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venerdì 18 ottobre 2019

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pietrochag

venerdì 10 marzo 2017

Compatimento -



Ci consideriamo esseri di pace. Ognuno di noi ama la pace, nessuno , o  quasi, ama la guerra. Da tempo immemore cerchiamo sempre di creare un luogo di pace per noi e per le nostre famiglie. Scriviamo libri, parliamo di pace, cerchiamo di evitare attriti, costruiamo argomenti di pace in ogni occasione.
Eppure il mondo è sempre in guerra. Ora in un luogo, ora in un altro, siamo sempre in guerra.
Il rispetto per la vita è un testo scritto da molti e rispettato da pochi.
Ci rendiamo conto che la pace è una necessità, ma siamo così condizionati da non riuscire a vedere nessuna via d’uscita. Ci rivolgiamo ai potenti per evitare le guerre senza pensare che sono proprio quelli che definiamo tali a creare le guerre. Il condizionamento a cui siamo sottoposti da migliaia di anni non ci permette di intravvedere soluzioni. Speriamo soltanto che nelle nostre strade, nelle nostre città non arrivi mai la guerra. Ci innalziamo e ci pensiamo civili, perché noi non facciamo stragi, perché noi non facciamo guerre, ma all’occorrenza, saremo in guerra, perché qualcuno ci attaccherà e ci troveremo a difenderci senza pietà verso i nostri nemici.
E  allora, mi chiedo, è possibile una rivoluzione, un cambiamento, senza la guerra?
Se noi siamo sotto l’influsso di condizionamenti, anche i nostri nemici lo sono. Entrambi abbiamo accumulato montagne di credenze per le quali siamo noi i migliori. Non ci sono vie di mezzo. Gli altri sono selvaggi, assassini, prepotenti che vogliono dominarci. Per questo siamo costretti a difenderci. Ma non ci rendiamo conto che le cose sono sempre state impostate in questo modo. La mente, la mente dei potenti, di quelli che possono decidere se fare o non fare una guerra, è così condizionata che non hanno alcuna visione di qualcosa di diverso. Come possiamo amare la pace se mettiamo a governarci persone così condizionate?
Il trucco è sempre lo stesso, da sempre: la ricompensa.
Ogni guerra ha come ricompensa qualcosa che adesso non abbiamo, qualcosa che ci appare importante, come ad esempio, la libertà.
La Libertà è sempre legata a qualcosa. Libertà di pensiero, libertà di lavorare, libertà di avere una famiglia, libertà di .... e così via.
Questa libertà e un condizionamento imposto. Imposto da un premio, da un riconoscimento, da una immensa gratificazione fatta di orgoglio. E allora, non c’è soluzione, perché conquistare qualcosa con questi obbiettivi, significa che prima o poi, ci sarà qualcun altro che dovrà farci guerra, perché i suoi desideri saranno diversi. La diversità di razza, di ideologia, di religione, è sempre lo sfondo di ogni guerra.
Una delle ultime osservazioni che mi capita di percepire è quella del compatimento. Compatiamo i nostri avversari. Un senso misto di pietà e di compassione che ci fa vedere le loro azioni come qualcosa di impossibile da cambiare. Questa visione è volutamente distribuita nelle nostre menti, in modo che la nostra mente non trovi modo di esprimersi pienamente. Ancora una volta, il senso di religione ci impone di non essere violenti, di stare tranquilli, infondo sono da compatire, non sanno quello che fanno.
Così continuiamo ad accettare che a governare siano sempre gli stessi poteri.
Tutto questo accade da millenni e continuerà ancora per millenni, con guerre, stragi, terrore.
Finché non prendiamo davvero la decisione di cambiare, cambiare noi stessi, cambiare le nostre credenze, o meglio, eliminarle, non cambierà niente.  Continueremo ad accettare ogni guerra.
Quando in ognuno di noi comincerà a risvegliarsi la coscienza che la vita terrena è solo un istante dell’infinito, finché non smetteremo di avere paura di ogni cosa, non ci sarà cambiamento.

