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venerdì 17 febbraio 2017

Saggezza priva di Saggi

                                                         da Saggezza priva di Saggi


Quando non vi aspettate niente da nulla e da nessuno, la mente si quieta. E si vive liberamente.

mercoledì 18 gennaio 2017

Tempo e niente -



Affaccendato il faccende di vario valore, mi sono reso conto di quanto tempo si perde in attesa.
Accendo il computer, e ci vuole tempo, anche perché è un po' datato. Accendo lo smartphone e ci vuole il suo tempo. Il televisore, che forse è il più veloce ad accendersi, non ce l'ho. A volte scarico un programma, e ci vuole tempo. Apro delle pagine in internet e a volte ci vuole tempo. Chiamo qualcuno, e ci vuole tempo perché mica si risponde subito subito. Nemmeno io rispondo subito, e perdo tempo. Quando faccio la spesa, perdo tempo a osservare cose che poi non mi interessano, e perdo tempo a fare la fila alla cassa. Perdo tempo dal dentista, però sono contento perché ho racimolato il tanto per andarci. Perdo tempo a pensare a cosa scrivere, perché voglio scrivere, ma non sempre il pensiero parte con l'intenzione. Perdo tempo intanto che aspetto che la pentola bolle per metterci la pasta, ma poi lo recupero mangiando velocemente.
Ci sono tantissime altre attività normali che mi portano a perdere tempo.
Eppure, sappiamo che il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo, perché non ritorna più, una volta consumato, quel secondo non c'è più.
Si, sono manciate di secondi dedicate a cose che consideriamo necessarie o quasi, ma addizionandoli, quanto tempo sto perdendo?
Se mi siedo sul divano per rilassarmi, senza fare altro che socchiudere gli occhi, so che non sto perdendo tempo, perché ho fatto una scelta, ma se il tempo me lo rubano gli oggetti, le situazioni, le scelte sbagliate, sto perdendo tempo.
Mantengo un buon atteggiamento in ogni situazione, so che in questa società, gli oggetti, specie quelli tecnologici, sono creati quasi con l'intenzione di farci perdere tempo, di farci dimenticare ogni cosa per dedicarci soltanto alle futilità della vita, tanto che ci stiamo abituando così tanto a esse, che se ci mancano si comincia a dar fuori di testa. Pensate se andasse via la corrente per alcune ore, se per alcune ore nessun prodotto di comunicazione tecnologica non funzionasse più. Sarebbe una tragedia di portata catastrofica. Niente telefonate, niente messaggi, niente whatsapp, niente foto o video, niente internet. Tragedia tremenda. Come si può vivere senza queste cose?
Io mi chiedo, come si può vivere con queste cose? Come stiamo vivendo? Dove stiamo mettendo il nostro tempo? Siamo sicuri di aver scelto tutto questo? Oppure altri, hanno scelto per noi?
Si dice sempre che la tecnologia non si può fermare. Perché? E' una legge divina? E' una legge della Natura?
No, non intendo fermare la tecnologia. Non sono contro la tecnologia, anzi la uso, in genere non sono proprio contro niente.
A volte, osservandomi, mi rendo conto che sono solo un osservatore. Osservo l'andare di ogni cosa, anche di me stesso. Partecipo poco, ma ci sono. Rimango un po' laterale, non prendo posto al centro. Il centro non lo vedo, mi appare come una condizione di affollamento attorno a niente.

