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mercoledì 22 febbraio 2017

da Saggezza priva di Saggi


La nostra mente agisce sempre in questi tre campi. Il pensiero si forma e lo osserviamo dandogli attenzione. Quando cominciamo a renderci conto di questo, la mente si sente osservata. Quando la mente è osservata con attenzione, rallenta la produzione dei pensieri e diventano più chiari. Riusciamo a comprenderli anziché lasciare che ci creino confusione. Osservare il pensiero è uno dei principali insegnamenti che ci sono dati nel buddhismo, ma in generale fanno parte di tutte le meditazioni. L’osservazione calma la mente.

lunedì 10 ottobre 2016

Tentativi


Questa foto di Spiaggia di Coaquaddus è offerta da TripAdvisor.


Anni di tentativi.
Anni dedicati alla ricerca, alla scoperta, specialmente a quella interiore.
Meditazione, riti, ritiri, discussioni, letture, pensieri, analisi, concentrazione, visualizzazioni… e tanto altro, per cercare, cercare e cercare.
Visto da adesso.
Cosa cercavo?
L’illuminazione.
Una delle parole che più hanno stimolato la mia mente.
La saggezza.
Un’altra parola magica.
La visione profonda.
Anche questa intrigante.
Ho percorso i meandri della meditazione analitica, della meditazione silenziosa, della meditazione noiosa, della meditazione intelligente e della concentrazione assoluta.
Vista da adesso.
Mi chiedo se mi sia servito a progredire, a migliorare, oppure se non era altro che un attaccarsi a qualcosa per nascondere altro.
Si, perché infondo, ho cominciato a capire qualcosa solo quando ho mollato tutto.
Quando mi sono disfatto, con fatica, di tutti i miei concetti sull’illuminazione, sulle credenze, sulle visualizzazioni, sul buddhismo, sulla vita , sulla morte, sui debiti, sui soldi, sull’amore, sulla compassione, e così via, ho cominciato a sentirmi leggero.
Non illuminato, non saggio, solo leggero.
Questa leggerezza si è aperta nella mia dimensione interiore, e mi trovo, qui. E sto bene.
E non ho interesse per niente altro che non sia la mia piccola lotta interiore per eliminare ogni cosa che tenta di rappigliarmi a qualcosa.
Sto bene. Niente altro.
Mi sento a mio agio.
Svanita la paura di ogni cosa, anche della morte.
Svanita la rabbia per il mondo che non fa quello che volevo io.
Svanita la mia resistenza a me stesso che voleva che facessi delle cose per migliorarmi.
Più niente che si agganci in maniera costante.
Svanite le credenze imposte, e cerco continuamente di distruggere anche quelle che creo io involontariamente.
Ogni concetto che si forma e che inizia a camminare nei miei pensieri, lo distruggo.
Non voglio più niente.
Non ho più bisogno di credere in niente.
La mente non accetta questa condizione. Per questo a volte sono in discussione con essa.
Ma c’è un risvolto anche in questo fatto.
Ho scoperto che la mente, non è una sola.
Ho scoperto che la mente non può creare da sola.
Non può costruire niente, nessun concetto. Nessuna credenza, nessuna fantasia.
Non po’ farlo da sola.
Per farlo ha bisogno di sdoppiarsi, di avere un interlocutore. Ha bisogno di avere qualcuno a cui raccontare le sue creazioni, altrimenti, per chi le fa?
Questo qualcuno è la stessa mente che si sdoppia, tra creatore ed osservatore.
L’osservatore controlla, annuisce, nega, accetta, rifiuta, si congratula, si gratifica, oppure si nega, si rifiuta di proseguire e ti convince a cambiare argomento.
Osservatore ed osservato si aiutano a vicenda, ed intanto consumano ogni stilla di energia interiorei n futili ed inutili tentativi di capire, di creare qualcosa di diverso.
I pensieri continuano ad emergere e a creare nuovi e intensi ragionamenti, nuovo alimento per nuovi giorni pieni di pensieri.
Eppure, i pensieri non sono nuovi.
I pensieri non sono mai nuovi. Sono pensieri già costruiti, già fatti, già vissuti.
Non c’è niente di novo nei pensieri.
Tutti i pensieri che emergono a queste due menti, non sono altro che il frutto di esperienze, di accumulazioni, di ricordi che provengono dalla memoria
Non c’è niente di nuovo nella memoria.
Se è memoria, è qualcosa di già visto, di già vissuto.
La mente non può creare nuovi pensieri. Si deve per forza riferire a quanto ha dentro di sé.
Può modificarli, può comporli in maniera diversa, può metterli  assieme in maniera che appaiano nuove concezioni, nuove credenze, nuova poesia, ma prende ogni cosa in qualcosa di già vecchio, nella memoria.
Quindi, a cosa serve pensare?
Serve a gestire la propria vita sociale, la propria vita materiale.
Interiormente, non ha senso, non serve a niente se non a creare confusione e conflitto.
Eliminare l’osservatore. Non serve.
Se si rimane senza osservatore, non si può più costruire niente. L’osservatore è il tramite tra il presente e i ricordi. Se non si hanno ricordi, non si può costruire. Se non si costruisce si rimane nel presente, se si rimane nel presente, c’è solo una mente, e non ha bisogno di pensare attraverso i ricordi. Riceve le informazioni in termini così immediati, che non si ha bisogno di pensarli, ma diventano azione immediata.
E quindi a cosa serve fare un percorso, se non a convincersi di teorie pazzesche che distruggono vite intere? Un percorso ti obbliga ad anni di pratiche, di studi, di energie date ad altri, di energie sprecate, di energie rubate per mantenere in  piedi strutture che esistono soltanto per consumarci l’esistenza, facendoci credere che senza di esse…..
Non c’è niente.
Ed  è così.
Non c’è niente.
Ed è meraviglioso.

giovedì 18 dicembre 2014

Entrare in Meditazione






La meditazione è sempre stata parte della mia esistenza. Non posso immaginare un’esistenza senza 
la pratica meditativa.

