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martedì 20 giugno 2017

Mente sottile -




Si dice spesso che esiste una mente sottile.
C'è una mente grossolana e una mente sottile.
Sono entrambe frutto della mente, sono strutture di pensieri.
Nel caso della mente grossolana, si tratta dei pensieri che percepiamo nel fare, nel pensare normalmente alle cose di ogni giorno, alle cose da fare. E' la mente che organizza, che cerca soluzioni e che crea problemi. E' la mente che sta in primo piano e che forma i pensieri che danno le risposte alle esigenze della comunicazione, è la mente che molti pensano sia la vera mente, quella che ci permette di essere esseri umani pensanti.
La mente grossolana è la stessa che esprime i sentimenti, quelli più piacevoli e quelli più spiacevoli. Crea la gelosia e le guerre, e crea le poesie e i romanzi.
La mente grossolana è quella che crea il mondo in cui viviamo, comprese le sue atrocità e le sue bontà. E' la mente che divide. La mente alla quale si rivolgono i politici, la pubblicità, le leggi, le imposizioni, la lettura, la Scienza, la filosofia. E' la mente che tutto apprende e che tutto crea, la menta attiva.
Ma è definita grossolana perché ogni cosa che pensa è legata strettamente al mondo duale.
Vive sempre in un movimento tra il più e il meno, tra il bianco e il nero, tra il bene e il male, attraversando i vari stadi intermedi in maniera piuttosto veloce. Non gli piacciono gli stati intermedi perché ha bisogno di definizioni immediate. Così è portata a estremizzare facilmente, nel senso di o così o cosà. Le vie di mezzo non gli sono congeniali, ma le accetta in base all'educazione ricevuta.
La mente sottile sembra mentale, pensiero, ma non emerge facilmente. La mente sottile ha necessità di silenzio, di calma, di profondità, di coscienza attiva.
Nella mente sottile, i pensieri sono pochi, spesso non ve ne sono. La mente sottile osserva in silenzio lo stato della coscienza. In qualche modo, cerca di estrarre dalla coscienza quei pensieri che non possono rivelarsi nella mente grossolana perché troppo rumorosa.
La mente sottile non crea i pensieri, li riceve dalla coscienza. La coscienza però non pensa, non forma pensieri, emette messaggi. I messaggi della coscienza sono spesso archetipici, cioè si presentano come immagini, sensazioni o suoni, che la mente sottile deve tradurre in qualcosa di comprensibile per la mente stessa.
Questa trasmissione, spesso non è compresa dalla mente, perché la coscienza e la mente non parlano lo stesso linguaggio, per questo si dice che sia necessario essere rilassati, sereni e concentrati quando si è in sé stessi. L'ascolto attento di questi messaggi della coscienza, ci permette di comprendere ciò che siamo interiormente. Ci permette di osservare ciò che c'è dentro di noi, al di là di quanto pensiamo dovrebbe esserci. Ascoltare i pensieri sottili ci permette di osservare il nostro mondo interiore da un punto di vista molto vasto e senza influenze.
La meditazione, la concentrazione serena, o quella chiamata meditazione trascendentale, porta la mente sottile e la coscienza a trovare un punto di incontro.

Rivela ciò che siamo.  

