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martedì 20 giugno 2017

Mente sottile -




Si dice spesso che esiste una mente sottile.
C'è una mente grossolana e una mente sottile.
Sono entrambe frutto della mente, sono strutture di pensieri.
Nel caso della mente grossolana, si tratta dei pensieri che percepiamo nel fare, nel pensare normalmente alle cose di ogni giorno, alle cose da fare. E' la mente che organizza, che cerca soluzioni e che crea problemi. E' la mente che sta in primo piano e che forma i pensieri che danno le risposte alle esigenze della comunicazione, è la mente che molti pensano sia la vera mente, quella che ci permette di essere esseri umani pensanti.
La mente grossolana è la stessa che esprime i sentimenti, quelli più piacevoli e quelli più spiacevoli. Crea la gelosia e le guerre, e crea le poesie e i romanzi.
La mente grossolana è quella che crea il mondo in cui viviamo, comprese le sue atrocità e le sue bontà. E' la mente che divide. La mente alla quale si rivolgono i politici, la pubblicità, le leggi, le imposizioni, la lettura, la Scienza, la filosofia. E' la mente che tutto apprende e che tutto crea, la menta attiva.
Ma è definita grossolana perché ogni cosa che pensa è legata strettamente al mondo duale.
Vive sempre in un movimento tra il più e il meno, tra il bianco e il nero, tra il bene e il male, attraversando i vari stadi intermedi in maniera piuttosto veloce. Non gli piacciono gli stati intermedi perché ha bisogno di definizioni immediate. Così è portata a estremizzare facilmente, nel senso di o così o cosà. Le vie di mezzo non gli sono congeniali, ma le accetta in base all'educazione ricevuta.
La mente sottile sembra mentale, pensiero, ma non emerge facilmente. La mente sottile ha necessità di silenzio, di calma, di profondità, di coscienza attiva.
Nella mente sottile, i pensieri sono pochi, spesso non ve ne sono. La mente sottile osserva in silenzio lo stato della coscienza. In qualche modo, cerca di estrarre dalla coscienza quei pensieri che non possono rivelarsi nella mente grossolana perché troppo rumorosa.
La mente sottile non crea i pensieri, li riceve dalla coscienza. La coscienza però non pensa, non forma pensieri, emette messaggi. I messaggi della coscienza sono spesso archetipici, cioè si presentano come immagini, sensazioni o suoni, che la mente sottile deve tradurre in qualcosa di comprensibile per la mente stessa.
Questa trasmissione, spesso non è compresa dalla mente, perché la coscienza e la mente non parlano lo stesso linguaggio, per questo si dice che sia necessario essere rilassati, sereni e concentrati quando si è in sé stessi. L'ascolto attento di questi messaggi della coscienza, ci permette di comprendere ciò che siamo interiormente. Ci permette di osservare ciò che c'è dentro di noi, al di là di quanto pensiamo dovrebbe esserci. Ascoltare i pensieri sottili ci permette di osservare il nostro mondo interiore da un punto di vista molto vasto e senza influenze.
La meditazione, la concentrazione serena, o quella chiamata meditazione trascendentale, porta la mente sottile e la coscienza a trovare un punto di incontro.

Rivela ciò che siamo.  