E in quel niente vedo il tempo che si perde in niente.

lunedì 10 novembre 2014

82 - Niente da interpretare - Nothing to interpret



http://www.bubblews.com/news/9358116-82-nothing-to-interpret

Anche per quanto riguarda i Pianeti si ottiene
confusione, perché i nomi cambiano, ma indicano
sempre gli stessi pianeti nel significato.
Confrontando le Tavolette con la Bibbia e con
altri Testi Sacri, si ottengono le stesse informazioni,
e spesso, l'uno aiuta l'altro a chiarire meglio
che cosa sia accaduto nei tempi passati.
Sicuramente, leggendo questa specie di riassunto
che sto facendo, non pretendo di spiegare quanto
accaduto, ma soltanto offrire all'appassionato
indicazioni sufficienti per farsi una idea di quanto
è avvenuto fin dall'origine dell'Umanità, perché conoscendo,
si possa avere la possibilità di comprendere i molti
perché della Vita.
Non intendo nemmeno offrire un punto di riferimento
da fare paura, assolutamente no.
Non è per spaventare che sto scrivendo, ma per
avere una visione diversa, e  per me più accettabile,
di quanto avvenuto nell'esistenza umana.
Tutte cose che ci sono state già dette dai testi sacri,
ma che in qualche modo, ci hanno sempre insegnato
che non bisognava accettarli così come scritti, ma
era necessaria una “interpretazione” dagli esperti,
mentre adesso, si scopre che non c'era niente da
interpretare, e già tutto scritto a chiare lettere.

giovedì 16 ottobre 2014

26 - Il 10° Pianeta - The 10th planet



 http://www.bubblews.com/news/8932328-26-the-10th-planet

Questa interpretazione della Creazione, si ritrova
spesso in diversi testi Sumeri, non solo nelle
Tavolette, ed una spiegazione di questo evento
si trova anche nella Genesi.
Inserendosi con forza nel Sistema Solare,
Nibiru, che come ho già detto era chiamato
dai babilonesi Marduk, diventa quindi il
10° Pianeta del nostro Sistema Solare.
In una Tavoletta, che ha portato l'archeologo
Zecharia Sitchin ad essere deriso dall'archeologia
ufficiale, appaiono disegnati 12 Pianeti.
Ma all'epoca in cui questa scoperta era stata
fatta, non si avevano prove dell'esistenza di
Nettuno e Plutone, quindi non è stato creduto
ed è passato per essere uno scrittore di fantasie
archeologiche.
Ma quando questi due Pianeti sono stati poi
scoperti, così come erano descritti nella
Tavoletta, e quindi dimostrato con tutti
i criteri scientifici richiesti, non c'è stato
nessun riconoscimento a questa scoperta
da parte di Zecharia Sitchin.
L'archeologia ufficiale continua, ancora oggi,
a far finta di niente, almeno ufficialmente.

sabato 4 ottobre 2014

Rimanere inermi - Remain incactive



 http://www.bubblews.com/news/8478281-remain-inactive

Per me è triste che ci siano persone che preferiscono
non sapere. E' come gettare la spugna sul ring.
Come ritirarsi e avviarsi verso la morte senza
cercare di capire niente del perché siamo qui.
Si fugge da ogni novità particolare, da ogni informazione
che non sia preconfezionata e distribuita
dagli enti preposti all'informazione.
Eppure, abbiamo così tante informazioni oggi, che
potremmo facilmente cominciare a capire che
le cose non stanno come vogliono farci credere.
Per rimanere agganciati ad una vita senza emozioni,
senza conoscenza, basta stare da una parte, senza
mai partecipare ad una discussione, senza mai
prendere una posizione coerente con i propri
pensieri, e lasciare che altri decidano sempre.
E' questo che vogliono i politici, i potenti, che non
si entri nel merito  dei fatti, che non si discuta più
di tanto, che l'informazione che ci danno loro,
ci basti.
Ma non tutti sono disposti a rimanere inermi,
non tutti accettano le cose calate dall'alto.
Ci sono modi e mezzi per controbattere a
queste imposizioni, e la più importante
è sicuramente l'apertura della propria coscienza.
La capacità di aprire la propria coscienza e di
farla espandere, senza confini, fino a riuscire
a sentirsi aperti e liberi, fino a lasciare che le
novità, che le nuove idee trovino accesso
dentro di noi.

sabato 5 luglio 2014

Niente è impossibile - Nothing is impossible



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4274938-dualism-nothing-is-impossible

