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lunedì 24 novembre 2014

130 - Morirà in esilio, che questa sia la condanna - He will die in exile, that this is the condamnation



 http://www.bubblews.com/news/9516951-130-he-will-die-in-exile-that-this-is-the-condemnation

Il processo ad Alalu si svolgeva in una atmosfera di
grande attenzione e di emozioni.
“Che la punizione sia la morte!” disse Enlil.
“Morte!” disse Alalgar.
“Morte!” disse Abgal.
“Morte!” disse Nungal.
“La morte colpirà comunque Alalu, - disse Enki – ciò che
porta nelle sue interiora gli porterà la morte.”
“Che Alalu resti in prigione sulla Terra fino alla fine
dei suoi giorni!” disse Anzu.
Anu ponderava quelle parole, il suo animo era combattuto
tra collera e pietà.
“Morirà in esilio, che questa sia la condanna!” disse Anu.
I giudici rimasero stupiti. Si guardavano e riflettevano su
quanto Anu aveva detto.
“L'esilio non dovrà essere ne sulla Terra, né su Nibiru. - continuò Anu -
Lungo la rotta c'è un pianeta, Lahmu.(Marte), che di acque è dotato.
Avevo pensato a quel pianeta come a una stazione
di passaggio. La forza della sua rete è minore di quella
della Terra, vantaggio da valutare con saggezza. A bordo
del Carro Celeste Alalu verrà portato. Quando partirò
compirà il viaggio con me. Doneremo ad Alalu una camera
celeste e verrà fatto discendere su Lahmu. Da solo sarà in esilio
su un pianeta sconosciuto, In solitudine conterà i suoi giorni
fino all'ultimo!”

129 - Che sia condannato a morte! - That it is condemned to death

 

http://www.bubblews.com/news/9516371-129-that-it-is-condemned-to-death

Questo disse Alalu al suo processo.
“Io Alalu, scoprì la salvezza per Nibiru sul pianeta
straniero. Mi fu promesso di fare ritorno a Nibiru per poter lealmente
riconquistare il trono!
Giunse poi Ea sulla Terra, vene designato a regnare in virtù
di un compromesso. Giunse poi Enlil, rivendicando per sé
la successione da Anu.
Poi venne Anu, tirando a sorte ingannò Ea, proclamò
Enlil Signore della Terra. Enki venne relegato nelle terre
dell'Abzu. Il mio figlio acquisito veniva trattato come
niente. Il mio cuore era per questo molto addolorato, il mio
petto scoppiava dalla vergogna e dalla rabbia. Poi Anu
mise il piede sul mio petto, calpestava il mio cuore
infranto.”
Anu prese la parola.
“Ottenni  il trono per seme regale e per legge. Lo ottenni
in seguito ad una lotta leale. Con un morso hai staccato
il fallo, per interrompere la mia discendenza!”
Parlò Enlil.
“L'accusato ha ammesso la sua colpa. Che sia condannato
a morte!”

lunedì 17 febbraio 2014

Condannato il blogger!


Condannato il blogger -

Un blogger condannato a un anno di reclusione per diffamazione.
I fatti.
Ha riportato alcuni fatti presi da un giornale sul suo blog, ma lui non è un giornalista. Il giornalista, anche lui denunciato, ma assolto, perché il fatto non sussiste.

Ora, sei io commento un fatto che apprendo dai giornali, online o meno, o dalla tv, o dalla radio sul mio blog, rischio una denuncia.
E a quanto pare, una condanna.
Adesso, visto che ho letto la notizia online, come faccio spesso, inserisco nel mio articolo un link che porta alla fonte della notizia che sto commentando: Il FattoQuotidiano 
Non ho letto l'articolo originale del blogger incriminato, ma stando alla sentenza ho la stessa impressione che cita l'articolo, cioè che se sei giornalista iscritto all'albo vieni assolto, se sei un commentatore senza albo, vieni condannato.
Le leggi appaiono  così contorte alla piccola logica di noi non iscritti all'albo che ogni cosa che scriviamo potrebbe essere intesa in negativo e quindi incorrere in varie disgrazie giudiziarie.
Ma se non ci possiamo permettere di commentare, o anche di criticare fatti attuali del nostro tempo, cosa possiamo fare?
Tacere?
Non interferire in nulla?
E' chiaro che non intendo che si possa andare a scrivere che tizio è colpevole se non si hanno prove, ma posso scrivere che a me appare tale?
Il mio giudizio non è di condanna, non sono un giudice che ha tutte le prove per decidere, ma un'opinione la si può esprimere liberamente senza che ci sia la paura di finire in galera?
C'è ancora libertà di opinione?
Se non c'è fatemelo sapere che smetto di scrivere, smetto di pensare, smetto di capire, smetto di cercare di spiegare a me stesso in primis cosa sto vivendo nel mio tempo e mi ritiro, silenzioso e mesto, in un monastero, possibilmente medievale, in modo che possa sentirmi in sintonia con i tempi e le leggi.