venerdì 14 aprile 2017

La via non deve dipendere -



Si viaggia in dimensioni di pensiero che costruiscono immagini. Stiamo apprendendo continuamente nuovi concetti e nuove forme pensiero per riuscire a penetrare nell'intimo dell'anima, della coscienza. Coloro che si dedicano a osservare senza osservatore, vanno in dimensioni che non si lasciano spiegare ne descrivere.
Ora, se questo è quanto accade, quando ci troviamo in queste dimensioni, possiamo soltanto viverle, non abbiamo alcuna possibilità di trasmetterle a noi stessi o ad altri in quanto non sono descrivibili.
Il più delle volte si ricorre al sistema della negazione per descriverne almeno qualche piccola parte, non è questo, non è quello, non è né questo né quello. Ma anche con questo metodo, non riusciamo a farci capire.
Lo stato interiore di silenzio, lo stato di vastità e di immaterialità, lo si definisce in molti modi, ma nessuno di questi modi riesce a descriverlo fino a trasmetterlo ad altri.  Ci troviamo in una condizione dove solo quando ci entri, riesci a comprenderlo, ma soltanto a livello di coscienza propria, senza possibilità di dargli una descrizione attraverso il pensiero e la parola.
Il tentativo di descriverlo per trasmetterlo, fa parte di quella innata tentazione di fare del bene dando il meglio di sé. E' una costante di chi si dedica alla ricerca interiore: dare.
Andando a guardare i grandi della storia della spiritualità, troviamo tantissimi personaggi, veri o falsi che siano, che cercano di trasmettere questo stato, e tutti, sembra che leghino questa esperienza al dare agli altri quanto hanno acquisito.
Ma è davvero cosi? Davvero i grandi, come il Buddha, il Cristo, il Bruno, il Krisna, e tanti altri hanno inserito in questa trasmissione la necessità di dare?
Forse si , forse no.
Se davvero hanno realizzato questo stato, sanno già in partenza che non possono darlo agli altri.
Però hanno cercato di dare indicazioni che potessero avvicinare il cercatore a questa esperienza. E questo è quanto hanno fatto di buono, quanto hanno potuto fare di buono.
Il problema si presenta quando, noi, tentando di fare quanto ci hanno detto, ci aggreghiamo in un gruppo, in una religione.
A quel punto, secondo me, siamo fregati.
Un gruppo, una religione, ha necessità di organizzazione, di strutture, di regole.
Inseriti in questo contesto, gli insegnamenti diventano materia di studio, non più di ricerca.
Ci saranno maestri, conduttori, organizzatori, persone importanti che indicheranno costantemente cosa fare e cosa non fare.
Entrati in questa struttura, possiamo studiare i testi, conoscere i punti di vista dei maestri, ma nessuno di loro ci potrà dare quanto stiamo cercando. Ci possono dare soltanto informazioni. Fino a che il ricevere informazioni diventa un'abitudine, un bisogno, una necessità.
A questo punto, possiamo stare certi che stiamo chiudendo tutte le porte all'esperienza reale.
Diventiamo discepoli-dipendenti.
La via non deve dipendere.

martedì 20 dicembre 2016

Siate ciò che siete




Ho avuto più' volte la sensazione, incontrando persone, che non hanno alcuna intenzione di cambiare.
Il cambiamento non sempre è positivo, lo sappiamo bene, a volte è meglio evitare cambiamenti che possano indurci in un peggioramento,ma questo, il più delle volte, è evidente. Si può prevedere quando un cambiamento è negativo. Lo possiamo fare semplicemente chiedendoci a cosa andiamo incontro, evitando di darci una risposta di comodo, ma ascoltando ciò che il nostro sé ci dice.
Non venite a dirmi che non sapete come ascoltare il vostro sé, perché lo sapete bene.
Il vostro sé è quella intuizione che vi dice quando state per fare qualcosa di giusto o sbagliato, quando state mentendo o quando dite la verità. E' quella sensazione che si traduce in pensieri che non possono essere presi in giro, che non possono essere cambiati. Si sa che è così, punto.
Poi, se vogliamo farci del male, possiamo dargli una interpretazione personale dettata dal nostro ego, che si erge a giudice della propria interiorità. Lo fa spesso, lo so.
Il cambiamento positivo è dettato da questa voce interiore, da questa intuizione che non sbaglia mai. Riuscire a essere in perfetta sintonia con questa percezione, è un grande passo verso la propria serenità e la propria crescita interiore. Infondo, abbiamo provato così tante cose che non ci costa nulla cercare di ascoltarci un pò di più e darci più retta. Per una volta, ascoltiamoci senza interferenze, ascoltiamoci in silenzio, senza commentare ciò che percepiamo, senza giudicare, senza cambiare ciò che sentiamo. Ascoltiamoci per quello che siamo, senza doverci sentire diversi, migliori, peggiori o all'altezza. Ascoltiamoci con serenità, senza sforzo e impariamo a farlo più volte al giorno, finché diventerà del tutto normale essere normali. La normalità non è quella che altri ci fanno vedere come tale, la normalità è quella conoscenza interiore che ci permette di essere ciò che siamo con accettazione. Quando accettiamo noi stessi in questa dimensione, ogni cosa diventa comprensibile. Si può condividere, essere contrari, avere visioni diverse delle cose, essere indipendenti mentalmente e vivere davvero la propria vita, piuttosto che la vita di altri immaginari personaggi o costruzioni mentali che non possono portarci da nessuna parte.
Per chi, invece, non ha intenzione di cambiare, non possiamo farci niente. Ognuno è libero di vivere o non vivere come meglio crede, ma non possiamo permettere che queste persone ci impediscano di essere diversi da loro, non possiamo permetterlo. Siate ciò che siete ma scoprite ciò che siete.

