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sabato 27 maggio 2017

Non capisci niente, quindi taci -



Non si deve più parlare, o scrivere. Se esprimi un'opinione in base a quanto sai, a quanto ti è stato concesso di apprendere, in base alle proprie esperienze, in base ai propri studi o non studi, vieni subito tacciato di sfascismo. Sembra che se non sei in accordo con le indicazioni di massa, non puoi permetterti di esprimere un pensiero diverso. Sembra che ci sia una sorta di censura dettata da chi ne sa di più, che sono coloro i quali è stata consegnata la nuova religione, quella che solo un esperto qualificato, un esperto qualificato da altri qualificati, che a loro volta sono stati qualificati da altri qualificati, abbiano il diritto di stabilire che cosa tu, ignorante, devi fare o pensare. Così, ti viene detto chiaramente che non capisci niente, quindi taci.
Se non sei un laureato in vaccinologia non ti puoi permettere di dire che i vaccini sono troppi e che, forse, fanno male al bambino, non capisci niente, quindi taci.
Se l'economia va male e non hai studiato alla bocconi non puoi parlarne, perché non capisci niente, quindi taci.
Se la guerra non ti va, è inutile che ne parli, non sei un militare esperto, non capisci niente, quindi taci.
Se la politica in Italia va male, non è perché va male, ma perché tu non sei un politico e non capisci niente, quindi taci.
Se i ponti crollano appena sono stati collaudati, non è perché sono stati fatti male, ma perché il progetto era così, non sei un ingegnere, non capisci niente, quindi taci.
Se ti sembra che c'è un'invasione di extracomunitari, è perché non sei un extracomunitario, gli esperti ci dicono che nei loro paesi ce ne sono molti di più, non sei un sociologo, non capisci niente, quindi taci.
Se il presidente degli stati uniti ti piace o non ti piace, non sei un americano e non puoi nemmeno parlarne, non capisci niente, quindi taci.
Se l'euro ti sembra che non funzioni, non sei un economista, non sai niente di alta finanza, non capisci niente, quindi taci.
Se il terrorismo ti spaventa, è perché non puoi capire quanto sia necessario, non sei un esperto terrorista, non capisci niente, quindi taci.
Se piove, governo ladro, ma non sai quanto soffra il governo sotto la pioggia, non capisci niente, quindi taci.
Il silenzio è d'oro, ma se oro non ne hai, non è colpa dei minatori, ma è tua perché non sai minare, non capisci niente, quindi taci.

E si può proseguire, fino a cancellare i bar, dove più o meno ogni giorno, ci sono persone che si incontrano e discutono sul mondo e sui suoi problemi. Si possono cancellare le riunioni di più di due persone, così si evita che si spargano false informazioni che non provengono da questi qualificati. Si possono eliminare i muretti dove si incontrano i ragazzi, così possono rimanere in casa a giocare con i videogame senza rischiare che se si incontrano, magari, cominciano a parlare di cose in cui non sono esperti. Si possono cancellare anche le cene con gli amici, perché quegli incontri sono davvero pericolosi, si rischia che magari si parli di politica. E già che ci siamo, cancelliamo anche la possibilità che qualcuno possa farsi delle domande, che è il massimo del pericolo, perché potrebbe anche trovare qualche risposta corretta, anche se senza qualifica.