Alcuni dicono che una guerra servirebbe per farci aprire gli occhi. E’ una delle più cieche affermazioni che si possano fare, perché lo si dice dimenticandosi delle guerre già fatte. La sofferenza delle guerre passate, non ha insegnato niente a nessuno. Quindi, le guerre, il dolore, la sofferenza non fanno cessare le guerre. La sofferenza ricerca se stessa, e si rimane in essa senza trovare mai una via d’uscita. Non è il dolore che insegna, ma la serenità. 
L’accettazione di essere esseri coscienti. E di prenderne atto.

mercoledì 8 marzo 2017

Orizzonte -




Sono uno che legge, sono uno che scrive. Sono uno che ascolta e sono uno che parla. Ho dedicato molto tempo a seguire ora uno ora un altro Maestro che mi indicava qualcosa da realizzare. Ho pensato, ragionato, analizzato. Ho cercato di capire come stanno le cose. Ancora adesso sono in movimento, e lo sarò finché il movimento esisterà. Ho rotto ideologie, religioni, credenze. Le ho indagate, spezzate, buttate via. Ho amato maestri, libri, saggezze e poi li ho abbandonati. Del tutto, cosa mi rimane? Nelle mani, niente. Nella mente teorie. Nel cuore, solo quello che già esisteva, un po’ D’amore, un po’ di odio, un po’ di paura, un po’ di avidità, un po’ di altruismo,  molta incapacità di comprendere, e ancora una sete impossibile che mi spinge a sondare.
Ho percorso vie e sentieri seguendo il canto dolce di saggi che indicavano la luna, convinti che essi sapevano, e forse era vero, essi sapevano, ma adesso penso che sappiano anche che quanto hanno non possono darlo. Nessuno può darci quello che cerchiamo, perché nessuno può sapere cosa ci serve. Se qualcosa c'è dobbiamo scoprirlo in noi. Questo, forse, i saggi hanno tentato di insegnarci. Queste sono le loro eredità. Ci indicano che non ci sono maestri, pur essendo maestri, ci indicano che siamo noi  maestri di noi stessi, ma noi vogliamo idoli, vogliamo santi, vogliamo imparare a fare miracoli. Vogliamo salvare il mondo. Assurdità che ci portano lontano da noi stessi. Assurdità che nascono solo dalla fantasia e dal desiderio di un mondo a nostra misura. La mia idea di mondo perfetto non è la tua, e nemmeno quella di altri. Nessuno ha un’idea identica. Ognuno ha un suo modo di essere 'mondo felice', e non combacia con nessun altro.
Orizzonti diversi da osservare col cuore. 
Ogni orizzonte, un mondo diverso. Ogni orizzonte infinito percorso. 

Smetto di volere un mondo felice. Smetto di volere un mondo in pace.

Smetto di volere.
Orizzonte.