sabato 22 ottobre 2016

Le ricette giuste





Siamo coinvolti in un clima di terrore. Molti cercano soluzioni nella meditazione, nella scoperta di nuove tecniche che li aiutino a rimanere tranquilli, rilassati, sereni. Sononati centinaia di tecniche moderne per uscire da questa sensazione opprimente di paura continua. Ognuno promette il proprio paradiso, ognuno promette la soluzione finale ai vostri problemi. La stessa cosa la fanno i politici ed igoverni, ognuno ha la ricetta giusta per uscire da ogni problema e far rinascere la propria nazione. Sembra che ci sia una gara a chi vi può aiutare di più. Non c'è ne uno che non vi dimostrerà la correttezza e la funzionalità della loro proposta. Ogni male può essere curato, ogni negatività abbattuta. Ognuno espone il proprio cartello con la soluzione a portata di mano. E questo accade da sempre. Da sempre ci hanno dato le ricette giuste, e se le cose sono andate male, non è perché la ricetta era sbagliata, ma perchè noi non siamo riusciti a cogliere il vero messaggio insito in queste vie, in queste tecniche. E' solo colpa nostra. La paura continuerà a tormentarci. Eppure, a me appare evidente, che sono proprio le vie, le tecniche, le religioni, i governi, i partiti, le credenze, in difinitiva, a impedirci di essere liberi. Ogni volta che leghiamo a qualcosa di liberatorio, non facciamo altro che legarci a qualcosa, e se ci leghiamo, come facciamo a essere liberi? Dal momento che diamo il nosto consenso ad una qualsiasi istituzione, non facciamo altro che dare la nostra libertà in gestione a qualcun altro, che solitamente è l'unico ad averne un vantaggio, di solito in termini economici o di potere. Ma noi non andiamo da nessuna parte, perché aspettiamo che sia la tecnica o la via a darci la libertà. La libertà interiore non ce la può dare nessuno. La libertà siamo noi. E se non la vediamo è perché ne abbiamo paura.

lunedì 10 ottobre 2016

Tentativi


Questa foto di Spiaggia di Coaquaddus è offerta da TripAdvisor.