venerdì 10 marzo 2017

Compatimento -



Ci consideriamo esseri di pace. Ognuno di noi ama la pace, nessuno , o  quasi, ama la guerra. Da tempo immemore cerchiamo sempre di creare un luogo di pace per noi e per le nostre famiglie. Scriviamo libri, parliamo di pace, cerchiamo di evitare attriti, costruiamo argomenti di pace in ogni occasione.
Eppure il mondo è sempre in guerra. Ora in un luogo, ora in un altro, siamo sempre in guerra.
Il rispetto per la vita è un testo scritto da molti e rispettato da pochi.
Ci rendiamo conto che la pace è una necessità, ma siamo così condizionati da non riuscire a vedere nessuna via d’uscita. Ci rivolgiamo ai potenti per evitare le guerre senza pensare che sono proprio quelli che definiamo tali a creare le guerre. Il condizionamento a cui siamo sottoposti da migliaia di anni non ci permette di intravvedere soluzioni. Speriamo soltanto che nelle nostre strade, nelle nostre città non arrivi mai la guerra. Ci innalziamo e ci pensiamo civili, perché noi non facciamo stragi, perché noi non facciamo guerre, ma all’occorrenza, saremo in guerra, perché qualcuno ci attaccherà e ci troveremo a difenderci senza pietà verso i nostri nemici.
E  allora, mi chiedo, è possibile una rivoluzione, un cambiamento, senza la guerra?
Se noi siamo sotto l’influsso di condizionamenti, anche i nostri nemici lo sono. Entrambi abbiamo accumulato montagne di credenze per le quali siamo noi i migliori. Non ci sono vie di mezzo. Gli altri sono selvaggi, assassini, prepotenti che vogliono dominarci. Per questo siamo costretti a difenderci. Ma non ci rendiamo conto che le cose sono sempre state impostate in questo modo. La mente, la mente dei potenti, di quelli che possono decidere se fare o non fare una guerra, è così condizionata che non hanno alcuna visione di qualcosa di diverso. Come possiamo amare la pace se mettiamo a governarci persone così condizionate?
Il trucco è sempre lo stesso, da sempre: la ricompensa.
Ogni guerra ha come ricompensa qualcosa che adesso non abbiamo, qualcosa che ci appare importante, come ad esempio, la libertà.
La Libertà è sempre legata a qualcosa. Libertà di pensiero, libertà di lavorare, libertà di avere una famiglia, libertà di .... e così via.
Questa libertà e un condizionamento imposto. Imposto da un premio, da un riconoscimento, da una immensa gratificazione fatta di orgoglio. E allora, non c’è soluzione, perché conquistare qualcosa con questi obbiettivi, significa che prima o poi, ci sarà qualcun altro che dovrà farci guerra, perché i suoi desideri saranno diversi. La diversità di razza, di ideologia, di religione, è sempre lo sfondo di ogni guerra.
Una delle ultime osservazioni che mi capita di percepire è quella del compatimento. Compatiamo i nostri avversari. Un senso misto di pietà e di compassione che ci fa vedere le loro azioni come qualcosa di impossibile da cambiare. Questa visione è volutamente distribuita nelle nostre menti, in modo che la nostra mente non trovi modo di esprimersi pienamente. Ancora una volta, il senso di religione ci impone di non essere violenti, di stare tranquilli, infondo sono da compatire, non sanno quello che fanno.
Così continuiamo ad accettare che a governare siano sempre gli stessi poteri.
Tutto questo accade da millenni e continuerà ancora per millenni, con guerre, stragi, terrore.
Finché non prendiamo davvero la decisione di cambiare, cambiare noi stessi, cambiare le nostre credenze, o meglio, eliminarle, non cambierà niente.  Continueremo ad accettare ogni guerra.
Quando in ognuno di noi comincerà a risvegliarsi la coscienza che la vita terrena è solo un istante dell’infinito, finché non smetteremo di avere paura di ogni cosa, non ci sarà cambiamento.

Alcuni dicono che una guerra servirebbe per farci aprire gli occhi. E’ una delle più cieche affermazioni che si possano fare, perché lo si dice dimenticandosi delle guerre già fatte. La sofferenza delle guerre passate, non ha insegnato niente a nessuno. Quindi, le guerre, il dolore, la sofferenza non fanno cessare le guerre. La sofferenza ricerca se stessa, e si rimane in essa senza trovare mai una via d’uscita. Non è il dolore che insegna, ma la serenità. 
L’accettazione di essere esseri coscienti. E di prenderne atto.