Quando si sa di non sapere, ogni cosa può essere
possibile, e quindi non si nega niente.
Ogni informazione appresa, anche la più assurda,
non viene negata da una mente libera. Viene solo
osservata. Può servire per la mia evoluzione?
Si?
Bene, si analizza, si scava, si cerca di darle una
forma e un posto nella realtà, altrimenti la si lascia
in uno stato di attesa, nei ricordi. Se sarà importante,
riemergerà al momento opportuno, ma non si nega,
non si dice: è impossibile.
Perché nulla è impossibile.
Impossibile è il limite che noi mettiamo alle cose
da credere e alle cose da non credere.
Impossibile è il nostro modo di giudicare le cose
in base alle nostre conoscenze e alle nostre credenze.
Impossibile è qualsiasi cosa che non riusciamo a far
entrare in uno schema predefinito della nostra mente.

martedì 1 luglio 2014

Se non hai niente ... If you have nothing ...



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4163753-constrains-if-you-ave-nothing

L'attaccamento alle cose è, dunque, un modo
terribile per tenerci sotto ricatto. Se non hai niente
non ti toccano, nemmeno ti pensano, anzi, se ti vedono
ti scansano, perché non vali niente. Non hai niente.
Se non hai niente nessuno cercherà di venderti niente,
nessuno ti verrà a offrire l'ultimo oggetto della
tecnologia. Non hai niente.
Ma se non hai niente e vivi una vita di invidia,
allora non cambia niente. Se non hai niente e
vuoi avere tutto, e brami di possedere, allora
sei uguale a chi ha e gli portano via tutto.
Ma se non hai niente, e non vuoi niente, allora,
allora … sei libero.
Non avere niente non significa niente di niente,
significa che hai solo ciò che ti serve veramente,
Significa non avere attorno oggetti inutili
o di moda, oggetti che consumano le tue
energie senza che tu te ne accorga.
E oggi, ma maggior parte di questi oggetti
viene acquistato e messo in un armadio
dopo un uso di un paio di volte.

Possesso - Possession




Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4157043-constrains-possession

E' sempre la società che ti da e ti prende, perché tu,
quando sei venuto al mondo, non avevi niente.
Siamo nati nudi e senza nulla.
E allora, perché dobbiamo pensare di avere delle
proprietà? Perché dobbiamo pensare di possedere?
Dove inizia l'idea di “questo è mio”?
Non siamo venuti al mondo con questa idea,
ce la insegnano appena cominciamo a comprendere
qualcosa. Viene insegnato ovunque.
Non voglio dire non dobbiamo avere niente.
Foglio dire che il possesso delle cose è
diventato una ossessione, non è più un
avere ciò che serve, è un possesso, qualcosa
che lega corpo e mente a fare delle cose
assurde pure di possedere.
Questo possedere diventa un legame così forte
con le nostre cose, che per difenderle siamo disposti
a tutto.

Dove hai messo i soldi? - Where did you put the money?



Pubblicato su Bubblews -
http://www.bubblews.com/news/4153261-constrains-where-did-you-put-the-money

Ma chi ti ha fatto mancare il denaro?
Perché non hai più la possibilità di pagare?
Dove hai messo i soldi?
Forse non hai più un lavoro, forse hai comprato
l'ultimo oggetto di moda, forse li hai spesi
per la tua salute, in qualsiasi caso, hai usato
ugualmente quei soldi per spenderli nella società
che li ha creati. Non li hai bruciati. Li hai comunque
spesi, se li avevi, e se non li hai, significa che la
società che ti ha invitato ad acquistare, a fare debito,
non ti ha dato la possibilità di farne altri.
In un certo senso è un gioco al massacro. Prima
di fanno credere di potere tutto, poi ti fanno mancare
la possibilità. Condizionamento. Ti condizionano
a dipendere da loro sia quando hai qualcosa
che quando non hai niente.