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martedì 14 febbraio 2017

Scrivere -



Scrivere. Scrivere è creare. Molti hanno questa esigenza. Non è un obbligo, non è qualcosa che viene imposto, è piuttosto qualcosa che si ha bisogno di fare. Penso che sia la stessa cosa per chiunque ne senta il bisogno, perché di un bisogno si tratta, di dare qualcosa di se stessi. Non ha importanza se quanto si scrive o si dipinge sia ben accolto o trascurato dagli altri. Nel momento in cui si agisce, conta soltanto l’agire. Poi, se piace, se il messaggio passa per uno e per molti, diventa irrilevante.
Non è un caso che la maggior parte degli scrittori e degli artisti in genere, vivono nelle sofferenze economiche.
Eppure, sanno cosa la gente vorrebbe, sanno cosa piace alla gente e, volendo, potrebbero fare ciò che piace ai molti, guadagnandosi così una vita economica decente. Ma molti artisti non lo fanno. Preferiscono fare ciò che sentono, ciò che emerge e non ha importanza se si raggiungerà la fama o se si diventerà ricchi.
Spesso mi chiedo cosa sia che ci spinge a fare queste cose. Mi chiedo a chi può servire, a cosa possa servire, perché quando libero la mente creo queste cose, ma non ho risposta certa. Lo faccio perché è questo che devo fare, è questo che sento dentro, senza alcuna spiegazione.
Quando scrivo, ogni cosa è del mondo, non è qualcosa di mio, è qualcosa che prendo da qualche parte nel mondo, nel  mio mondo, nel  vostro mondo, nell’infinito. Creare non è un atto, non è qualcosa da fare, è qualcosa da raccogliere, qualcosa che c’è già, e io non faccio altro che liberare la mia mente e raccogliere ciò che è maturo.
Quando qualcuno mi dice che non sa fare niente di artistico, rimango stupito, perché sono convinto che tutti hanno questa finestra aperta dentro di se. Sono convinto che ognuno di noi abbia la visione di qualcosa e il sentimento per esprimerla. Queste persone non hanno mai tentato di fare ciò che avrebbero voluto, e se lo hanno fatto, lo hanno fatto male. Quando si fa qualcosa di particolare, specialmente all’inizio, si cerca una risposta in qualcuno tra i nostri amici o parenti, e spesso questi, ci stroncano, non per cattiveria, ma perché non capiscono il messaggio. Tanti anni fa, quando ho cominciato a scrivere, lo facevo su un’agenda. Spesso erano poesie, a volte dissertazioni su qualche argomento, e quando li facevo leggere a qualche amico, ne ricevevo ironiche risatine, come a dire, ‘ma cosa vuoi fare se non hai fatto nemmeno le scuole!’
Questo mi imbarazzava, ma non mi ha mai tolto il desiderio di continuare.
Non ho dedicato la vita alla scrittura, ma sicuramente ho letto per tutta la vita. Ho studiato in proprio, ho scoperto mondi, persone, arti, artisti e ho badato molto alla mia crescita interiore pur non avendone i titoli ufficiali.  Ho viaggiato attraverso mondi meditativi, ho scoperto cose, in me, che non ho modo di esprimere, e ho conosciuto Saggi che mi hanno aiutato ad aprirmi a me stesso.  E non c’è una fine a questo.
Ecco, forse il modo migliore per descrivere un artista, in qualsiasi settore, è proprio questo: la coscienza che non c’è mai una fine, ma solo cambiamenti. L’artista lo sa. Per questo non ha problemi se vende o non vende un suo prodotto, perché non è un prodotto, è il raccolto della propria esistenza.
Chi vuole averla deve dare qualcosa in cambio, e questo è necessario non per il denaro, ma perché se non si da niente, rimane un debito aperto. Un debito che può essere materiale, se chi lo contrae ritiene di averci guadaganto, o un debito spirituale, se chi lo contrae ritiene di potersi migliorare. E i debiti devono essere pagati in qualche modo, perché nella nostra dimensione è imposto dalla legge del karma.

