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lunedì 27 febbraio 2017

Quando la nave affonda ....





Un tempo si diceva: quando la nave affonda, i topi fuggono. Ma si portano via il formaggio, aggiungo io.
Se una nave affonda, non credo che fuggano solo i topo, ma tutti, anche i gatti e le volpi.
Siamo una Nazione allo sfascio, non solo allo sbando.
Non so se la nostra classe politica sia la peggiore d’Europa, la maggioranza dei giornali e delle tv, ci dicono continuamente che è così, ma a prescindere da questo, è evidente che non fanno niente per dimostrarci il contrario. Ormai credo sia chiaro ai molti che la politica impostata da questa Europa economica funziona alla grande solo per il sistema finanziario e che per i popoli è un condanna alla schiavitù. La grande Germania, che tanto vanta le sue eccellenti qualità, sta lentamente, più lentamente di altre Nazioni, prendendo la china verso il basso. Travate diverse informazioni che lo dimostrano. Il Potere Finanziario, non ha Nazione, non ha animo, non ama il popolo, ma soltanto l’utile. Gli utili li fanno togliendoci quanto abbiamo faticosamente conquistato con il nostro lavoro e i politici, che ricevono una fettina di questa torta, eseguono leggi che gli facilitano il compito, e anche loro, benché dovrebbero essere i ‘volontari’ che si offrono di farci del bene, si dimenticano di noi come esseri umani, come appartenenti a questa Nazione, come coloro che operano per farla restare a galla.
E’ un gioco al massacro, per usare una frase fatta. Non possono darci una unica mazzata per farci fuori perché gli serviamo ancora, ma sono quasi convinto, che se potessero, ci eliminerebbero tutti. Il più delle volte non gli serviamo a niente. Ci sopportano perché ancora non siamo diventati dei veri rompiscatole e non scendiamo nelle piazze a fare casino. Ci tengono legati alle informazioni controllate. Nessuno sa veramente in che condizioni siamo, e da quello che vedo, fanno di tutto per non farcelo sapere.

La Finanza ha preso il Potere. Non è più una supposizione, questa epoca è in mano ai potenti della Finanza economica. Scalzata l’ideologia politica, scalzata la religione o quasi, rimangono solo loro. Il popolo, di cui tanto si scrive nelle costituzioni, è un numero che serve per fare statistiche o al massimo per giocare assieme a superenalotto, al lotto, a gratta e vinci e a vediamo chi vince le  prossime elezioni. Tutti giochi costruiti per far vincere sempre il banco. Ogni tanto ci dicono che abbiamo vinto noi. Ma ho seri dubbi che ciò accada veramente.

domenica 21 settembre 2014

Senza di loro - Without them



 http://www.bubblews.com/news/7761499-without-them

La creazione delle strutture sociali ha imposto
un certo modo di stare insieme, e questi modo,
infondo, non sono altro che le cose che ognuno
di noi vuole: serenità, rispetto, onestà.
Erano le basi del vivere insieme, ma poi è arrivata
la politica e ci ha detto che per mantenere la
serenità si doveva fare la guerra al nostro
confinante, che per avere rispetto dovevamo
armarci fino ai denti e che per mantenerci
onesti dovevamo comprarci i politici di altre
nazioni.
Mi appare così semplice che è assurdo.
Ma è andata proprio così. Ci hanno convinti che
avevamo bisogno di una montagna di cose che
non servivano ad altro che a condannarci ad una
vita di schiavitù sotto il loro dominio.
E siccome ha funzionato, loro pensano di essere
davvero degli dei che abbiano il dovere di
dominarci.
Senza di loro, noi non sapremmo fare nulla.
Senza di loro, noi saremmo senza futuro,
moriremmo tutti di fame.
Senza di loro non ci sarebbe alcuna civiltà.
Questi sono i loro pensieri, e vivono pensando
che sia davvero in questo modo.


martedì 12 agosto 2014

Il governo dei governi - The government of governments



http://www.bubblews.com/news/5571166-the-government-of-governments

Il governo mondiale non è più una fantasia
di pochi paranoici, ormai credo che sia evidente
che tutte le forze economiche del pianeta
stiano operando con questo unico scopo.
Per alcuni può essere una buona cosa che ci sia
un governo mondiale, perché saranno i quadri dirigenti
che occuperanno i posti di potere più o meno
importanti, ma per il popolo, per chi non avrà
un posto importante, ci sarà solo una forma di
schiavitù terrificante.
Mi auguro che le forze positive, quelle veramente
positive, possano ostacolare questo futuro
così negativo per la gente comune.
Mi auguro che le forze positive che ancora
riescono a resistere, si facciano carico di
attuare metodi e sistemi che possano
fermare questa macchina di morte che
sta operando ormai da secoli contro
la vita della gente comune.

Artefatto - Artifact




Ci vantiamo spesso della nostra naturalezza,
della nostra sensibilità, della nostra intelligenza,
ma non siamo in grado di comprendere che tutto
questo non è ciò che siamo veramente,
ma ciò che abbiamo costruito, ciò che altri hanno
stabilito per noi.
Ci viene raccontato che la storia è la nostra radice
culturale, che il nostro passato è importante
perché è da lì che viene il nostro carattere,
ma non ci credo più.
Io credo che il carattere, che il nostro modo di
vivere, di capire, di concepire, sia un artefatto,
un falso micidiale che ci sta portando alla
più terribile delle schiavitù, sotto il dominio
di chi conosce come stanno le cose.