Anni di tentativi.
Anni dedicati alla ricerca, alla scoperta, specialmente a quella interiore.
Meditazione, riti, ritiri, discussioni, letture, pensieri, analisi, concentrazione, visualizzazioni… e tanto altro, per cercare, cercare e cercare.
Visto da adesso.
Cosa cercavo?
L’illuminazione.
Una delle parole che più hanno stimolato la mia mente.
La saggezza.
Un’altra parola magica.
La visione profonda.
Anche questa intrigante.
Ho percorso i meandri della meditazione analitica, della meditazione silenziosa, della meditazione noiosa, della meditazione intelligente e della concentrazione assoluta.
Vista da adesso.
Mi chiedo se mi sia servito a progredire, a migliorare, oppure se non era altro che un attaccarsi a qualcosa per nascondere altro.
Si, perché infondo, ho cominciato a capire qualcosa solo quando ho mollato tutto.
Quando mi sono disfatto, con fatica, di tutti i miei concetti sull’illuminazione, sulle credenze, sulle visualizzazioni, sul buddhismo, sulla vita , sulla morte, sui debiti, sui soldi, sull’amore, sulla compassione, e così via, ho cominciato a sentirmi leggero.
Non illuminato, non saggio, solo leggero.
Questa leggerezza si è aperta nella mia dimensione interiore, e mi trovo, qui. E sto bene.
E non ho interesse per niente altro che non sia la mia piccola lotta interiore per eliminare ogni cosa che tenta di rappigliarmi a qualcosa.
Sto bene. Niente altro.
Mi sento a mio agio.
Svanita la paura di ogni cosa, anche della morte.
Svanita la rabbia per il mondo che non fa quello che volevo io.
Svanita la mia resistenza a me stesso che voleva che facessi delle cose per migliorarmi.
Più niente che si agganci in maniera costante.
Svanite le credenze imposte, e cerco continuamente di distruggere anche quelle che creo io involontariamente.
Ogni concetto che si forma e che inizia a camminare nei miei pensieri, lo distruggo.
Non voglio più niente.
Non ho più bisogno di credere in niente.
La mente non accetta questa condizione. Per questo a volte sono in discussione con essa.
Ma c’è un risvolto anche in questo fatto.
Ho scoperto che la mente, non è una sola.
Ho scoperto che la mente non può creare da sola.
Non può costruire niente, nessun concetto. Nessuna credenza, nessuna fantasia.
Non po’ farlo da sola.
Per farlo ha bisogno di sdoppiarsi, di avere un interlocutore. Ha bisogno di avere qualcuno a cui raccontare le sue creazioni, altrimenti, per chi le fa?
Questo qualcuno è la stessa mente che si sdoppia, tra creatore ed osservatore.
L’osservatore controlla, annuisce, nega, accetta, rifiuta, si congratula, si gratifica, oppure si nega, si rifiuta di proseguire e ti convince a cambiare argomento.
Osservatore ed osservato si aiutano a vicenda, ed intanto consumano ogni stilla di energia interiorei n futili ed inutili tentativi di capire, di creare qualcosa di diverso.
I pensieri continuano ad emergere e a creare nuovi e intensi ragionamenti, nuovo alimento per nuovi giorni pieni di pensieri.
Eppure, i pensieri non sono nuovi.
I pensieri non sono mai nuovi. Sono pensieri già costruiti, già fatti, già vissuti.
Non c’è niente di novo nei pensieri.
Tutti i pensieri che emergono a queste due menti, non sono altro che il frutto di esperienze, di accumulazioni, di ricordi che provengono dalla memoria
Non c’è niente di nuovo nella memoria.
Se è memoria, è qualcosa di già visto, di già vissuto.
La mente non può creare nuovi pensieri. Si deve per forza riferire a quanto ha dentro di sé.
Può modificarli, può comporli in maniera diversa, può metterli  assieme in maniera che appaiano nuove concezioni, nuove credenze, nuova poesia, ma prende ogni cosa in qualcosa di già vecchio, nella memoria.
Quindi, a cosa serve pensare?
Serve a gestire la propria vita sociale, la propria vita materiale.
Interiormente, non ha senso, non serve a niente se non a creare confusione e conflitto.
Eliminare l’osservatore. Non serve.
Se si rimane senza osservatore, non si può più costruire niente. L’osservatore è il tramite tra il presente e i ricordi. Se non si hanno ricordi, non si può costruire. Se non si costruisce si rimane nel presente, se si rimane nel presente, c’è solo una mente, e non ha bisogno di pensare attraverso i ricordi. Riceve le informazioni in termini così immediati, che non si ha bisogno di pensarli, ma diventano azione immediata.
E quindi a cosa serve fare un percorso, se non a convincersi di teorie pazzesche che distruggono vite intere? Un percorso ti obbliga ad anni di pratiche, di studi, di energie date ad altri, di energie sprecate, di energie rubate per mantenere in  piedi strutture che esistono soltanto per consumarci l’esistenza, facendoci credere che senza di esse…..
Non c’è niente.
Ed  è così.
Non c’è niente.
Ed è meraviglioso.

sabato 22 agosto 2015

Fuori di noi - Out of us



http://www.bubblews.com/posts/out-of-us

La tendenza a rivolgerci all’esterno, ci viene dal sistema che è stato impiegato per passarci le informazioni fin da bambini. Viene insegnato a fare in questo modo, viene insegnato a parlare in questo modo, viene insegnato a vestire in questo modo e così via. Ma nessuno insegna a osservare se quanto ci viene insegnato per operare nella vita sociale, sia lo stesso che viviamo interiormente.

Ogni cosa ci viene dall’esterno ed ogni cosa ci obbliga a ragionare dall’esterno. Tutto il mondo è fuori di noi. Ogni cosa che apprendiamo ci viene dagli altri. E gli altri hanno appreso tutto questo, da altri ancora.
Nessuno si è mai chiesto se è davvero il modo migliore di vivere.
La nostra mente, continuando a vivere con questo metodo, è stata relegata nei recessi più lontani della nostra consapevolezza. Noi, non ci sentiamo più. Non ci vediamo più. Non sappiamo più chi siamo.
Il nostro essere interiore è fatto di esterno. Non troviamo più la nostra identità interiore. Non riusciamo più nemmeno a scorgerla. Siamo sotterrati da tonnellate di esteriorità.
E non è un caso che la maggior parte dei network, basano la loro fortuna economica su immagini,  su brevi frasi, e sulla velocità. Tutte cose che non permettono alla mente di soffermarsi per assorbire il senso profondo di quanto si sta osservando.