sabato 22 ottobre 2016

Le ricette giuste





Siamo coinvolti in un clima di terrore. Molti cercano soluzioni nella meditazione, nella scoperta di nuove tecniche che li aiutino a rimanere tranquilli, rilassati, sereni. Sononati centinaia di tecniche moderne per uscire da questa sensazione opprimente di paura continua. Ognuno promette il proprio paradiso, ognuno promette la soluzione finale ai vostri problemi. La stessa cosa la fanno i politici ed igoverni, ognuno ha la ricetta giusta per uscire da ogni problema e far rinascere la propria nazione. Sembra che ci sia una gara a chi vi può aiutare di più. Non c'è ne uno che non vi dimostrerà la correttezza e la funzionalità della loro proposta. Ogni male può essere curato, ogni negatività abbattuta. Ognuno espone il proprio cartello con la soluzione a portata di mano. E questo accade da sempre. Da sempre ci hanno dato le ricette giuste, e se le cose sono andate male, non è perché la ricetta era sbagliata, ma perchè noi non siamo riusciti a cogliere il vero messaggio insito in queste vie, in queste tecniche. E' solo colpa nostra. La paura continuerà a tormentarci. Eppure, a me appare evidente, che sono proprio le vie, le tecniche, le religioni, i governi, i partiti, le credenze, in difinitiva, a impedirci di essere liberi. Ogni volta che leghiamo a qualcosa di liberatorio, non facciamo altro che legarci a qualcosa, e se ci leghiamo, come facciamo a essere liberi? Dal momento che diamo il nosto consenso ad una qualsiasi istituzione, non facciamo altro che dare la nostra libertà in gestione a qualcun altro, che solitamente è l'unico ad averne un vantaggio, di solito in termini economici o di potere. Ma noi non andiamo da nessuna parte, perché aspettiamo che sia la tecnica o la via a darci la libertà. La libertà interiore non ce la può dare nessuno. La libertà siamo noi. E se non la vediamo è perché ne abbiamo paura.

giovedì 14 gennaio 2016

...magari nel Bardo.




 Porto Botte - Sardegna

A volte riceviamo insegnamenti che ci dicono che dobbiamo vivere le nostre emozioni, le nostre reazioni, la nostra paura, la nostra vita in maniera profonda ed intensa. Che dobbiamo vivere ogni attimo del nostro presente accettandolo con umiltà. Che dobbiamo avere compassione, oltre che degli altri, anche di noi stessi e tanti consigli simili.
Così, il discepolo che ascolta un tale discorso, si rende conto che deve applicarsi a vivere intensamente.
Il modo è quello di diventare una specie di osservatore perpetuo di se stesso. Cercando di cogliere ogni cosa che sembra non essere in armonia con simili insegnamenti, ed intervenendo massicciamente richiamandosi all’ordine, o intensificando le pratiche perché è necessario correggere questo tipo di comportamento.
Si diventa gendarme di se stessi.
Se non mi tengo sotto controllo non potrò mai realizzarmi.
Questo è il pensiero che ci porta ad autocontrollarci continuamente.
Ma le cose non vanno meglio di prima. Anzi, spesso diventiamo più confusi e non riusciamo a capire perché gli insegnamenti, soprattutto le pratiche, su di noi non funzionano.
Altri ci raccontano di esperienza incredibili, magiche, speciali, hanno visioni, parlano con le divinità, le sognano ogni notte e così via.
E noi? Noi non riusciamo a capire. Diventiamo sempre più confusi.
Cominciamo a pensare che per noi non c’è scampo. Siamo nati con un karma troppo negativo. Siamo persi.
Ma continuiamo a seguire il Dharma perché almeno abbiamo la certezza che qualcosa di buono ci capiterà di sicuro, magari nel Bardo.
Tutto questo è solo Fede.
Non è vita. Non è Essere. Non è Illuminazione. E’ solo Fede.
E se allora dobbiamo basare la nostra vita sulla Fede, non stiamo facendo altro, ancora una volta, che delegare ad altri o ad altro, la nostra esistenza.