venerdì 10 marzo 2017

Compatimento -



Ci consideriamo esseri di pace. Ognuno di noi ama la pace, nessuno , o  quasi, ama la guerra. Da tempo immemore cerchiamo sempre di creare un luogo di pace per noi e per le nostre famiglie. Scriviamo libri, parliamo di pace, cerchiamo di evitare attriti, costruiamo argomenti di pace in ogni occasione.
Eppure il mondo è sempre in guerra. Ora in un luogo, ora in un altro, siamo sempre in guerra.
Il rispetto per la vita è un testo scritto da molti e rispettato da pochi.
Ci rendiamo conto che la pace è una necessità, ma siamo così condizionati da non riuscire a vedere nessuna via d’uscita. Ci rivolgiamo ai potenti per evitare le guerre senza pensare che sono proprio quelli che definiamo tali a creare le guerre. Il condizionamento a cui siamo sottoposti da migliaia di anni non ci permette di intravvedere soluzioni. Speriamo soltanto che nelle nostre strade, nelle nostre città non arrivi mai la guerra. Ci innalziamo e ci pensiamo civili, perché noi non facciamo stragi, perché noi non facciamo guerre, ma all’occorrenza, saremo in guerra, perché qualcuno ci attaccherà e ci troveremo a difenderci senza pietà verso i nostri nemici.
E  allora, mi chiedo, è possibile una rivoluzione, un cambiamento, senza la guerra?
Se noi siamo sotto l’influsso di condizionamenti, anche i nostri nemici lo sono. Entrambi abbiamo accumulato montagne di credenze per le quali siamo noi i migliori. Non ci sono vie di mezzo. Gli altri sono selvaggi, assassini, prepotenti che vogliono dominarci. Per questo siamo costretti a difenderci. Ma non ci rendiamo conto che le cose sono sempre state impostate in questo modo. La mente, la mente dei potenti, di quelli che possono decidere se fare o non fare una guerra, è così condizionata che non hanno alcuna visione di qualcosa di diverso. Come possiamo amare la pace se mettiamo a governarci persone così condizionate?
Il trucco è sempre lo stesso, da sempre: la ricompensa.
Ogni guerra ha come ricompensa qualcosa che adesso non abbiamo, qualcosa che ci appare importante, come ad esempio, la libertà.
La Libertà è sempre legata a qualcosa. Libertà di pensiero, libertà di lavorare, libertà di avere una famiglia, libertà di .... e così via.
Questa libertà e un condizionamento imposto. Imposto da un premio, da un riconoscimento, da una immensa gratificazione fatta di orgoglio. E allora, non c’è soluzione, perché conquistare qualcosa con questi obbiettivi, significa che prima o poi, ci sarà qualcun altro che dovrà farci guerra, perché i suoi desideri saranno diversi. La diversità di razza, di ideologia, di religione, è sempre lo sfondo di ogni guerra.
Una delle ultime osservazioni che mi capita di percepire è quella del compatimento. Compatiamo i nostri avversari. Un senso misto di pietà e di compassione che ci fa vedere le loro azioni come qualcosa di impossibile da cambiare. Questa visione è volutamente distribuita nelle nostre menti, in modo che la nostra mente non trovi modo di esprimersi pienamente. Ancora una volta, il senso di religione ci impone di non essere violenti, di stare tranquilli, infondo sono da compatire, non sanno quello che fanno.
Così continuiamo ad accettare che a governare siano sempre gli stessi poteri.
Tutto questo accade da millenni e continuerà ancora per millenni, con guerre, stragi, terrore.
Finché non prendiamo davvero la decisione di cambiare, cambiare noi stessi, cambiare le nostre credenze, o meglio, eliminarle, non cambierà niente.  Continueremo ad accettare ogni guerra.
Quando in ognuno di noi comincerà a risvegliarsi la coscienza che la vita terrena è solo un istante dell’infinito, finché non smetteremo di avere paura di ogni cosa, non ci sarà cambiamento.

Alcuni dicono che una guerra servirebbe per farci aprire gli occhi. E’ una delle più cieche affermazioni che si possano fare, perché lo si dice dimenticandosi delle guerre già fatte. La sofferenza delle guerre passate, non ha insegnato niente a nessuno. Quindi, le guerre, il dolore, la sofferenza non fanno cessare le guerre. La sofferenza ricerca se stessa, e si rimane in essa senza trovare mai una via d’uscita. Non è il dolore che insegna, ma la serenità. 
L’accettazione di essere esseri coscienti. E di prenderne atto.