 
The tendency to turn to the outside, there is the system that has been employed to pass information from childhood. Are taught to do it this way, are taught to speak in this way, he is taught to dress this way and so on. But no one teaches to observe whether what we are taught to operate in social life, is the same that we live within.Everything comes to us from the outside and everything obliges us to reflect outside. The whole world is outside of us. Everything we learn comes from others. And others have learned all this from others.No one ever asked if it is really the best way to live.Our mind, continuing to live with this method, has been relegated in the far recesses of our consciousness. Us, we no longer feel. There we see the most. We no longer know who we are.Our inner being is made of outside. We no longer find our inner identity. We can no longer even see her. We buried by tons of externality.And it is no coincidence that most of the network, base their economic fortune of images, of short phrases, and speed. All things that do not allow the mind to linger to absorb the deeper meaning of what you are observing.

domenica 19 ottobre 2014

4 - Sete di conoscenza - Thirst for knowledge



 http://www.bubblews.com/news/9006517-4-thirst-for-knowledge

Nel cercare risposte, ci dobbiamo rivolgere
per forza a ciò che abbiamo dinanzi, a ciò che
abbiamo di più vicino, come la Terra stessa ed
i pianeti che gli fanno compagnia.
Da sempre, l'uomo, ha cercato spiegazioni
sulle proprie origini. E' qualcosa di innato
che ci portiamo dentro, il desiderio di sapere,
di capire, osservare la nostra vita da un punto di vista
chiaro, comprensibile, e per questo che siamo spinti
sempre a cercare valori più alti, a cercare di realizzare
conoscenza interiore, anche attraverso Dio, anche
attraverso le religioni, o attraverso lo studio e la
comprensione logica degli eventi antichi.
E così inizia l'esplorazione dell'Universo,
spinti da questa sete di conoscenza.
La conoscenza tecnologica degli ultimi anni,
ci ha permesso di creare macchine in grado di superare
gli ostacoli celesti che un tempo apparivano
impossibili.
All'interno di macchine, l'uomo è andato sulla Luna.
Gira nel vuoto spazio ed è in grado di uscire all'aperto
per brevi periodi in un ambiente impossibile per l'uomo,
e compie scoperte sempre più affascinanti.


domenica 5 ottobre 2014

Le vie spirituali sono finite - Thes spiritual paths are finite



 http://www.bubblews.com/news/8538641-the-spiritual-paths-are-finite

In pratica, non ci possono essere sistemi completamente
spirituali, non possono esistere situazioni
dove si possa pensare soltanto alla propria crescita
interiore.
Ogni struttura costituita, ogni sistema, sia religioso
che materiale, si lascia coinvolgere nella materialità,
nel guadagno, nell'interesse personale.
Allora diventa difficile rimanere fedeli a un credo,
perché se l'interesse economico la pervade,
accadrà quello che è sempre accaduto.
Lotta di potere all'interno della struttura, plagi,
favori, sistemi di corruzione, così come vediamo
accadere ogni giorno in tutto il mondo.
La semplicità e la purezza che sempre abbiamo cercato
di percepire, come ad esempio, ai tempi di San Francesco d'Assisi,
ci appare come qualcosa di impossibile ai giorni
nostri.
Il lasciare andare ogni cosa e vivere in povertà
come scelta, così come insegnava il Buddha,
ci appare addirittura inconcepibile.
Le Vie spirituali sembrano finite.
Terminate, concluse.
    

lunedì 29 settembre 2014

Status simbol - Status symbol

 

http://www.bubblews.com/news/8240753-status-symbol

Per quanto si possa leggere tra i miei pensieri,
si potrebbe supporre che io sia contro ogni tipo
di tecnologia, di novità, di progresso.
Ma non è così. Io sono contro il valore interiore
che viene dato a queste manifestazioni della materia.
Si elevano a dignitari della nostra vita, ci fanno fare
cose assurde pur di ottenerle, eppure sono solo
oggetti, oggetti che hanno solo il valore del
loro utilizzo e niente di più.
Invece vengono esibiti  a status simbol, a qualcosa
di quasi mistico che se non hai, non puoi essere
normale.
Tutti quelli che non possono permettersi uno
smartphone sono considerati esseri di categoria
inferiore.
Così come chi non ha quel tipo di automobile o
quel tipo di abitazione.
Appare chiaro il messaggio che per essere
qualcuno devi possedere qualcosa che rappresenti
uno stato superiore alla media.
In questo modo si alimenta l'avidità, il desiderio
di possedere ad ogni costo, e si cade nella corruzione,
nel crimine, nel furto, nell'imbroglio, pur di avere
quanto abbiamo deciso che ci serve.