Sono moltissimi anni che pratico, praticamente da una vita, e devo ammettere di avere realizzato molte esperienze profonde ed esaltanti. Ma questo non significa che io abbia realizzato quella che per tutti è nota come Illuminazione.
Posso dire di aver fatto un buon tratto di Sentiero, ma sicuramente mi rimane ancora altro da fare. Non so se poco o molto, ma ho ancora da fare.


In questo fare, in questo andare, per chiunque pratichi la meditazione su un Sentiero Spirituale, è necessario attuare uno degli insegnamenti più importanti del Dharma. Questo insegnamento è quello di praticare la Compassione.


Per esprimere la mia compassione, ho scritto alcune cose.
 
Un primo libro, Il buddhismo per principianti, scritto basandomi sulle domande più ricorrenti che fanno i neofiti sul forum.

Un secondo libro,
buddhismo – scritti e commenti sul forum buddhismoitalia. Che contiene le risposte che ho dato in vari commenti ed in vari argomenti attinenti al Dharma, ed in vari argomenti di comprensione di concetti che spesso appaiono difficili. (presso www.boopen.it- )
Un terzo testo, che è questo ebook
Entrare in meditazione dove ho raccolto una serie di spiegazioni e di esercizi sul come affrontare la meditazione prima ancora di meditare.



 La scelta del giusto Sentiero ci può portare molto velocemente vicino alla meta.

Dobbiamo saper valutare questo importante punto, oppure rischiamo davvero di perdere tempo, ed il tempo, in questa vita, non ci viene più restituito da nessuno.
Quindi dobbiamo avere certezza su:

1) Capire quale è il nostro Sentiero.

2) Capire quale tipo di insegnamento fa per noi.

3) Capire che non tutte le scuole insegnano le stesse cose.

4) Capire quanto siamo disposti ad approfondire il percorso.

5) Capire se vogliamo davvero essere sul Sentiero o se invece cerchiamo soltanto un po' di benessere personale.

6) Scegliere e mettere in atto.



 Lasciate da parte pensieri che vi fanno desistere dall’essere migliori.

Lasciate da parte pensieri che non vi permettono di fare il bene per voi stessi e per tutti gli esseri senzienti.

Non c’è premio più grande nella vita, di rendersi conto di aver vissuto facendo del bene.


Se vuoi cambiare il tuo modo
di guardare al mondo,
regalati questo ebook!

Ogni cambiamento 
si ottiene con una
azione!

Fai adesso la tua
azione per 
cambiare!

 



giovedì 19 giugno 2014

Da solo - Alone



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/3895209-behind-the-mind-alone

Il problema della meditazione a questi livelli,
è che non c'è nessuno che ci possa accompagnare
fino a entrare in questo stato.
Non esistono pratiche capaci di portarti dentro te stesso,
ci devi entrare con le tue sole capacità.
Quello che gli altri possono fare, è di darti spiegazioni,
esempi, emozioni, fino a farti capire come agire,
o meglio, come non agire, per acquisire questa esperienza.
Non esiste il guru che ti da l'Illuminazione.
Siamo noi che dobbiamo realizzarla.
Anche se la storia ci parla di grandi discepoli
che parlano dei loro maestri come fossero stati
degli dei, è solo una forma di rispetto nei confronti
di chi li ha aiutati, ma non sono i maestri che ti danno
questa esperienza, sei tu che devi trovare il modo di
accedere e viverla direttamente.
Le grandi scuole antiche, come il buddhismo,
i Sufi, alcune scuole Indiane molto importanti,
danno questi insegnamenti, che non richiedono
grandi conoscenze filosofiche, ma semplicemente
la capacità di stare nel silenzio della propria
mente.

mercoledì 18 giugno 2014

Dietro la Mente - Behind the mind




Pubblicato su Bubblews -

Sicuramente avete tutti sentito parlare di meditazione.
E' una parola molto diffusa e fa parte ormai di tutte
le lingue.
E' entrata a far parte del linguaggio comune negli
ultimi anni del secolo scorso, con la diffusione
del buddhismo in occidente.
Naturalmente era già una parola in uso, ma il
senso che si dà oggi a questa parola, ci viene dalla
cultura orientale.
Quando si pensa alla meditazione, viene spontaneo
immaginare un monaco o una persona seduta a
gambe incrociate, con le mani appoggiate sulle gambe.
E' l'immagine del Buddha.
L'invasione del Tibet da parte della Cina,
ha creato una fuga di migliaia di tibetani, molti dei
quali monaci, che spostandosi in Occidente, hanno
permesso di conoscere molte cose del buddhismo.
Il buddhismo si é ormai diffuso in quasi tutte le nazioni
Occidentali, ed è praticato da molte persone.
Tutto questo ha portato molti a cercare di capire
che cosa sia la meditazione e come praticarla.
Proverò a darvi una interpretazione un po' diversa
da quello che viene comunemente diffuso, che non
sempre corrisponde al vero.