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lunedì 24 novembre 2014

129 - Che sia condannato a morte! - That it is condemned to death

 

http://www.bubblews.com/news/9516371-129-that-it-is-condemned-to-death

Questo disse Alalu al suo processo.
“Io Alalu, scoprì la salvezza per Nibiru sul pianeta
straniero. Mi fu promesso di fare ritorno a Nibiru per poter lealmente
riconquistare il trono!
Giunse poi Ea sulla Terra, vene designato a regnare in virtù
di un compromesso. Giunse poi Enlil, rivendicando per sé
la successione da Anu.
Poi venne Anu, tirando a sorte ingannò Ea, proclamò
Enlil Signore della Terra. Enki venne relegato nelle terre
dell'Abzu. Il mio figlio acquisito veniva trattato come
niente. Il mio cuore era per questo molto addolorato, il mio
petto scoppiava dalla vergogna e dalla rabbia. Poi Anu
mise il piede sul mio petto, calpestava il mio cuore
infranto.”
Anu prese la parola.
“Ottenni  il trono per seme regale e per legge. Lo ottenni
in seguito ad una lotta leale. Con un morso hai staccato
il fallo, per interrompere la mia discendenza!”
Parlò Enlil.
“L'accusato ha ammesso la sua colpa. Che sia condannato
a morte!”

domenica 23 novembre 2014

126 - Azzannò il membro di Anu - Bit into the member Anu



 http://www.bubblews.com/news/9509630-126-bit-into-the-member-anu

Anu guardò per un attimo il suo rivale steso
a terra, il suo piede premeva ancora, tenendo
in mano la sua vita.
Poi allentò la presa e lo lasciò libero.
“Io sono il Re!” disse ancora Anu.
Come un fulmine Alalu si sollevò da terra.
Afferrò Anu alle gambe e lo fece cadere.
La sua bocca era spalancata, e con
incredibile velocità azzannò il membro
di Anu.
Lo staccò con violenza e lo ingoiò con
rabbia.
Anu urlò il suo dolore, un grido come fosse
un animale ferito e si accasciò al suolo.
Enki corse verso Anu, Enlil afferrò Alalu
e lo teneva prigioniero.
Alalu rideva trionfante.
Gli eroi presero subito Anu e lo condussero
alla sua capanna, parole di maledizione
indirizzò ad Alalu.
“Che giustizia sia fatta! - disse Enlil – Che Alalu
sia ucciso con la sua arma che Irradia!! “

sabato 22 novembre 2014

122 - Fratellastri - Half brothers



 http://www.bubblews.com/news/9497125-122-half-brothers

Nell'udire quelle parole, Enlil si infuriò.
“La divisione dei compiti è errata! - così disse rivolgendosi
al padre – Sono il migliore nel comandare e nel far eseguire
le mansioni, conoscenza delle navi celesti ho acquisito.
Ea, il mio fratellastro conosce bene la Terra e i suoi segreti.
Lui ha scoperto l'Abzu, che sia lui il signore di Abzu!”
Anu ascoltò con attenzione le parole piene di rabbia:
i fratelli erano tornati fratellastri.
Il primogenito e l'Erede Legittimo stavano combattendo,
usando le parole come armi.
Ea era il primogenito, generato da Anu con una concubina.
Enlil era nato in seguito da Anu e dalla sua sposa Antu, che
era anche sua sorellastra, perciò, Enlil era l'Erede al Trono.
Il figlio nato dopo, scavalcava il primogenito nella
successione.
Anu temeva un conflitto tra i due. Avrebbero potuto mettere
in pericolo la missione, l'oro.
Anu sapeva di non poterli lasciare tutti e due sulla Terra.
Doveva riportarne uno su Nibiru.
Ma quando parlò, disse qualcosa di sorprendente.





martedì 5 agosto 2014

Rabbia - Anger



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5285210-anger

Se osserviamo la nostra esistenza in maniera critica,
attenta, analitica, scopriamo veramente che il mondo
è diverso da quello che appare nella vita quotidiana.
La sua differenza non è nelle forme, non è negli oggetti,
ma è nella nostra interpretazione, nel modo che utilizziamo
per osservare, nello stato d'animo in cui ci troviamo
e nelle informazioni che abbiamo quando stiamo
osservando.
Ci sono momenti che siamo veramente arrabbiati,
e se ricordiamo un tale momento, possiamo fare
una breve analisi di quello che stavamo percependo
in quel momento.
Il mondo ci era contro, ogni cosa si è messa insieme
per farci arrabbiare, ogni parola sentita, ogni oggetto
fuori posto, era stato messo lì per aumentare la nostra
rabbia.
La sensazione interiore era che il cielo si era oscurato,
che tutto attorno a noi aveva il colore della rabbia,
e ogni cosa che altri provavano a fare per farci
calmare, alimentavano questa rabbia.
La base mentale era che non ti capivano, e che eri
costretto ad arrabbiarti per farti capire. Dovevi urlare
la tua certezza.
In quel momento, il mondo era cattivo, oscurato,
arrabbiato.

mercoledì 12 marzo 2014

In internet

internet



Viaggio in internet, scavo tra le pagine scritte da molte persone.