martedì 28 febbraio 2017

Ogni cosa al suo posto



Per qualche verso, siamo sempre in un mondo dove ogni cosa deve avere un suo posto. Le cose fuori posto disturbano. Non tutti, ma in genere, in una società come la nostra, le cose fuori posto, disturbano sempre qualcuno. Il problema è che c’è sempre qualcosa fuori posto, qualcosa che non va come dovrebbe e tutte queste cose ci disturbano costantemente. Da questa osservazione, portata in profondità, ne ho tratto una conclusione che altri hanno realizzato prima di me: siamo una società disturbata.
Non soltanto a livello materiale, ma lo siamo anche interiormente, psicologicamente, spiritualmente.
Non vediamo mai che le cose vanno bene, che vanno come devono andare, perché accettare questo concetto si pensa che si diventa apatici, che si rinuncia ad apportare migliorie in questo mondo.
Ogni cosa che non va secondo i nostri piani, secondo quanto sentiamo in noi, è un disturbo.
Abbiamo anche disturbi di cui non conosciamo la causa, ma che ci fanno stare male in qualche modo, specie mentalmente, interiormente, qualcosa che ci fa pensare di essere  gli unici a vedere le cose come stanno. Potremmo sistemare ogni cosa se ognuno facesse ciò che deve fare, ma non lo fanno.
Questo è un pensiero ha la maggioranza delle persone, ma è un pensiero falso, perché ci porta ad accettare il fatto che noi sappiamo cosa è giusto e cosa sia sbagliato, che noi sappiamo quando le cose non sono al loro posto.
Eppure, la vita ci mette spesso dinanzi a situazioni dove questa credenza viene annullata, sconfitta, distrutta.
Abbiamo bisogno di sapere che le cose sono a posto, abbiamo bisogno di tenere sotto controllo ogni cosa, altrimenti non si riesce a procedere verso una vita serena, ma anche se utilizziamo tutte le nostre forze per ottenere questo risultato, non riusciamo mai a realizzarlo. A volte, capita di realizzarlo per un po’ di tempo, un’ora, un giorno, a volte anche un mese, ma c’è sempre qualcosa che scompiglia la serenità dell’ordine.
Non ci sono cose al loro posto. Ogni cosa in questo mondo, è fuori posto.
Non si può mettere ordine dove le cose si muovono. Solo dove ogni cosa è statica ci può essere ordine, dove non c’è vita, dove non c’è mai niente di nuovo o di diverso.
In questi casi regna l’ordine.
Nel nostro mondo, l’ordine è soltanto un’apparenza, un modo per dominare altri, un sistema per non sbattere l’uno contro l’altro, un metodo costruito ad hoc per vivere insieme senza dover per forza scontrarci a ogni passo.
Il  sistema di vita che abbiamo, la società, ha bisogno di regole per convivere, l’ordine è una illusione.
Infatti, l’Ordine viene imposto dai governi e dalle Forze dell’Ordine. Il bisogno di guardiani dovrebbe già di per sé essere una conferma che non è l’Ordine a gestire questo mondo, ma il disordine, il movimento, la creatività, l’azione, il fare, l’agire, senza i quali, non ci sarebbe questo mondo.
Malgrado tutte le forze dell’Ordine, gli eserciti, i misteriosi servizi segreti e tante altre organizzazioni che si sono presi il diritto di gestire l’Ordine, il caos continua a muovere il tutto, senza mai lasciare nulla di immobile.
Una guerra senza speranza, che serve soltanto a dominare i molti per ottenere la propria possibilità di sentirsi importanti in un mondo dove siamo tutti uguali nelle nostre differenze.
Ogni cosa è al suo posto  in qualsiasi posto si trovi. Siamo noi che ci siamo messi fuori posto, volendo essere a posto.

