, non si rendono conto del danno che stanno facendo. 
L'unica cosa che vedono è 'quanto ci guadagno?'.
Ma un giorno scopriranno anche loro che quei guadagni grondano dolore, sofferenza e morte. Perché è in questo stato che si stanno prestando a portarci.

A questo link c'è un bell'articolo in proposito -

http://www.bloggokin.it/2014/02/05/abolita-la-storia-dellarte-in-italia/