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mercoledì 22 novembre 2017

Un nuovo percorso -



Strano periodo.
Non che gli altri periodi fossero 'normali'....
Ma infondo non sto facendo altro che vivere.
Leggere.
Si, sto recuperando letture tralasciate, letture messe in mostra in attesa di essere consumate.
Una varietà di argomenti che trattano di scienza, biologia, ecologia, filosofia, umanesimo.
Sembra apparire all'orizzonte quell'Illuminismo tanto dissacrato ai giorni nostri da una frenesia tecnologica che assorbe ogni grammo di lucidità.
Ma i tempi cambiano.
La scienza ha fatto i suoi passi e ha aperto nuove porte.
La moda della fisica quantistica lo dimostra, sembra essere una nuova religione creata per supportare le vecchie religioni. Attraverso di essa si cerca di giustificare le proprie credenze. Lo dice 'anche' la scienza, quindi non può essere che vero.
Eppure sappiamo bene che non vi può essere verità giustificante, non vi può essere verità assoluta, non vi può essere perché la verità, se tale è, non può avere appartenenza e non ha bisogno di giustificazioni, nemmeno dalla scienza.
La lettura, come ho già detto, non risolve le domande, le trasforma.
Nell'andare nei meandri della saggistica si possono correggere domande incomplete, si possono rielaborare,si possono trasformare e, a volte, si possono eliminare.
Le nuove domande cercano in altri libri la loro nuova evoluzione, la loro nuova forma.
Le risposte trovate risolvono l'istante e costruiscono un nuovo assetto pronto a creare un nuovo percorso.
Un nuovo percorso.
Un nuovo percorso.


giovedì 5 ottobre 2017

Un flusso, anzi no -



Ci sono periodi che non riesco a gestire questo blog. Il tempo mi impegna in altre attività. Passo troppo tempo a leggere.
Ho una valanga di libri che non ho ancora letto e che sono qui e mi fanno occhiolino. Ognuno di loro mi sembra importante, come se contenesse la soluzione alle mie domande.
Non ci sono libri che risolvono, ma sono quasi tutti in grado di trasformare le domande, illudendoci che in questo modo ci hanno dato delle risposte.
Io stesso, quando scrivo, mi illudo di scrivere risposte a chi ha domande, ma le mie risposte non fanno altro che cambiare le domande.
E' probabile che il percorso sia quello di realizzare la domanda perfetta, quella che se si riesce a rispondere risolve il tutto.
Ma è poi così necessario risolvere il tutto?
Non è tanto il fatto che la spinta ci porti a cercare continuamente, il fatto reale è che con questa ricerca riempiamo la nostra vita.
Infondo, sono le domande che creano il mondo, non le risposte. Le risposte, una volta avute, non contano più, ci ributtiamo subito su una nuova domanda. Un viaggio perpetuo. Che forse avrà una fine.
Il culmine delle mie domande lo ottengo quando rimango senza né domande né risposte, quando tutto si scioglie e si libera in questa dimensione dove non vi è altro che l'inspiegabile sensazione dell'esistenza.
Un flusso, anzi no, una sensazione, anzi no, un'emozione, anzi no.
Questo stato risolve ogni domanda e ogni risposta.
Qui non si ha bisogno di esse.
Si può solo vivere.
Essere.

domenica 5 ottobre 2014

Ladri di tempo - Thieves of time



 http://www.bubblews.com/news/8515045-thieves-of-time

Andando avanti nelle mie ricerche, mi trovo
a pormi domande che non sempre trovano risposte.
A volte ho bisogno di tempo, di leggere di più,
di scoprire nuovi autori che hanno il coraggio di
dire come stanno le cose, e il tempo è tiranno.
Non ritorna mai indietro.
Così, quando leggo alcuni libri che sono veramente
scarsi o che contengono fantasie o falsità
fatti passare per verità, mi sento preso in giro.
Questi autori li considero ladri di tempo.
Rubano il tempo a chi vuole conoscere verità.
Approfondendo questo pensiero, mi sono trovato
a scoprire che ci sono tantissimi autori che scrivono
falsità camuffate da verità, e che sono perfettamente
coscienti di quanto stanno facendo.
Tra questi vi sono molti giornalisti considerati famosi,
ma ci sono moltissimi storici, che scrivono libri sulla
storia, che sanno benissimo che quanto stanno
scrivendo è falso.
   