venerdì 18 novembre 2016

Menti di guerra







Siamo sempre in cerca di un mondo migliore, ma non sappiamo mai dove trovarlo.
Continuiamo a giocare a questo mortale gioco che ci porta continuamente a mantenere un atteggiamento di guardia nei confronti degli altri. Viviamo in un'epoca di paura psicologica e fisica. La stessa paura che avevano i nostri nonni, quando c'era la guerra.
Ma la guerra c'è sempre stata, siamo sempre in guerra.
Ci sono solo periodi in cui alcune zone del pianeta è immune alle bombe, ma siamo sempre in guerra.
La guerra la facciamo contro chiunque, non è necessario avere un nemico di un'altra nazione.
Basta che un vicino di casa  compia un'azione che ci disturba, e siamo in guerra.
Certo, direte, ma mica ci mettiamo a sparare. Beh, a volte si, basta dare un'occhiata alla cronaca e troveremo centinaia di casi.
Ma siamo in guerra anche in famiglia, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra parenti.
Abbiamo sempre un sottofondo di guerra, di 'nemici' da combattere.
A volte ci scontriamo per cose così banali che se le vedessimo negli altri penseremmo subito  a quanto siano stupidi, ma se accadono a noi, diventano così importanti che non vediamo altra soluzione che combattere. E combattere, spesso, significa sconfiggere il nemico in maniera umiliante. Portarlo, chiunque sia, alla sconfitta psicologica, prima che fisica. Farlo sentire un 'verme'.
E quella è la vittoria, la soddisfazione, l'esaltazione del nostro ego più becero.
Non riusciamo a vivere senza un nemico.
Condanniamo la guerra, ci apriamo alla compassione quando guardiamo le stragi di una guerra condotta con armi micidiali, sentiamo male al cuore quando guardiamo immagini strazianti di bambini martoriati.
Eppure siamo pronti a fare altrettanto ogni volta che ci sentiamo in pericolo.
Non sappiamo accettare la pace, perché la pace non si ottiene con un trattato. La pace si ottiene soltanto incontrandola in se stessi, al di là di ogni ideologia, di ogni religione, di ogni nazionalismo.
Fermarsi a pensare, però, è troppo difficile, troppo complicato, troppa fatica far funzionare la mente e la coscienza, ed ancora più complicato è andare oltre la stessa mente e la stessa coscienza.
Più facile armarsi e combattere.
Ciò che non ci piace, deve essere distrutto.
E l'uomo non ricorda di vivere in questa condiziona mentale da migliaia di anni.

domenica 28 agosto 2016

Conflitto





Voi siete i responsabili della guerra, voi l’avete provocata con le vostre azioni quotidiane segnate dall’avidità, dalla cattiveria, dalla passione. Ognuno di noi ha costruito questa civiltà spietata e compe­titiva in cui l’uomo è contro l’uomo. Volete sradicare le cause della guerra e della barbarie negli altri, mentre dentro di voi continuate ad alimentarle. Ciò conduce all’ipocrisia e ad altre guerre. Dovete sradi­care le cause della guerra, della violenza, dentro di voi, il che richie­de pazienza e gentilezza, non questa maledetta condanna degli altri.
Jiddu Krisnamurti -

martedì 14 ottobre 2014

21 - Gaga/Plutone diventa un Pianeta - Gaga/Pluto become a planet





http://www.bubblews.com/news/8890719-21-gaga-pluto-become-a-planet

Al suo ritorno verso Anshar/Saturno, Gaga/Plutone,
si sposta all'indietro fino a raggiungere Nudimmud/Nettuno,
e viene spinto in un'orbita diversa, non riesce ad avvicinarsi
accanto ad Anshar/Saturno.
Qui, trova un suo stato e si ferma, diventando un pianeta,
con un'orbita molto diversa dagli altri pianeti, infatti
è molto inclinato, è descritto come un Dio Bifronte,
perché si presentava dinanzi a Nudimmud/Nettuno, a volte
con una parte di esso, a volte con il lato opposto.
Plutone ha quindi, una orbita irregolare e diversa da ogni
altro pianeta, e questo è oggi dimostrato anche dagli
astronomi attuali.
C'è da chiedersi come facessero i sumeri, o chi ha dettato
quei testi, a sapere cose di questo genere.
Ma il racconto della preparazione alla guerra prosegue.
Nibiru, dopo aver ricevuto l'ok da Anshar/Saturno,
continua il suo viaggio e incontra Kishar/Giove.
Giove, in accordo con Anshar/Saturno, gli fornisce altre
potentissime armi, cioè una ulteriore spinta, per affrontare
Tiamat.

lunedì 13 ottobre 2014

15 - Guerra tra Giganti - War of the Giants



 http://www.bubblews.com/news/8851407-15-war-of-the-giants

Ogni atto viene descritto come una vera e propria
guerra tra giganti, tra dei, ed ogni atto contiene
anche dialoghi, immaginari, tra i pianeti e Tiamat.
In questo modo si comprende che c'è stata davvero
una grande battaglia per stabilizzare il Sistema Solare,
e le guerre descritte sono un resoconto, forse solo
immaginario, ma non solo, perché la nascita dei
Pianeti, la loro posizione, la loro eclittica, sono
perfettamente descritte, come se un essere antichissimo
fosse lì ad osservare.
Ma è più probabile che siano stati studi scientifici di alto
livello a ricostruire tutta questa storia della nascita degli
Dei e del loro posto in questo Universo.
Il Pianeta straniero, era chiamato Nibiru.
Oggi, anche la scienza astronomica, lo definisce
come Pianeta X, perché ci sono prove scientifiche
che debba esistere, anche se per adesso pare non
vi siano che certezze matematiche.
Quando Nibiru entra nel Sistema Solare, la sua
potente forza gravitazionale, strappa le carni ad
Anu, Urano, creando così i suoi quattro satelliti.
Nibiru è chiamato, nei testi babilonesi, anche Marduk.