giovedì 7 agosto 2014

Difficoltà a liberarci - Difficult to get rid



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5344909-difficult-to-get-rid

L'accettazione della morte come conseguenza della
vita è una necessità per poter entrare nel proprio mondo
interiore.
Accettare che le cose abbiano un termine è necessario
per far cessare l'attaccamento ai pensieri della mente
pensante. Se noi accettiamo che il pensiero ha un
termine, che finisce, che si ferma, allora abbiamo
qualche possibilità di entrare nella nostra coscienza.
Ma se ci ostiniamo a rimanere legati alla logica,
alla prova, a qualcosa che ci appare tangibile, allora
avremo difficoltà a liberarci.
E' necessario un atto di volontà per ammettere che
siamo mortali, e che quando sarà il momento,
toccherà anche a noi di lasciare i nostri cari.

mercoledì 6 agosto 2014

Tristi e felici - Sad and happy



http://www.bubblews.com/news/5300353-sad-and-happy

Vorrei che pensaste seriamente a questo modo di essere,
perché dalla comprensione di questo, vi può venire un
aiuto importante nella vita.
Le nostre percezioni del mondo cambiano a seconda
del nostro stato interiore.
Il mondo è bello se siamo felici,
il mondo è orrendo se siamo tristi.
Quindi, è il nostro stato interiore che stabilisce
in che tipo di mondo vogliamo vivere.
So che è difficile da accettare questo concetto
perché c'è sempre il mondo esterno che può
condizionarci.
Ma alla base c'è proprio questo, il fatto che è
il nostro stato interiore che costruisce il mondo
in cui viviamo.

martedì 5 agosto 2014

Qualcosa di vivo - Something alive



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5276735-something-alive

E questo accadrà finché sarà un essere senziente,
un essere che ha la sua unicità.
Non so se oltre tutto questo ci sia un'unità più
alta, se c'è una unificazione con il tutto, come alcuni
affermano, e non è di mio interesse scoprire se è
così o meno. Quello che mi interessa è capire e
percepire ciò che sto vivendo, ciò che mi sta portando
avanti nella mia crescita interiore.
Che cosa importa se domani realizzerò qualcosa?
E' oggi che devo esserci, è adesso che devo sentire ciò
che sono, domani forse non esiste nemmeno, forse è
solo una mia illusione.
Ma desso, in questo preciso momento, so di essere
un qualcosa di vivo, un qualcosa di animato che
si guarda attorno e che cerca di interpretare ciò che
sta accadendo.

giovedì 31 luglio 2014

Capacità di osservare - Ability to view



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5094768-ability-to-view

Non possiamo accettare di vivere solo come altri
vogliono farci vivere.
Cercate però di capire che non mi riferisco alle cose
comuni, alle cose necessarie che devono essere fatte.
Mi riferisco al pensiero, alla capacità di osservare,
di capire, di aprirsi a se stessi e di esplorare il mondo
interiore, dove tutto ha un altro sapore e un altro
senso.
Non sto dicendo che si debba smettere di lavorare,
sto dicendo che bisognerebbe capire a cosa stiamo
lavorando e cominciare a renderci conto che ci sono
attività che non fanno bene ne a noi ne ad altri, tranne
che per il fatto che ci danno uno stipendio.
Scegliere che tipo di lavoro si vuole fare davvero,
invece di accettare un posto fisso solo perché garantisce
uno stipendio, ma uccide la nostra umanità.

mercoledì 30 luglio 2014

Il mondo va male ... - The world goes wrong



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5057671-the-world-goes-wrong