 Essere in ogni posto, significa che ogni cosa è al suo posto.

martedì 20 dicembre 2016

Siate ciò che siete




Ho avuto più' volte la sensazione, incontrando persone, che non hanno alcuna intenzione di cambiare.
Il cambiamento non sempre è positivo, lo sappiamo bene, a volte è meglio evitare cambiamenti che possano indurci in un peggioramento,ma questo, il più delle volte, è evidente. Si può prevedere quando un cambiamento è negativo. Lo possiamo fare semplicemente chiedendoci a cosa andiamo incontro, evitando di darci una risposta di comodo, ma ascoltando ciò che il nostro sé ci dice.
Non venite a dirmi che non sapete come ascoltare il vostro sé, perché lo sapete bene.
Il vostro sé è quella intuizione che vi dice quando state per fare qualcosa di giusto o sbagliato, quando state mentendo o quando dite la verità. E' quella sensazione che si traduce in pensieri che non possono essere presi in giro, che non possono essere cambiati. Si sa che è così, punto.
Poi, se vogliamo farci del male, possiamo dargli una interpretazione personale dettata dal nostro ego, che si erge a giudice della propria interiorità. Lo fa spesso, lo so.
Il cambiamento positivo è dettato da questa voce interiore, da questa intuizione che non sbaglia mai. Riuscire a essere in perfetta sintonia con questa percezione, è un grande passo verso la propria serenità e la propria crescita interiore. Infondo, abbiamo provato così tante cose che non ci costa nulla cercare di ascoltarci un pò di più e darci più retta. Per una volta, ascoltiamoci senza interferenze, ascoltiamoci in silenzio, senza commentare ciò che percepiamo, senza giudicare, senza cambiare ciò che sentiamo. Ascoltiamoci per quello che siamo, senza doverci sentire diversi, migliori, peggiori o all'altezza. Ascoltiamoci con serenità, senza sforzo e impariamo a farlo più volte al giorno, finché diventerà del tutto normale essere normali. La normalità non è quella che altri ci fanno vedere come tale, la normalità è quella conoscenza interiore che ci permette di essere ciò che siamo con accettazione. Quando accettiamo noi stessi in questa dimensione, ogni cosa diventa comprensibile. Si può condividere, essere contrari, avere visioni diverse delle cose, essere indipendenti mentalmente e vivere davvero la propria vita, piuttosto che la vita di altri immaginari personaggi o costruzioni mentali che non possono portarci da nessuna parte.
Per chi, invece, non ha intenzione di cambiare, non possiamo farci niente. Ognuno è libero di vivere o non vivere come meglio crede, ma non possiamo permettere che queste persone ci impediscano di essere diversi da loro, non possiamo permetterlo. Siate ciò che siete ma scoprite ciò che siete.

giovedì 17 dicembre 2015

Vivere consapevolmente -

                                                                                


Abbiamo così tante sofferenze nel mondo ed attorno a noi, che parlare di pace e serenità sembra un assurdità. Eppure non abbiamo altra possibilità che questa per cambiare in meglio il nostro mondo. I grandi saggi del passato, i grandi saggi di oggi, continuano a ripeterci che l'unica possibilità di cambiare questo mondo è quella di coltivare la pace, la saggezza, la consapevolezza in noi stessi.
Non ci sono messaggi che ci danno altre possibilità.
La centralità dell'individuo è sempre stata al centro delle attenzioni di tutti i messaggi dei grandi saggi del mondo.
Ma sappiamo anche che non tutti gli esseri umani coltivano un presente positivo.
Le guerre, le carestie create ad arte, l'ingordigia, l'avidità estrema di alcuni, non vogliono che l'essere umano sia in pace. Il loro obbiettivo è diverso. Il loro obbiettivo è l'accumulo di ricchezza, la possibilità di dominare gli altri secondo i loro proggetti.
Non credo che ci siano ancora molte persone che pensano che le cose del mondo vadano così per puro caso. Potenti lobby gestiscono il mondo, e queste lobby non hanno a cuore la serenità dell'essere umano. Hanno a cuore la stabilizzazione dei loro piani, che non tengono conto dell'umanità.
Non sono piani che riguardano l'attuazione durante la loro stessa vita, ma hanno un lungo margine di tempo di attuazione. Vanno avanti da generazioni, e continueranno così finché non attueranno il loro piano.
E' il piano il loro obbiettivo, non la loro elevazione personale, anche se in questa vita hanno privilegi importanti.
Accettare queste osservazioni può essere difficile, ma le cose vanno in questo modo.
Dall'altra parte, ci sono quelli che cercano di cambiare le cose, mettendo la persona al centro del mondo.
Sono le persone che seguono vie pacifiche, vie di meditazione, vie spirituali.
Forse siamo in pochi, forse non siamo forti come loro, ma ci siamo.
Il nostro compito è quello di continuare a creare serenità, pace, spiritualità.
Se le positivià verranno a mancare, avrà vinto il dominio di pochi su molti.
Se le positività si accresceranno, contrasteranno sempre il soppruso, il dominio, la decadenza dell'uomo.
Abbiate il coraggio di vivere consapevolmente.