domenica 23 agosto 2015

Sentimenti aggressivi - Aggressive feelings



 http://www.bubblews.com/posts/aggressive-feelings

La nostra mente è piena di concetti e di credenze di ogni genere, ed oltre a questo, ci troviamo dinanzi  alla nostra aggressività, all’odio, alla cupidigia, ed a tutti quei sentimenti che fanno di noi,  esseri che pensano di proteggersi dagli altri attaccandoli. 
Tutti i sentimenti aggressivi che esprimiamo sono rivolti alla nostra protezione. Questo è quello che pensiamo. Dobbiamo essere in grado di difendere la nostra patria, la nostra nazione, la nostra razza, la nostra religione, il nostro cortile e quindi esprimiamo questa aggressività costantemente.
Anche quando siamo tranquilli, teniamo i sistemi di allarme sempre pronti a scattare. Non sappiamo essere davvero rilassati. Viviamo sempre nella paura di qualcosa.
Questo accade soprattutto perché la nostra mente è abituata a ragionare in forma di protezione. Non sa vivere in forma di libertà, di serenità reale. Ha paura di perdere il controllo.
Questo controllo ha una direzione, ed è quello di farci credere che soltanto in questo modo possiamo garantirci una certa tranquillità. Questa tranquillità ci viene rafforzata dalla convinzione che la nostra società, la nostra nazione, la nostra religione, siano potenti protezioni contro ogni male. Abbiamo dalla nostra parte Dio, lo Stato, e tutti i concetti delle filosofie che si sono trovati un posto nella nostra mente.



 



Our mind is full of concepts and beliefs of every kind, and beyond that, we are in front of our aggression, hatred, greed, and all those feelings that make us, beings who think they protect themselves from others attacking them.All aggressive feelings that have turned to express our protection. This is what we think. We must be able to defend our country, our nation, our race, our religion, our yard and then express this aggression constantly.Even when we are comfortable, we keep alarm systems are always ready to shoot. We do not know to be really relaxed. We always live in fear of something.This happens mostly because our mind is accustomed to thinking in the form of protection. He does not know how to live in the form of freedom, real peace. It is afraid of losing control.This control has a direction, and that is to make us believe that only in this way we can guarantee us a certain tranquility. This tranquility there is reinforced by the belief that our society, our nation, our religion, are powerful protection against all evil. We have God on our side, the State, and all the concepts of the philosophies that have found a place in our minds.

lunedì 16 febbraio 2015

161 - La vittoria di Ninurta - The victory of Ninurta



Non era facile sconfiggere Anzu, ma non potevano
abbandonare la battaglia.
Si consultarono ancora tra di loro, ed infine, Enki
trovò l'idea giusta.
“Dovrai creare una tempesta con il tuo Turbine di Vento!
Dovrai accecarlo con la polvere! Con la forza del Vento
dovrai arruffare le ali del suo uccello in modo che cada!”
L'idea fu accettata ed Enlil costruì un potente missile Tillum.
“Attaccalo alla tua arma Turbine di Vento! Quando le ali
dell'uccello di Anzu saranno vicine, dovrai essere veloce
a colpire!”
Istruirono Ninurta dandogli molti consigli, perché anche se
coraggioso, non era ancora un grande esperto di combattimento.
Confidarono comunque nel suo coraggio, lo lodarono per questo.
Ninurta si alzò in volo e si diresse verso il luogo dove avrebbe
trovato Anzu, ma Anzu si accorse del suo arrivo ed era già
pronto a riceverlo.
“Ala contro Ala!!” urlò Anzu per sfidarlo.
Si inseguirono e si attaccarono nei cieli, senza per questo subire
danni rilevanti.
Poi, Ninurta si trovò in buona posizione e ricordò i consigli di suo padre.
Con il suo Turbine di Vento sollevò una montagna di polvere che
coprì il volto di Anzu.
Le punte di ala del suo uccello erano vicine, e mentre si riaprivano,
Ninurta scagliò il missile Tillum.
Il fulgore del missile si agganciò alle ali di Anzu, e sembrava di
osservare la luce del Sole che lo avvolgeva.
Un lampo improvviso si trasformò in un fuoco possente e le ali
di Anzu cominciarono a bruciare.
Anzu cadde al suolo.
La terra tremò.
Il cielo si oscurò.
Ninurta atterrò accanto ad Anzu, privo di sensi, e lo legò,
prendendolo prigioniero.
Recuperò le Tavole del Destino e risalito sul suo Turbine di Vento,
si recò immediatamente dagli Igigi, che dall'alto della montagna,
avevano assistito al combattimento.
Quando Ninurta si avvicinò, tremarono di paura.
Abgal e gli Anunnaki tenuti prigionieri furono liberati e

Ninurta annunciò la sua vittoria.