E allora dove sta l'Unicità dell'Uomo?
Come possiamo risolvere questo dilemma
dell'esistenza?
Non lo risolviamo.
Lasciamo che le cose vadano così.
Continuiamo a lamentarci del mondo che va male,
delle guerre, del razzismo, della povertà, dell'amore
non corrisposto in un giro che diventa infernale,
rendendoci la vita del tutto inutile di essere vissuta.
Ci troveremo sull'abisso della fine della vita con
la certezza che oltre non può esserci altro che nuovo
dolore, nuova sofferenza. E il peggio è che la troveremo.
Perché rimarremo agganciati a quanto abbiamo costruito
nella vita, rimaniamo agganciati alla sofferenza ed al
dolore, perché conosciamo solo quel modo di essere.
Non permetteremo alla nostra parte interiore di
emergere nemmeno nella morte.
Non possiamo farlo perché significherebbe aver
sofferto per niente, e pur di non ammettere una
sconfitta di una intera vita, la portiamo avanti,
e torniamo a nascere in una nuova, ma già vissuta,
esperienza di sofferenza e di dolore.
E tutto solo perché non vogliamo guardarci dentro
seriamente, solo perché la nostra mente pensante
è così condizionata da non volerne sapere di una
vita nuova e colma di vera gioia.

martedì 29 luglio 2014

Cattivi sussurri - Bad whispers



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5047015-bad-whispers

Eppure, dentro di noi, non c'è altro che la nostra
reale natura, la nostra reale essenza.
E ci sussurra continuamente che è con noi, che
sta con noi, che ci ama, che ci vuole bene.
Ma l'amore che propone non è passionale,
non è legata ad altri, non dipende da nessuno,
e quindi non può  creare conflitti.
Come si può vivere senza conflitti?
Impossibile!
La vita è sofferenza! Siamo nati per soffrire!
Dobbiamo pagare il peccato originale!
Questo ci sussurra la mente pensante, la mente
condizionata.
E noi gli crediamo, preferiamo credere a queste
assurdità piuttosto che rimanere nel silenzio interiore,
dove emergerebbe la nostra vera natura di esseri
veramente fatti di amore e luce.
Non vogliamo essere di amore e luce, questa
è la terribile verità che sorge alla nostra mente.
Non ce ne facciamo niente del vero amore e della
luce della spiritualità!.
Vogliamo soffrire!
E allora ammettiamolo.
Ammettiamolo e cerchiamo la sofferenza senza
più lamentarci di quanto soffriamo.
Invece non riusciamo nemmeno a soffrire senza
lamentarci. Non riusciamo ad accettare la sofferenza
e non riusciamo ad accettare il vero Amore.

lunedì 28 luglio 2014

Uccidiamo noi stessi - We kill ourselves



 Pubblicato su Bubblews -
 http://www.bubblews.com/news/5012889-we-kill-ourselves

Sto parlando della mente come se fosse una specie
di entità all'interno di noi stessi, ve ne siete accorti?
La mente, se osservata, diventa qualcosa di altro.
Se la osserviamo davvero con attenzione, possiamo
scoprire che non è così che la vogliamo, che vorremmo
sentirci più liberi, più capaci.
Ma la mente ci dice che per essere più capaci bisogna
lavorare duro, apprendere nozioni, andare a scuola,
leggere i testi scolastici, imparare sempre di più,
altrimenti nella vita non saprai cavartela.
Da un punto di vista lavorativo, è così, è giusto
apprendere un mestiere, e conoscerne ogni aspetto,
ma dal punto di vista interiore, tutti questi
insegnamenti, sono solo utili alla vita materiale.
Invece se ne fa tutta una vita. Una vita pensando
solo e soltanto al lavoro, al dovere, ai soldi, ai
problemi economici, uccidendo sempre di più
la nostra parte migliore, e diventando sempre più
automi, esseri senza vita, macchine da produzione
e da consumo.
L'Uomo, per essere tale, deve combattere questa
sua oziosità, e deve trovare il modo di integrate
la sua interiorità nella vita di ogni giorno.
Deve trovare il modo di essere in armonia con se stesso,
con quanto vive, con quanto percepisce.
Soffocare ogni istinto interiore in nome di una ricchezza,
che il più delle volte non arriverà mai, non ha senso.

domenica 29 giugno 2014

Aperti a tutto - Open to all



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4106882-constrains-oper-to-all

Certo, ci sono persone normali che dicono di malati
e i diversi, ma poi, alla prova dei fatti, molti li accettano fino
ad un certo punto.
Va bene, ci sono i diversi, ma basta che non sia
in casa mia.
Quando non si hanno diversi in famiglia, viene
difficile accettarli.
Una persona che ragiona in maniera diversa,
una persona che pensa con la propria capacità
interiore, è un diverso, ma è così forte e chiaro
che non lo si può isolare del tutto.
La sua forza sta nell'essere libero anche nell'isolamento.
I diversi spirituali fanno un po' paura, perché si ha
la sensazione che sappiano tutto di te. Ma non è così,
sono semplicemente aperti a tutto e accolgono tutto.