sabato 4 ottobre 2014

Per paura di avere paura - For fear of being afraid



 http://www.bubblews.com/news/8488687-for-fear-of-being-afraid

E' uno sforzo di volontà, una scelta della mente,
ed un atto di forza contro ciò che crediamo di essere.
Liberare la propria coscienza è un alito di energia
potentissima che mette in moto la voglia, il desiderio,
la necessità di capire, di sapere, di voler essere capace
di apprendere e di sperimentare.
Che cosa siamo qui a fare?
Siamo qui per mangiare? Per bere?
Per dormire? Per lavorare? Per combattere?
Per odiare?
Che cosa siamo qui a fare?
Queste domande non vi vengono in mente?
E' possibile che non vi vengono in mente domande
come queste?
E' possibile che attraversate la vita senza cercare
queste risposte?
Non lo credo.
Credo invece, che quando vi vengono queste domande
nella mente, facciate di tutto per nasconderle.
E così facendo vi nascondete alla vita, lasciando che
si consumi in un inutile andamento, senza scopo
se non quello di sopravvivere giorno per giorno.
Per paura di avere paura, non si affronta la propria
vita, questa è la triste verità di molti che lasciano
che la vita li accompagni solo verso la morte.

domenica 14 settembre 2014

Zero zero virgola qualcosa - Zero zero point something



 http://www.bubblews.com/news/7341751-zero-zero-point-something

Riflessioni, niente di più.
Sono solo riflessioni, pensieri che nascono da
osservazioni di come vanno le cose nel mondo.
Non ho idea se è giusto che sia così per tutti
o se sono solo io che mi pongo domande alle
quali spesso non trovo risposte.
So bene che ognuno di noi è diverso, che ognuno
di noi vede il mondo stesso in maniera diversa.
Quello che mi spinge a scrivere di queste cose
è soltanto l'idea che possa servire a migliorare
il nostro mondo di uno zero zero virgola qualcosa.
Ma intanto, penso che stia già migliorando me stesso,
perché mi permette di rivelarmi i miei stessi pensieri.
Scrivere, infatti, è per  me una rivelazione continua,
non so mai cosa devo scrivere. Lascio che le cose
si scrivano da sole, ed io le seguo, apprendendo
da queste parole, il mio stesso stato d'animo.
Apprezzo molto lo scrivere, perché rivela cose
che con il solo pensiero non sarei capace di
rivelarmi.

giovedì 11 settembre 2014

Lavori perduti - Jobs lost



http://www.bubblews.com/news/7133561-jobs-lost

Qualcosa che mi è stata insegnata mi ha sicuramente
portato a pormi domande, a cercare risposte.
Oppure, ognuno di noi è fatto a modo suo e
segue il suo istinto nel vivere le cose della vita.
Per questo non riesco a capire chi vive senza
porsi domande, senza cercare risposte.
Una delle cose principali che ci veniva insegnata
era quella di diventare indipendenti, di apprendere
qualcosa che ci permettesse di vivere la nostra vita
senza dover dipendere dalla famiglia.
Anche all'interno della famiglia, si doveva cercare
una certa indipendenza, si doveva fare qualcosa
in modo da non pesare sugli altri.
Era sicuramente un punto d'onore riuscire a fare
qualcosa che portasse un guadagno.
Si andava a fare diversi lavori, naturalmente
si facevano lavori agricoli, e quindi si andava
a mietere il grano, a raccogliere pomodori e cose
di questo genere.
Certo, oggi non sono più lavori diffusi, e quindi
sono venuti a mancare molti lavori che ci
avrebbero insegnato parecchio.

giovedì 21 agosto 2014

Vita difficile - Life difficult



http://www.bubblews.com/news/5992255-life-difficult

Quando cominciamo a capire alcune cose
sembra che riusciamo a vedere i mali del
mondo, e così ci costruiamo una idea di
come il mondo dovrebbe essere, cioè un
mondo di pace, di serenità, di amore, di altruismo,
di sorrisi e di cuoricini, e lo diffondiamo
via internet.
Ma nella vita reale, le cose non vanno
in questo modo, ci sono cose da fare,
anche cose abitudinari, ma che ci servono
per vivere. E Ci sono domande che sorgono
e che cercano risposte.
Continuare a soffocare queste domande,
ci porterà ad una vita difficile, perché
si presenteranno continuamente nella nostra
vita. Forse riusciremo a soffocarle per qualche
tempo, o forse si riuscirà a soffocarle per
tutta la vita, e vivere una vita superficiale,
fatta di sistemi sempre più complessi per
evitare che queste domande sorgano a
disturbarci.