English (or almost)

It was not easy to defeat Anzu, but they could not
abandon the battle.
They consulted each other again, and finally, Enki
got the right idea.
"You'll have to create a storm with your Whirlwind!
You'll have to blind him with the dust! With the strength of the Wind
you will need to ruffle the wings of his bird so that it falls! "
The idea was accepted and Enlil built a powerful missile Tillum.
"Attack him with your weapon Whirlwind! When the wings
Bird Anzu will be nearby, you will need to be fast
to strike! "
Instructed Ninurta giving much advice, because even if
brave, was not an expert in combat.
However confided in her courage, praised him for this.
Ninurta took off and headed for the place where he
found Anzu, but Anzu noticed his arrival and was already
ready to receive it.
"Ala Ala against !!" yelled Anzu to challenge him.
They chased and attacked in heaven, and do not suffer
significant damage.
Then, Ninurta found himself in a good position and remembered the advice of his father.
With its Whirlwind lifted a mountain of dust
covered his face Anzu.
The tips of the wing of his bird were close, and while it reopened,
Ninurta hurled the missile Tillum.
The splendor of the missile is hooked to the wings of Anzu, and seemed to
observe the sunlight that enveloped him.
A sudden flash turned into a mighty fire and wings
Anzu began to burn.
Anzu fell to the ground.
The earth shook.
The sky darkened.
Ninurta landed next to Anzu, unconscious, and bound him,
taking him prisoner.
He retrieved the Tablets of Destiny and climbed on his Wind Turbines,
immediately went by Igigi, which from the mountain,
had witnessed the fight.
When Ninurta came, trembled in fear.
Abgaal and the Anunnaki kept prisoners were released and
Ninurta announced his victory.

giovedì 13 novembre 2014

94 - Una grande paura - Great fear



 http://www.bubblews.com/news/9398709-94-great-fear

Di li a poco, il colore del cielo cambiò,
trasformandosi dal chiaro all'arancione ed
in rossastro.
Uno spettacolo mai visto prima esplose davanti
ai loro occhi stupiti.
Una palla di fuoco, il Sole, stava scomparendo
all'orizzonte.
Una grande paura si insinuò nei pensieri degli eroi.
Pensarono che stesse per accadere qualcosa di spaventoso.
Ma Alalu rise, lui sapeva di cosa si trattava.
“E' il tramonto del Sole! Qui sulla Terra segna la fine
di un giorno. E' tempo di riposare, ma sarà un riposo breve,
qui la notte, è molto breve, e tra non molto, sarà di
nuovo giorno."
Velocemente l'oscurità li avvolse e grandi nuvole avanzarono
verso di loro.
Fulmini e tuoni squarciavano l'oscurità e cominciò a
piovere intensamente.










lunedì 10 novembre 2014

80 - Anzu, il Comandante del Carro Celeste - Anzu, the Commander of the Heavenly Chariot



 http://www.bubblews.com/news/9354256-80-anzu-the-commander-of-the-heavenly-chariot

Ea entrò nel Carro e sedette al suo posto.
Il posto del Comandante era occupato da
Anzu, principe fra i principi, di sangue reale.
Il suo nome significava “Colui che conosce
i Cieli”, ed era il migliore tra i piloti di
Carri Celesti.
Aveva grande destrezza, e sollevò il grande
Carro con delicatezza.
Il Carro si staccò con potenza dal suolo di
Nibiru e Anzu lo condusse verso il Sole
distante.
Dieci leghe, cento leghe, mille leghe.
Il Carro procedette sicuro e senza paura
verso lo spazio profondo.
Nibiru si allontanò.
Ma poi videro Gaga, pronto a riceverli nella
sua bellezza.
Li accolse nella sua attrazione e li aiutò
a proseguire il viaggio.
Antu offrì loro la visione di un grande pianeta
blu.
(Antu è Nudimmud/Nettuno. I nomi dei pianeti
vengono cambiati e gli viene dato il nome dei
regnati attuali di Nibiru.)