L’importante è avere equilibrio. Non chiedere mai più del dovuto e non offrire mai più del possibile, perché a volte, alcune cose, non sono pronte per essere divulgate. 

lunedì 6 ottobre 2014

3 - Fantasie e realtà - Fantasies and reality




http://www.bubblews.com/news/8581556-3-fantasies-and-reality

La storia raccontata nei testi antichi, rimaneggiati
a seconda del loro bisogno, stanno subendo un duro
colpo dalle informazioni che vengono reperite ogni
giorno da studiosi seri e appassionati, che però
non son allineati al potere costituito.
Così, scoperte che ormai sono accettati anche nei
loro circoli, non vengono comunque pubblicati sui
testi scolastici, lasciando che le nuove generazioni
continuino ad apprendere teorie e scoperte del tutto
sbagliate.
Il fatto è che molte di queste scoperte sono legate
sia alla Scienza che alle Religioni, e pertanto diventa
quasi impossibile toccarle, perché nei secoli, sono
diventati tabù, dogma, parola del Signore, e non si
possono discutere.
Al di là del fatto che si possano o meno discutere,
non si può fare a meno di conoscerle, almeno per
chi ha il desiderio forte di conoscere come stanno
le cose nella nostra esistenza.
Questo richiede una forte capacità di libertà
interiore, libertà anche dai dogmi e dalle proprie
credenze, sia religiose che scientifiche, e che si sia
disposti a rimetterli in discussione
Se non si rimettono in discussione questi concetti,
queste credenze, quanto andrò a scrivere, potrà
rimanere una pura fantasia di esseri vissuti
migliaia e migliaia di anni fa, proprio qui,
sulla Terra.

sabato 4 ottobre 2014

Per paura di avere paura - For fear of being afraid



 http://www.bubblews.com/news/8488687-for-fear-of-being-afraid

E' uno sforzo di volontà, una scelta della mente,
ed un atto di forza contro ciò che crediamo di essere.
Liberare la propria coscienza è un alito di energia
potentissima che mette in moto la voglia, il desiderio,
la necessità di capire, di sapere, di voler essere capace
di apprendere e di sperimentare.
Che cosa siamo qui a fare?
Siamo qui per mangiare? Per bere?
Per dormire? Per lavorare? Per combattere?
Per odiare?
Che cosa siamo qui a fare?
Queste domande non vi vengono in mente?
E' possibile che non vi vengono in mente domande
come queste?
E' possibile che attraversate la vita senza cercare
queste risposte?
Non lo credo.
Credo invece, che quando vi vengono queste domande
nella mente, facciate di tutto per nasconderle.
E così facendo vi nascondete alla vita, lasciando che
si consumi in un inutile andamento, senza scopo
se non quello di sopravvivere giorno per giorno.
Per paura di avere paura, non si affronta la propria
vita, questa è la triste verità di molti che lasciano
che la vita li accompagni solo verso la morte.

mercoledì 10 settembre 2014

Falsa serenità - False serenity



http://www.bubblews.com/news/7095777-false-serenity

Penso sempre che i giovani siano sempre attenti
a quanto gli accade attorno, e che la loro percezione
della vita sia molto sensibile.
Il rapporto che c'è in una famiglia, viene assorbito
totalmente da un giovane, e se nella famiglia non
c'è armonia, il giovane non può conoscerla.
Può osservare però, altri suoi compagni, che si presentano
sorridenti, sereni, che studiano volentieri, che hanno
molti amici. Su queste osservazioni può nascere il desiderio
di essere migliore, ma spesso nasce una specie di rifiuto
alla serenità, alla bontà. Questo perché gli appare come
qualcosa di falso, di non vero. Lui, nella sua famiglia,
non l'ha mai vissuta.
I divorzi sono così diffusi che c'è da chiedersi per
quanto ancora durerà l'istituzione del matrimonio.
Le liti in famiglia aumentano con i periodi di crisi
economica, e le accuse diventano un modo di
comunicare, trasmettendo ai figli il modo di vivere
che hanno loro.
Difficile sfuggire a questi condizionamenti, difficile
perché nessuno indica una possibile alternativa.
Spesso le famiglie in crisi si chiudono sempre di
più in se stesse, offrendo all'esterno una falsa
serenità.