Impegni futili - Commitments futile



http://www.bubblews.com/news/5983360-commitments-futile

Queste novità tecnologiche, ci portano via
tantissimo tempo che togliamo ai nostri
pensieri più importanti. Non si ha voglia
di farsi domande importanti, e non si ha voglia
di cercare risposte. E' come se si accetta
passivamente di vivere la vita così come
ci viene imposta, senza pensare con la
nostra testa.
Si è così imbevuti di impegni futili che
appaiono come cose davvero importanti.
Così, realizzare il 5° livello di gioco,
diventa così importante che si rinuncia a
tante cose più belle. Si litiga anche in casa
perché qualcuno ci continua a ripetere che
devi fare i compiti, che devi studiare, che
devi fare altro, ma il gioco è più importante.

sabato 5 luglio 2014

Sapere di non sapere - Knowledge, of not knowing



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4274300-dualism-knowledge-of-not-knowing


Chi si fa domande, chi cerca risposte al di là
delle spiegazioni dogmatiche, o anche scientifiche,
non riesce a stare in una religione, perché ne vede i
limiti. Inoltre, le imposizioni, gli obblighi, diventano
per queste persone, delle sofferenze che non riescono
a sopportare. Hanno bisogno di essere liberi, sia
interiormente, che esteriormente.
Infatti, chi sceglie queste vie, spesso si ritira
ad una vita con poche cose, alcuni si ritirano
in una vita solitaria, in grotte o foreste, altri
percorrono il Sentiero nella società, ma ne stanno
ai limiti, vivono di pochi contatti, pochi amici,
e quando possono farlo, stanno in loro stessi,
nella loro mente, in cerca di risposte, in cerca
di domande, in cerca di se stessi.
Sono le persone che in genere non partecipano
alle grandi manifestazioni, non partecipano ai
Riti, ma rispettano profondamente ogni pensiero
diverso dal loro, perché sanno di non sapere.

mercoledì 29 gennaio 2014

Neuroni

Neuroni


In qualche milione di neuroni del mio cervello ci deve essere qualche interferenza con la realtà condivisa.
Sono parte di questo mondo, ci vivo dentro, o almeno ci provo, ma non trovo l'aggancio alla visione di un mondo comune.
In questi neuroni si annida l'idea che il mondo non sia comune, che il mondo non sia quello che ci insegnano che sia.
Ho la sensazione che il mondo sia come iceberg, tanto citato da certa saggistica, dove il 10% è quello che vediamo, quello che vogliamo vedere e quello che ci è stato insegnato a guardare, ma che il restante 90% sia veramente nascosto alla comune visione del mondo.
Leggendo, meditando, analizzando, emergono altri mondi, altre realtà, che esse stesse mi appaiono nuove, ma nuove non sono. Sono solo appena sotto la nostra percezione comune. Emergono a volte, durante una pressione estrema, un'esperienza forte, o un momento di grande serenità e gioia, ma subito dopo le lasciamo svanire. Non vogliamo tenerle, ci fanno paura.
Se dovessimo vedere il mondo con occhi diversi dagli altri, cosa potremmo raccontare agli altri? Se vedessimo che il mondo è nascosto sotto montagne di percezioni sbagliate, cosa diremmo agli altri?
Ci sentiremmo estranei, ci farebbero sentire estranee, diversi, non consoni alla realtà
Eppure conosco moltissime persone che dichiarano ad alta voce di non essere 'come gli altri', persone che vestono in un altro modo, che fanno cose che non tutti fanno, e sono fieri di non essere come gli altri.
Poi, se guardi da vicino, anche loro sono in quel 10%.
Anche loro hanno paura di mollare la presa e di guardare oltre.
Ammettere di non aver capito niente della vita è difficile.
Ma se si arriva a cominciare a porsi almeno la domanda: cos'è la vita? si potrebbe abituare qualche milione di neuroni ad andare in cerca di risposte.Basterebbe porsi la domanda per smuovere almeno la curiosità della conoscenza.
Ma i neuroni sono tutti impegnati!
Mi pare ne abbiamo circa tre miliardi. E cosa fanno tutto il giorno e la notte??
Svegliaaaaa!!!
Non vi mantengo in vita per oziare!!!