martedì 4 novembre 2014

61 - Le Pietre Fiammeggianti - The Flaming Rocks



 http://www.bubblews.com/news/9266407-61-the-flaming-rocks


Alalu attivò  al massimo le sue Pietre Fiammeggianti
e si diresse senza paura verso quegli dei orrendi.
Diresse con attenzione Ciò che Indica il Cammino
e si preparò alla battaglia.
Appena fu vicino al Bracciale Martellato, una schiera di
demoni gli si avventò contro, ma immediatamente,
lanciò i suoi missili.
Una dopo l'altra, le sue Armi del Terrore, iniziarono
a colpire i demoni. Come per incanto, li vide ritirarsi
indietro. Continuò a scagliarne altre, e vide che i
demoni temevano e tremavano di paura dinanzi
a tanta potenza.
Lo spazio dinanzi a lui, si aprì, ed un varco fu
creato per lasciarlo passare. Nessuno dei demoni
aveva il coraggio di avvicinarsi a lui, ed in breve
si trovò dall'altra parte del Bracciale Martellato.





lunedì 3 novembre 2014

59 - Lo spaventoso Kishar/Giove - The scary Kishar-Jupiter




Kishar/Giove gli apparve spaventoso nella
sua grandezza.
Era qualcosa al di là di ogni misura.
La sua ombra si spostò e ingoiò il suo stesso
creatore, Apsu/Sole, che scomparve alla vista.
Questo gli gettò nel petto una sensazione di paura
e pensò che fosse un presagio nefasto.
Un vortice di tempeste ne sconvolgeva e ne
oscurava la superficie e molti esseri lo circondavano.
Lampi divini serpeggiavano su quella terribile
superficie.
La mente di Alalu si confondeva, mentre il Carro
Celeste si allontanava a fatica da quel terribile
abbraccio.
Poi apparve di nuovo la luce di Apsu/Sole e con
un senso di sollievo cominciò a pensare di aver
superato la terribile prova.


                                                                      Meditazione è salute

sabato 11 ottobre 2014

10 - Il Pianeta lontano - The distant planet





Nel testo Enuma Elish, viene raccontato
come è nato il Sistema Solare.
Chi lo ha scritto?
Secondo le Tavolette Sumere, è un racconto
antichissimo, che probabilmente è stato
raccontato dagli abitanti di un Pianeta
chiamato Nibiru.
Questo Pianeta fa parte del Sistema Solare,
ed ha un percorso molto lungo.
Ma andiamo per gradi, in modo da farci
un'idea precisa di questo racconto.
Naturalmente non andrò ad approfondire
gli argomenti, ma descriverò in maniera comprensibile
quanto ho appreso.
Se la vostra curiosità sarà stimolata,
potrete trovare i libri di Zecharia Sitchin
tradotti in molte lingue.
Questa storia deve essere approfondita
da tutti coloro che guardano al mondo
senza paura.



martedì 7 ottobre 2014

9 - Perdere tutto - Losing all



 http://www.bubblews.com/news/8629742-9-losing-all

Per rivedere la nostra condizione originale,
è necessario non avere paura di imparare.
E' necessario non avere paura di perdere quanto
abbiamo acquisito ed accettare l'idea che fino
ad ora non abbiamo capito quasi niente.
Difficile rimettersi in gioco a questi livelli,
me ne rendo conto, ma se non lo fate, non
capirete molte delle cose che avete vissuto,
non capirete perché avete fatte delle esperienze,
non capirete perché siete in questo mondo
né come ci state vivendo.
Accettare di cambiare, accettare davvero di
cambiare, significa perdere tutto quello in cui
abbiamo creduto fino adesso, ripartendo da zero,
e riscoprendo una nuova verità, che può essere
dolorosa, può metterci in crisi, ma che ci libererà
da una montagna di spazzatura che abbiamo
incamerato pensando che fosse oro.