domenica 21 settembre 2014

Senza di loro - Without them



 http://www.bubblews.com/news/7761499-without-them

La creazione delle strutture sociali ha imposto
un certo modo di stare insieme, e questi modo,
infondo, non sono altro che le cose che ognuno
di noi vuole: serenità, rispetto, onestà.
Erano le basi del vivere insieme, ma poi è arrivata
la politica e ci ha detto che per mantenere la
serenità si doveva fare la guerra al nostro
confinante, che per avere rispetto dovevamo
armarci fino ai denti e che per mantenerci
onesti dovevamo comprarci i politici di altre
nazioni.
Mi appare così semplice che è assurdo.
Ma è andata proprio così. Ci hanno convinti che
avevamo bisogno di una montagna di cose che
non servivano ad altro che a condannarci ad una
vita di schiavitù sotto il loro dominio.
E siccome ha funzionato, loro pensano di essere
davvero degli dei che abbiano il dovere di
dominarci.
Senza di loro, noi non sapremmo fare nulla.
Senza di loro, noi saremmo senza futuro,
moriremmo tutti di fame.
Senza di loro non ci sarebbe alcuna civiltà.
Questi sono i loro pensieri, e vivono pensando
che sia davvero in questo modo.


domenica 14 settembre 2014

Malessere - Malaise



 http://www.bubblews.com/news/7310850-malaise

Ora, se è vero che nessuno di noi vuole soffrire,
se è vero che tutti noi cerchiamo di stare bene,
di essere sereni, di vivere in pace, allora è
anche vero che nessuno di noi vive in pace,
in serenità, in armonia, perché queste qualità
ci vengono negate e confuse da un condizionamento
costante che ci fa vivere in continua confusione.
Il malessere è così diffuso, che raramente trovi
persone serene che ti accolgono con un sorriso.
Passeggiando per le vie di una città si possono
notare le facce serie, quasi tristi delle persone.
Si riesce a rompere questo stato soltanto quando
si esagera con gli stati estremi, come il bere
alcool, drogarsi, fare qualcosa di veramente
forte.
Così, nella ricerca di un benessere o di una
forza che ci cambi la vita, andiamo a fare
delle cose che la distruggono.

mercoledì 10 settembre 2014

Falsa serenità - False serenity



http://www.bubblews.com/news/7095777-false-serenity

Penso sempre che i giovani siano sempre attenti
a quanto gli accade attorno, e che la loro percezione
della vita sia molto sensibile.
Il rapporto che c'è in una famiglia, viene assorbito
totalmente da un giovane, e se nella famiglia non
c'è armonia, il giovane non può conoscerla.
Può osservare però, altri suoi compagni, che si presentano
sorridenti, sereni, che studiano volentieri, che hanno
molti amici. Su queste osservazioni può nascere il desiderio
di essere migliore, ma spesso nasce una specie di rifiuto
alla serenità, alla bontà. Questo perché gli appare come
qualcosa di falso, di non vero. Lui, nella sua famiglia,
non l'ha mai vissuta.
I divorzi sono così diffusi che c'è da chiedersi per
quanto ancora durerà l'istituzione del matrimonio.
Le liti in famiglia aumentano con i periodi di crisi
economica, e le accuse diventano un modo di
comunicare, trasmettendo ai figli il modo di vivere
che hanno loro.
Difficile sfuggire a questi condizionamenti, difficile
perché nessuno indica una possibile alternativa.
Spesso le famiglie in crisi si chiudono sempre di
più in se stesse, offrendo all'esterno una falsa
serenità.