Cerco di capire quale differenza vi è sotterrata tra il mio pensiero, il mio guardare al mondo e quello degli altri.

Differenze.

C'è una differenza incredibile nella visione dei mondi che viviamo.

C'è il personaggio contro tutto, quello che ama, quello che medita, quello che guarda sorpreso alla bellezza del mondo. Quello che vive nella tristezza, quello che lavora, lavora, lavora.

C'è il personaggio che vive in un mondo di fantasia, dove ogni cosa deve essere bella. C'è quello che guarda e inorridisce alle brutture del mondo, e c'è quello che urla la sua impotenza con forza e rabbia.

Trovo chi cerca di farci capire un messaggio d'amore universale e quello che è arrabbiato per un tradimento.

E c'è quello che piange, perché vede la sofferenza degli altri e non sa come fare per alleviarla.

In internet c'è una miriade di sentimenti.

Ci sono quelli che amano scrivere che i politici sono tutti da eliminare, che sono ladri senza cuore, che pensano solo a se stessi.

Ci sono quelli che la politica è l'unica arma che abbiamo per combattere, e ci sono quelli che l'unica soluzione è il proprio partito.

In internet ci sono gli studiosi, quelli che attraverso l'analisi dei tempi, rivelano soluzioni possibili, e quelli che sotto, gli scrivono che non è vero.

Ci sono persone che cercano soluzioni e le propongono, ma nessuno è creduto, nessuno è ascoltato.

In internet ogni persona è un mondo che non emerge.

Ognuno cerca di trovare il proprio spazio per poter dire ciò che pensa sarebbe più giusto in un mondo allo sbando. Ognuno viene boicottato. Non ascoltato.

In internet ognuno ha la verità in tasca e nessuno lo ascolta.

In internet sta sorgendo una rabbia sempre più evidente e sempre più presente.

Una rabbia contro. Contro ogni cosa, Perché le cose non vanno bene al di fuori di internet. Le cose non vanno bene.

Sorge una rabbia fatta di parole legate a sentimenti, al vivere quotidiano che ci stringe sempre più  in una morsa di impotenza.

C'è rabbia, forse odio, sicuramente c'è lo sforzo di prendere coscienza di qualcosa che si sta muovendo.

C'è paura di non farcela.

Serpeggia una forma di ribellione silenziosa che non trova spazio nella realtà esterna. Ma cresce.

Ho come l'impressione che il cuore si stia riempiendo di qualcosa di violento, che aspetta solo di trovare uno spunto per emergere ed esplodere in tutta la sua forza.

E' una forza distruttrice. Una forza che vuole "altro". Un bisogno di cambiamento, di liberazione, di crescita.

In internet c'è il mondo che "va bene così". Ma sono sempre di meno.

C'è l'appassionato di cronaca nera, dove ogni delitto è spunto di discussione con finale "la pena di morte".

C'è il politico che ha rubato ma è solo indagato e quindi innocente fino a prova contraria.

O anche i grillini che mandano tutti a quel paese.

E ci sono i giornalisti, che danno notizie su notizie, spesso corrette o solo volutamente ingannevoli, non chiare.

C'è un mondo che marcisce sotto un cumulo di riflessioni che hanno il solo scopo di farti accettare un'idea che loro hanno, e che sanno che funzionerà.

Ci sono i guru della salvezza, con consigli sul come potremmo salvarci da uno stato nemico.


Gli economisti che hanno capito tutto e che sanno come risolvere i problemi economici delle nostre famiglie.

In internet puoi trovare anche i "dieci consigli per guadagnare", che poi siano etici o meno non ha importanza.

E c'è il grande business degli affari a "buon prezzo".

E ci sono anche i grandi politici che "impongono" la loro visione, che spesso si aiutano anche attraverso i giornali e la tv per farti capire quanto hanno ragione.

Ma quello che non trovo in internet e la vita reale.

Non sento l'odore del tuo sudore. Non sento il tuo respiro affannato. Non percepisco il tuo umore di questo momento.

Quello che non c'è su internet è la tua sofferenza o la tua gioia che mi colpisce empaticamente.

Forse, a volte si, per un attimo. Il tempo di un click del mouse. Ma subito dopo svanisce dinanzi ad un budino spigato passo passo in "dieci consigli per farlo dimagrante".

E malgrado tutto, ci sono dentro. Vi cerco, vi leggo, vi analizzo. Spero che qualcuno tra di voi, possa darmi un motivo migliore per andare avanti.

Oppure spero che continuando a scrivere, sia io a darvene uno.

In qualsiasi caso, non permettiamo a nessuno di metterci sopra le mani con leggi, restrizioni, censure e quant'altro possano immaginare tutti quelli che in internet ci vedono solo il male, perché internet non è il male.

Il male è quello che viene costruito dai signori che ci governano per indurci a più miti consigli.

In internet c'è anche chi non ama la schiavitù.