giovedì 25 settembre 2014

Le menti dei molti - The mind of many



 http://www.bubblews.com/news/8011514-the-minds-of-many

Abbandonare il proprio stato di confort
è davvero difficile.
Ognuno di noi ha bisogno di una certa sicurezza
per vivere.
La nostra stessa casa, è una delle nostre più
importanti necessità: Non ha importanza che
sia grande, o bella, o nuova, o vecchia,
è importante che sia il nostro rifugio, il luogo
dove tornare quando la giornata termina.
La sicurezza della nostra casa, è parte della
sicurezza della nostra Nazione.
Se una Nazione è in guerra, anche la nostra casa
è in guerra. La nostra sicurezza, il nostro confort,
viene intaccato dalla paura.
Tutte le guerre creano paura, terrore, e portano
morte e distruzione.
Ogni guerra ha i suoi gestori, e non sono mai
la gente del popolo. Ogni guerra è architettata
da pochi, e solo per i loro intimi interessi.
Raramente ci sono state guerre dovute
a soluzioni di problemi di un popolo.
Le guerre servono a chi le decide, mai al popolo.
Quando appare la necessità di una guerra nel popolo,
significa che la propaganda dei pochi, ha convinto
le menti dei molti.

domenica 21 settembre 2014

Senza di loro - Without them



 http://www.bubblews.com/news/7761499-without-them

La creazione delle strutture sociali ha imposto
un certo modo di stare insieme, e questi modo,
infondo, non sono altro che le cose che ognuno
di noi vuole: serenità, rispetto, onestà.
Erano le basi del vivere insieme, ma poi è arrivata
la politica e ci ha detto che per mantenere la
serenità si doveva fare la guerra al nostro
confinante, che per avere rispetto dovevamo
armarci fino ai denti e che per mantenerci
onesti dovevamo comprarci i politici di altre
nazioni.
Mi appare così semplice che è assurdo.
Ma è andata proprio così. Ci hanno convinti che
avevamo bisogno di una montagna di cose che
non servivano ad altro che a condannarci ad una
vita di schiavitù sotto il loro dominio.
E siccome ha funzionato, loro pensano di essere
davvero degli dei che abbiano il dovere di
dominarci.
Senza di loro, noi non sapremmo fare nulla.
Senza di loro, noi saremmo senza futuro,
moriremmo tutti di fame.
Senza di loro non ci sarebbe alcuna civiltà.
Questi sono i loro pensieri, e vivono pensando
che sia davvero in questo modo.


giovedì 28 agosto 2014

Il dominio del pianeta - The domination ofthe planet



http://www.bubblews.com/news/6367502-the-domination-of-the-planet

Hanno così tanto potere che possono distruggere
una nazione. Hanno così tanto potere che possono
decidere una guerra.
Hanno così tanto potere che possono fare cose
che per noi normali cittadini, non esistono nemmeno,
e nemmeno dinanzi all'evidenza riusciamo a vederli.
I loro mezzi sono al di là della nostra capacità di
accettare. Pensiamo che non sia possibile fare
delle cose, perché non ci danno la conoscenza di esse.
E' come quando, alla fine degli anni '60, ci dicevano
che sarebbero andati sulla luna. Ci credeva si e no
un terzo del mondo, forse meno, perché non avevamo
la conoscenza delle loro tecnologie.
Considero che la tecnologia e la capacità operativa
di queste persone sia così avanzata, che senza
una spiegazione specifica non ci crederemmo mai.
Possono agire, fare, e condizionare il pianeta intero.
Ma non possiamo credere che degli uomini abbiano
così tanto potere.
Eppure lo hanno. E lo usano per realizzare il loro
scopo finale: il dominio del pianeta.

domenica 10 agosto 2014

Perché si continua a uccidere? - Why do you continue to kill?