giovedì 21 agosto 2014

Vita difficile - Life difficult



http://www.bubblews.com/news/5992255-life-difficult

Quando cominciamo a capire alcune cose
sembra che riusciamo a vedere i mali del
mondo, e così ci costruiamo una idea di
come il mondo dovrebbe essere, cioè un
mondo di pace, di serenità, di amore, di altruismo,
di sorrisi e di cuoricini, e lo diffondiamo
via internet.
Ma nella vita reale, le cose non vanno
in questo modo, ci sono cose da fare,
anche cose abitudinari, ma che ci servono
per vivere. E Ci sono domande che sorgono
e che cercano risposte.
Continuare a soffocare queste domande,
ci porterà ad una vita difficile, perché
si presenteranno continuamente nella nostra
vita. Forse riusciremo a soffocarle per qualche
tempo, o forse si riuscirà a soffocarle per
tutta la vita, e vivere una vita superficiale,
fatta di sistemi sempre più complessi per
evitare che queste domande sorgano a
disturbarci.

giovedì 7 agosto 2014

Amore e Compassione - Love and Compassion



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5362722-love-and-compassion

Le cose che danno un senso alla vita non sono molte.
A volte pensiamo di dover fare mille e mille cose per
realizzare uno stato di serenità, mentre invece basta
molto di meno.
Basterebbe che la nostra mente fosse più concentrata
sull'Amore e sulla Compassione. Su sentimenti
che liberano la nostra coscienza e ci permettono di
poter dire di avere fatto qualcosa di buono.
Quello che ci manca è questa coscienza di avere
fatto qualcosa di buono, non siamo più in grado di
renderci conto quando stiamo facendo del bene
e quando invece stiamo eseguendo un insegnamento
condizionato da altro.
A volte facciamo del bene e ci sembra di averlo
fatto davvero, ma se ci pensiamo con attenzione
potremmo scoprire di avere fatto solo qualcosa
che facciamo per educazione, per condizionamento.
Amore e Compassione invece, agiscono solo se
siamo liberi interiormente, se siamo davvero
in coscienza di noi stessi.

domenica 27 luglio 2014

Inganni - Warlock



 Pubblicato su Bubblews  -
 http://www.bubblews.com/news/4980416-warlock

La religione ti porta una buona dose di serenità.
Questa serenità è dovuta al fatto che si è in tantissimi
a fare la stessa cosa. E se sono così tanti, allora
significa che è qualcosa di giusto. Ma non è così.
Se si è in tanti, la risposta più diretta potrebbe essere
che è più facile.
Ma se stiamo cercando qualcosa di facile, allora non
stiamo cercando un sentiero che ci porti dentro di noi.
Non c'è nulla di facile nell'entrare in se stessi, non c'è
nulla di precostituito. Non si può organizzare l'entrata
in se stessi, la si deve vivere nello stesso istante in cui
siamo in quella dimensione.
Se è qualcosa che possiamo fare volontariamente, allora
non siamo nella giusta dimensione, stiamo ancora cercando
di ingannarci da soli.
Il nostro spirito interiore, non accetta alcuna interferenza,
e se vi sembra di esserci, allora state certi che non ci siete.
Nel momento stesso in cui volete definire il vostro esserci,
state annullando la vostra natura.
La nostra spiritualità è definita alta, perché è davvero alta.
Non consente inganni di nessun tipo, di nessuna dimensione,
di nessun furbo.

martedì 24 giugno 2014

Osservare un pensiero - Observe a thought



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/3996050-behin-the-mind-observe-a-thought