domenica 29 giugno 2014

Per guadagnare di più - To earn more



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4114287-constrains-to-earn-more

Il condizionamento che abbiamo subito ci dice
che dobbiamo avere di più. Che dobbiamo lavorare
di più e fare più soldi per poter comprare questo
e quello.
Quando si dice che viviamo in una società consumistica,
sembra ormai di dire qualcosa di bello, qualcosa di
giusto.
Ma il consumismo ci sta portando alla auto distruzione.
Il desiderio di possedere sempre di più, fa in in modo
che chi produce oggetti, ne crei sempre di nuovi
per poter guadagnare di più.
Sposta le fabbriche in paesi dove gli operai non sono
tutelati, in modo da non pagare troppe tasse, e guadagnare
di più. Fa lavorare gli operai in condizioni penose,
per guadagnare di più, e preferisce corrompere i
politici per farsi dare i vari permessi, per guadagnare di
più.
Chi produce le materie prime, continua a far scavare
miniere per estrarle, e paga poco gli operai che rischiano
la vita, per guadagnare di più.
Stiamo consumando la Terra, per guadagnare di più.
Tutti.
Anche noi facciamo cose terribili, senza rendercene conto,
per guadagnare di più.

mercoledì 18 giugno 2014

Elementi esterni - External elements




Pubblicato su Bubblews -

Gli elementi esterni disturbano la mente interiore.
La portano a pensare, a ragionare, a trovare soluzioni
o a fantasticare su questo e quello.
Quando si è presi nella trappola del pensiero,
si avvia un processo di attaccamento a desideri
di ogni tipo.
Non pensate al desiderio come qualcosa di sbagliato,
i desideri sono una spinta per realizzare le cose
della vita, ma nel caso della meditazione, ogni
desiderio, ogni pensiero di risolvere un problema
diventa un legame per la mente interiore.
Quando abbiamo qualche problema, o quando
sorgono desideri, siamo portati ad analizzarli,
a ragionarli, a cercare di capirli e trovare una
soluzione. Fa parte del nostro vivere quotidiano,
e non è sbagliato farlo, lo è se lo si fa quando
decidiamo di dedicarci alla meditazione per

qualche ora.


domenica 15 giugno 2014

Castelli in aria - Castles in the air




Mio articolo da Bubblews 

Siamo noi che creiamo questi pensieri e li alimentiamo
in base a qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma che non
riusciamo a comprendere.
E' come quando hai un desiderio e pensi che mangiare
una arancia sia la soluzione, mentre invece non ti ha
soddisfatto e vuoi qualcosa di altro.
I desideri della mente sono come fili lunghissimi che
si intrecciano con altri e costruiscono quelli che molti
chiamano “castelli in aria”.
Non è negativo avere fantasie, non lo è assolutamente,
è negativo fare in modo che la vita diventi una fantasia.
Questo accade quando si comincia a pensare di essere
capaci di ogni cosa, quando ogni desiderio deve essere
soddisfatto, quando ci lasciamo andare a ogni pensiero.
In questi casi si cade in una frustrazione a volte davvero
pesante, perché le cose che vogliamo non riusciamo ad
ottenerle, perché non abbiamo tutto a nostra disposizione.
Considerare di avere dei limiti è davvero importante,
accettarli lo è ancora di più, perché ti permette di capire

fin dove le tue energie ti possono portare.


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