martedì 5 agosto 2014

Cose terribili - Terrible things



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5263502-terrible-things

Ma l'Uomo non potrà mai accettare la propria schiavitù
dettata da altri esseri, che siano umani o inumani, poco
importa. A lungo andare si ribellerà con ogni mezzo che
troverà a disposizione, compresa quella di diventare
un assassino fuori di testa.
Se non si ribella per coscienza, per conoscenza, perché
ha capito, si ribellerà perché la sua mente si spegnerà,
e allora accadranno cose terribili.
Non si può tenere l'Uomo sempre sotto pressione,
prima o poi esplode.
Sapiamo già che la storia ci porta molti esempi di
rivoluzioni sanguinose in ogni parte del mondo.
Spesso accadono perché la gente non ne può  più.
Erano i tempi delle rivoluzioni che si scatenavano dopo
periodi di crisi, specialmente quando i potenti, pur di
mantenere il loro altissimo tenore di vita, affamavano
i popoli, portandoli alla miseria più nera.
Allora il popolo si sollevava, e diventava una forza
distruttrice.

mercoledì 12 marzo 2014

In internet

internet



Viaggio in internet, scavo tra le pagine scritte da molte persone.

Cerco di capire quale differenza vi è sotterrata tra il mio pensiero, il mio guardare al mondo e quello degli altri.

Differenze.

C'è una differenza incredibile nella visione dei mondi che viviamo.

C'è il personaggio contro tutto, quello che ama, quello che medita, quello che guarda sorpreso alla bellezza del mondo. Quello che vive nella tristezza, quello che lavora, lavora, lavora.

C'è il personaggio che vive in un mondo di fantasia, dove ogni cosa deve essere bella. C'è quello che guarda e inorridisce alle brutture del mondo, e c'è quello che urla la sua impotenza con forza e rabbia.

Trovo chi cerca di farci capire un messaggio d'amore universale e quello che è arrabbiato per un tradimento.

E c'è quello che piange, perché vede la sofferenza degli altri e non sa come fare per alleviarla.

In internet c'è una miriade di sentimenti.

Ci sono quelli che amano scrivere che i politici sono tutti da eliminare, che sono ladri senza cuore, che pensano solo a se stessi.

Ci sono quelli che la politica è l'unica arma che abbiamo per combattere, e ci sono quelli che l'unica soluzione è il proprio partito.

In internet ci sono gli studiosi, quelli che attraverso l'analisi dei tempi, rivelano soluzioni possibili, e quelli che sotto, gli scrivono che non è vero.

Ci sono persone che cercano soluzioni e le propongono, ma nessuno è creduto, nessuno è ascoltato.

In internet ogni persona è un mondo che non emerge.

Ognuno cerca di trovare il proprio spazio per poter dire ciò che pensa sarebbe più giusto in un mondo allo sbando. Ognuno viene boicottato. Non ascoltato.

In internet ognuno ha la verità in tasca e nessuno lo ascolta.

In internet sta sorgendo una rabbia sempre più evidente e sempre più presente.

Una rabbia contro. Contro ogni cosa, Perché le cose non vanno bene al di fuori di internet. Le cose non vanno bene.

Sorge una rabbia fatta di parole legate a sentimenti, al vivere quotidiano che ci stringe sempre più  in una morsa di impotenza.

C'è rabbia, forse odio, sicuramente c'è lo sforzo di prendere coscienza di qualcosa che si sta muovendo.

C'è paura di non farcela.

Serpeggia una forma di ribellione silenziosa che non trova spazio nella realtà esterna. Ma cresce.

Ho come l'impressione che il cuore si stia riempiendo di qualcosa di violento, che aspetta solo di trovare uno spunto per emergere ed esplodere in tutta la sua forza.

E' una forza distruttrice. Una forza che vuole "altro". Un bisogno di cambiamento, di liberazione, di crescita.

In internet c'è il mondo che "va bene così". Ma sono sempre di meno.

C'è l'appassionato di cronaca nera, dove ogni delitto è spunto di discussione con finale "la pena di morte".

C'è il politico che ha rubato ma è solo indagato e quindi innocente fino a prova contraria.

O anche i grillini che mandano tutti a quel paese.

E ci sono i giornalisti, che danno notizie su notizie, spesso corrette o solo volutamente ingannevoli, non chiare.

C'è un mondo che marcisce sotto un cumulo di riflessioni che hanno il solo scopo di farti accettare un'idea che loro hanno, e che sanno che funzionerà.

Ci sono i guru della salvezza, con consigli sul come potremmo salvarci da uno stato nemico.


Gli economisti che hanno capito tutto e che sanno come risolvere i problemi economici delle nostre famiglie.

In internet puoi trovare anche i "dieci consigli per guadagnare", che poi siano etici o meno non ha importanza.

E c'è il grande business degli affari a "buon prezzo".

E ci sono anche i grandi politici che "impongono" la loro visione, che spesso si aiutano anche attraverso i giornali e la tv per farti capire quanto hanno ragione.

Ma quello che non trovo in internet e la vita reale.

Non sento l'odore del tuo sudore. Non sento il tuo respiro affannato. Non percepisco il tuo umore di questo momento.

Quello che non c'è su internet è la tua sofferenza o la tua gioia che mi colpisce empaticamente.

Forse, a volte si, per un attimo. Il tempo di un click del mouse. Ma subito dopo svanisce dinanzi ad un budino spigato passo passo in "dieci consigli per farlo dimagrante".

E malgrado tutto, ci sono dentro. Vi cerco, vi leggo, vi analizzo. Spero che qualcuno tra di voi, possa darmi un motivo migliore per andare avanti.

Oppure spero che continuando a scrivere, sia io a darvene uno.

In qualsiasi caso, non permettiamo a nessuno di metterci sopra le mani con leggi, restrizioni, censure e quant'altro possano immaginare tutti quelli che in internet ci vedono solo il male, perché internet non è il male.

Il male è quello che viene costruito dai signori che ci governano per indurci a più miti consigli.

In internet c'è anche chi non ama la schiavitù.