Osservare la mente significa proprio osservare la mente.
Quando ci concentriamo nella nostra mente, si ha una specie
di visione tonda, come se il contenitore della mente è tondo.
In questa immagine che vediamo, scorrono i pensieri.
Da dove vengono, dove vanno quando non ci sono più?
Da dove nasce un pensiero?
Osservare la mente con grande calma e serenità senza volere
scoprire queste cose ad ogni costo è il metodo.
Osservarlo quando arriva, guardarlo con l'attenzione
dell'osservatore mentre si formano le parole, mentre
passano, mentre svaniscono.
Guardare un pensiero è qualcosa che forse non avete mai
fatto, ma scoprirete molte cose su voi stessi con questo
metodo.
Il pensiero arriva, formula una frase, e poi svanisce
per lasciare posto ad un altra frase.
Dovete prendere coscienza di questo, dovete osservare
questo processo. Non è chiesto altro.

giovedì 19 giugno 2014

Molti tipo di meditazione - Many types of meditation



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/3902494-behind-the-mind-many-types-of-meditation

Se la meditazione è così semplice, cioè non servono
grandi cose, anzi, non serve proprio nulla, potremmo
chiederci come mai ci sono tante religioni, e tantissime
pratiche diverse di meditazione.
Ci sono perché non sono tutte meditazioni per realizzare
la pace e la serenità interiore.
Molte di queste meditazioni sono insegnate per
realizzare altri obbiettivi.
Il mondo spirituale è pieno di tantissime cose che
in genere non sono diffuse e conosciute, ma sono
pratiche che vengono dati a particolari discepoli
che scelgono di fare i monaci o di vivere in ritiro.
Ci sono molte pratiche fisiche, che riguardano lo
Yoga, non solo quello che si conosce e che usa
il corpo come veicolo, ma anche Yoga che non
sono fisici ma solamente pratiche mentali.
Ci sono Mantra, parole, spesso in sanscrito,
che vengono ripetute per milioni di volte,
che vengono inserite nelle pratiche chiamate
meditative, ma non si tratta di meditazione
intesa a liberare la propria mente nella serenità,
in queste pratiche ci sono obbiettivi da realizzare,
e sono qualcosa di altro dalla meditazione.

lunedì 16 giugno 2014

Comunicare - Communicate




Pubblicato su Bubblews -

Io credo che il mondo sia cresciuto, che sia maggiorenne,
che possa camminare sulla propria via liberamente,
con coscienza, con una visione del mondo condotta
verso la pace, la serenità, verso un nuovo modo di
intendere l'Uomo e il suo Mondo.
Credo che, anche se non tutti, una buona parte abbia
questa coscienza e che sia tempo di diffonderla
attraverso tutti i mezzi possibili.
Finché nessuno esprime queste riflessioni, queste
esperienze, non ci sarà possibilità di diffonderle,
e per questo è necessario aprirsi, prendersi le proprie
responsabilità e parlare di queste cose.
Possiamo sbagliare, possiamo dire qualcosa di non
comprensibile, oppure possiamo tentare di esprimere
un nuovo concetto, e in questo dire qualcosa di non
vero o di non compreso da noi stessi.
Siamo umani.
Ma quando tenti di dire la verità interiore,
allora anche gli errori diventano importanti,
perché puoi correggerti, puoi capire e migliorarti.





domenica 15 giugno 2014

Libertà interiore - Inner freedom




Mio articolo su Bubblews -


In molti libri di uomini di saggezza che ho letto, si fa sempre
riferimento alla libertà interiore.
Se ne parla così tanto che alla fine non si capisce più cosa
sia questa libertà.
Appare quasi come una cosa impossibile per dei comuni
mortali come noi.
Invece non è così difficile, anzi, la sua semplicità è disarmante.
La mente calma, la mente aperta, trova sempre in se stessa
ogni cosa.
I problemi che appaiono enormi, diventano semplici, non
perché scegliamo che siano semplici, ma perché nell'immensità
della propria coscienza, le loro proporzioni diventano
limitate. Non sono più ostacoli impossibili da superare
ma solo ostacoli.
Un ostacolo lo possiamo affrontare con serenità se ne abbiamo
la piena visione.
Ma se la mente si aggancia all'ostacolo, si aggrappa ad esso,
allora la visione del problema diventa enorme, perché ci siamo

aggrappati ad esso.


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