Senza meta - Aimlessly



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4092363-aimlessly

Non ho idea di dove io stia andando, e non mi
interessa particolarmente. Mi interessa che questa
vitalità interiore trovi sempre il suo immenso
spazio, che possa ancora di più cresce e creare
armonia in me e in chi mi sta accanto.
Non ho un obbiettivo da realizzare, non ho
una meta da raggiungere.
Quando mi appare una meta, è perché mi serve
in quel momento per allontanarmi dagli altri,
così prendo a correre in avanti per distanziarmi
e poter rimanere nel mio silenzio.
Gli obbiettivi sono costruzioni che portano
la mente a chiudersi su se stessa, a limitarne
la sua libertà. Un obbiettivo consiste nel portare
la propria mente sempre su quel programma,
a fare di tutto affinché sia raggiunto.
Oggi gli obbiettivi sono diventati una moda.
Qual'è il tuo obbiettivo?
Vuoi raggiungere il tuo obbiettivo?
10 modi per realizzare i tuoi obbiettivi!
E così via.
Gli obbiettivi sono parte del condizionamento
che ci fa incontrare la sofferenza.
Un obbiettivo realizzato non è una meta raggiunta.
E' soltanto un altro stadio dello stesso percorso.
Non ci fermiamo sull'obbiettivo realizzato come
fosse finalmente raggiunta una meta finale, ma
continuiamo a elaborare per tenerlo in piedi.
Non esistono obbiettivi raggiunti.
Anche quando hai preso la Laurea, non hai
raggiunto un obbiettivo finale, ma solo un
inizio di nuovi obbiettivi, di nuovi scopi
e quindi di nuove sofferenze.

sabato 28 giugno 2014

Muovere la curiosità - Move the curiosity



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4084343-constraints-move-the-curiosity

Ci sono voluti anni per capire questo stato interiore,
e ci sono voluti perché sono una persona ignorante
di come sono realmente.
In genere siamo ignoranti di come funzioniamo
veramente. Tutto quello che sappiamo ce lo dicono
gli esperti, gli psichiatri e gli psicologi, ce lo dicono
i sacerdoti e lo Stato, ce lo dicono i predicatori
e le religioni, ce lo dice la Tv e Internet.
Ma noi non abbiamo mai guardato in profondità
per vedere davvero chi siamo.
Fin da bambini ci dicono chi siamo.
Tutti, anche i nostri genitori, i nostri fratelli,
i nostri insegnanti, e noi diventiamo quello
che gli altri ci dicono che siamo.
So che questo concetto è difficile da capire,
e so che molti di voi leggeranno forse uno o due
topic di quanto scrivo e che alla fine, non avranno
capito il vero senso del mio discorso.
Di questo mi dispiace un po', ma allo stesso tempo
credo che sia un bene che almeno qualcosa riesca
a passare, ad essere letto, perché leggere qualcosa
di diverso, smuove qualcosa dentro di noi,
smuove una curiosità, aggiunge qualcosa che un
giorno vi permetterà di costruire un puzzle che
vi farà vedere quanto dico in maniera più chiara.

venerdì 27 giugno 2014

Scrivere per crescere - Write to grow



Pubbicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4058291-write-to-grow

Sta a noi decidere cosa fare, e se siamo liberi,
sappiamo di poter dare qualcosa di positivo agli
altri. Scrivere su Bubblews può essere un modo
per aprirsi alla propria interiorità, un modo per
cominciare a cambiare il nostro mondo interiore
e avvicinarci a noi stessi.
L'esercizio della scrittura è molto potente,
perché ci permette di trasmettere nuove cose
e di scoprile noi stessi, perché quando la mente
è libera, ogni cosa che scriviamo, diventa un
insegnamento anche per noi, ci permette di
capirci meglio, di scoprire parti di noi che
non abbiamo mai approfondito, ci permette di
crescere trasmettendo agli altri la nostra
capacità di essere cercatori della verità.
Ma per fare questo è necessario decidere di
essere sul Sentiero che porta verso la nostra
crescita spirituale, al di là degli insegnamenti
ricevuti dalle istituzioni religiose o dai condizionamenti
sociali. E' un atto di coraggio nei confronti di
se stessi.