http://www.bubblews.com/news/5455973-why-do-you-continue-to-kill

Tutti gli esseri fuggono lontano dalla sofferenza.
Tutti, anche i più piccoli esseri viventi, si allontanano
dalla sofferenza. A nessuno piace soffrire.
E allora perché ci sono esseri che provano piacere nella
sofferenza degli altri?
Perché si continua a uccidere come se fosse
qualcosa di naturale?
Non è naturale uccidere, non lo è nemmeno quando
si uccide un animale per nutrirsene, lo sappiamo
bene.
Eppure si continua a portare questo mondo sull'orlo
di una guerra dove a morire sono le persone
che non sanno perché devono subire una guerra.
Non c'è mai stata una guerra voluta dal popolo.
Tutte le guerre del mondo sono state volute da
chi ci gestisce. E sono sempre loro che ritornano
al potere, con nomi diversi, con facce diverse,
ma sempre appartenenti allo stesso club.

martedì 8 luglio 2014

I cattivi sono loro! - The bad guys have them!



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4347034-dualism-the-bad-guys-have-them

Io penso che ogni guerra sia costruita da entrambe
le nazioni che la combattono. Ci sono accordi, incontri,
decisioni, prese assieme su come agire, su come
farla scoppiare.
Non credo più che una guerra scoppi a causa di
una nazione cattiva, di punto in bianco.
Scoppia perché ci sono gli accordi necessari
per farla scoppiare. Spesso sono accordi che non
conosceremo mai, ma il più delle volte, ci sono
interessi economici enormi in ogni guerra da parte
di pochi esseri senza scrupoli.
In ogni caso, chi sta da una parte, vedrà che
la guerra è giusta e che bisogna dare una lezione
ai cattivi.
Il punto è che lo stesso pensiero sta anche nell'altra
parte, che pensano che i cattivi siano gli altri e che
bisogna dargli una dura lezione.
Così, in una sorta di dualismo cieco, ognuno pensa
le stesse cose dell'altro, e va alla guerra.
Ma la guerra non è un gioco,
la guerra è dolore e sofferenza sempre per il popolo,
mai per chi la guerra la decide.

domenica 6 luglio 2014

Una Nazione, due fazioni - One Nation, two factions



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4300758-dualism-one-nation-two-factions

E' una guerra di interessi, Agli Stati Uniti
farebbe comodo avere  un piede nel territorio
della ex URSS, e alla Russia attuale non piace di
avere una potenza sulla porta di casa propria.
In questo gioco di potere, c'è il gioco terribile
dell'informazione pilotata, quell'informazione che
ti fa credere cose che non sono.
Arrivano a spaccare una Nazione in due fazioni
contrapposte, lavorando sull'informazione, facendoci
credere che quello che vive in quel territorio poco
più in là, è un terrorista, un assassino, un essere da
eliminare.
Eppure, fino a qualche mese fa, si era una sola Nazione.
Chi ha iniziato il gioco sporco di far cadere questa
Nazione? Chi ne ricava utili da questa situazione?
Non certo il popolo che è diviso in due, ma chi
ha grossi interessi economici e politici.
 E sotto le bombe, però, ci sono donne e bambini
che quella guerra non la capiscono e non la vogliono.

Discutere - Discuss



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4294430-dualism-discuss

Chiunque voglia la pace, la cerca perché
sa quanto è terribile la guerra, anche se non
l'ha mai vissuta in prima persona.
Questa pace però non può essere totale,
non in un mondo dualistico.
Ci sarà sempre qualche minaccia ad essa,
ci sarà sempre da stare in guardia.
Quando le cose si spostano troppo verso una
direzione di guerra, è necessario affrontarla
senza cadere nel gioco di orgoglio, di forza,
di religione o di razza.
E' necessario discuterne, duramente, ma
discuterne, perché c'è sempre una soluzione
di mezzo, che può essere accettata.
Ma se andiamo troppo ad un estremo,
non ci saranno parole che possono evitare
il disastro.

Guerra dialettica - War dialectic



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4290488-dualism-war-dialectic

La pace si cerca quando si è in guerra.
Guerra e pace sono una dualità.
Non ci può essere pace se non c'è guerra.
Questo ci viene da pensare in un mondo
dualistico.
Ma sia la pace che la guerra, possono essere
mitigate, ridotte, ristrette ad un equilibrio
naturale, ad un equilibrio che può essere
trovato soltanto nelle coscienze aperte
di chi governa il mondo.
L'equilibrio è la Via di Mezzo.
Invece di fare una guerra con armi e con
odio, si può fare una guerra dialettica,
discutere dei problemi ed affrontare con
coraggio la ricerca di soluzioni senza
l'uso della forza e delle armi.
L'equilibrio sta proprio nel riuscire a vivere
la situazione di tensione senza passare da
una parte o dall'altra, cercando sempre
di evitare ogni estremismo.
Forse non si può avere la pace assoluta,
ma si può trovare un accordo, anche di
tensione, ma che non sia mai ad un estremo
di morte e distruzione.

domenica 9 marzo 2014

Una Nazione in guerra - Ucraina

Schiavo delle carte bancarie


Ucraina in guerra

Un pensiero, lungo alcuni giorni, si affaccia alla mente. Forse non coerente, forse solo fantasticherie. Ma in un certo senso mi provoca qualche visione diversa da un insieme di notizie pilotate. 

Ucraina. Una Nazione indipendente, intesa nel senso che ha un suo governo, ma come ormai tutte le Nazioni, di indipendenti vere non ne vedo. Ogni Nazione è ormai legata ad altre in un cumulo di interessi economici e militari.

Quello che mi salta nella mente è il pensiero di come questa faccenda si sia sviluppata.

Tutto ebbe inizio con circa trecento persone ucraina, che decisero di protestare davanti al Parlamento perché il loro Presidente voleva far tagliare gli alberi in un parco poco distante dalla piazza del Parlamento.

In pochi giorni, la faccenda è diventata incontrollabile.

Ora, io so che gli esseri umani amano la natura e veder tagliare degli alberi gli fa male al cuore, ma da qui ad arrivare a far cadere un Governo, mi sembra abbastanza inaccettabile.

E allora, penso, penso male, perché a pensar male, spesso ci si azzecca.

Penso che gli stati interessati all'Ucraina, abbiano trovato il motivo giusto per intervenire e destabilizzare la Nazione. Penso che ci siano stati sobillatori, spie, agenti segreti, massoni, industriali e tanti altri interessati che abbiano colto la palla al balzo e abbiano alimentato a dovere una semplice protesta per il taglio di alcuni alberi.

E' chiaro che posso benissimo condannare un Presidente che si fa il water d'oro e che sia un despota da togliere dai piedi, ma la scusante non mi appare molto politica.

Per suffragare questi miei pensieri mi viene in aiuto Vladimir Jakunin, direttore delle Ferrovie della Federazione Russa, che ha sostenuto che da anni, gli USA stanno cercando di separare l'Ucraina dalla Russia.

Assistiamo al grande gioco geopolitico il cui obiettivo è la distruzione della Russia quale avversario geopolitico degli Stati Uniti e dell’oligarchia finanziaria globale“, ha affermato Jakunin in un’intervista. “Un’analisi della CIA… descrive tre possibili scenari per la situazione geopolitica. Lo scenario più accettabile è quello in cui viene creato un certo governo mondiale, e la realizzazione di tale piano è in linea con il concetto di dominio globale adottato dagli Stati Uniti. L’abbiamo visto in Iraq, Afghanistan, Jugoslavia e  Nord Africa. Oggi i limiti di questa dottrina arrivano in Ucraina.” http://informatitalia.blogspot.it/

Ed in poche parole, abbiamo la conferma che c'è un piano per organizzare un Governo Mondiale, un Governo che domini su ogni nostro atto, su ogni nostro attimo di vita. 

Se parole di questo tipo provengono da persone che "ci sono dentro", non posso non crederci. Questa è la realtà che  ci stanno costruendo attorno, e per farlo, devono abbassare ancora di più il nostro potere di acquisto. Ci devono portare ad un livello dove non possiamo avere niente senza il loro consenso. Ogni cosa dovrà esserci "data" da loro. 

In teoria dobbiamo essere degli schiavi perfetti. Silenziosi ed ubbidienti. 

Penso con tristezza che continueranno a toglierci capacità, ci toglieranno la possibilità di avere un valore nostro per darcene uno loro. Varremo quanto loro decideranno che varremo, e sono certo che andremo a lavorare per meno della metà di quello che abbiamo adesso. 

Più nel bisogno vivremo, più abbasseremo il nostro prezzo. Più accetteremo qualsiasi cosa ci proporranno. Perché noi abbiamo figli, abbiamo nipoti, abbiamo persone alle quali non far mancare il necessario, ed il necessario lo avranno in mano loro, solo loro.

Il piano globale, è, per me, la schiavitù globale.