7 - Non avere paura di conoscere - Do not be afraid to know



 http://www.bubblews.com/news/8619751-7-do-not-be-afraid-to-know

La conoscenza non deve spaventarvi, nemmeno quando
nemmeno quando distrugge le vostre credenze più
forti, perché se vengono distrutte, significa che non
erano poi così sacre. Ciò che è davvero sacro,
al di là dei nostri concetti appresi, non può
essere distrutto da nulla.
La nostra spiritualità, la nostra vitalità, la nostra
anima, non può essere distrutta, ma ciò in cui crediamo
può essere distrutto o cambiato, o dimenticato,
perché il viaggio su questa Terra non è qualcosa
di statico, di dogmatico, di imposto, ma è qualcosa
che deve essere percepito interiormente, nello
spazio libero da ogni pensiero e da ogni imposizione.
Noi siamo nati liberi, aperti, luminosi.
Sono le cose che apprendiamo che ci fanno vivere
in un certo modo, che ci fanno credere in certe cose,
che ci impongono di essere come siamo.
Se proviamo ad immaginare come è la mente
vuota, libera, senza concetti, luminosa,
possiamo capire che tutto quello che adesso abbiamo
dentro, non è altro che materiale aggiunto a
questa luminosità.
Ne abbiamo aggiunto così tanto, che non siamo
più in grado di percepire la nostra natura
iniziale, la nostra natura primordiale.

sabato 4 ottobre 2014

Per paura di avere paura - For fear of being afraid



 http://www.bubblews.com/news/8488687-for-fear-of-being-afraid

E' uno sforzo di volontà, una scelta della mente,
ed un atto di forza contro ciò che crediamo di essere.
Liberare la propria coscienza è un alito di energia
potentissima che mette in moto la voglia, il desiderio,
la necessità di capire, di sapere, di voler essere capace
di apprendere e di sperimentare.
Che cosa siamo qui a fare?
Siamo qui per mangiare? Per bere?
Per dormire? Per lavorare? Per combattere?
Per odiare?
Che cosa siamo qui a fare?
Queste domande non vi vengono in mente?
E' possibile che non vi vengono in mente domande
come queste?
E' possibile che attraversate la vita senza cercare
queste risposte?
Non lo credo.
Credo invece, che quando vi vengono queste domande
nella mente, facciate di tutto per nasconderle.
E così facendo vi nascondete alla vita, lasciando che
si consumi in un inutile andamento, senza scopo
se non quello di sopravvivere giorno per giorno.
Per paura di avere paura, non si affronta la propria
vita, questa è la triste verità di molti che lasciano
che la vita li accompagni solo verso la morte.

Meglio non sapere - Better not to know



 http://www.bubblews.com/news/8471326-better-not-to-know

Come si fa a cambiare la propria mente, il proprio
modo di guardare al mondo, se dobbiamo ripulire
completamente la nostra mente?
Lo si fa con l'unico mezzo che abbiamo,
con l'intelligenza.
Ma è anche vero, che per molti il problema non si
pone.
Molti, non pensano minimamente di cambiare,
anzi, non vogliono cambiare, hanno paura di
cambiare.
Preferiscono rimanere in questo stato di limbo,
in questo stato dove le cose si vivono senza
doverci mettere niente di proprio.
E' preferibile non farsi domande, non cercare
risposte.
Meglio non sapere.
Così mi rispondono delle persone quando parlo
di certi argomenti.
Preferiscono non sapere, preferiscono lasciare
che altri continuino a fare quello che vogliono,
anche contro noi stessi, piuttosto che cominciare
a leggere, a informarsi, a scoprire.

lunedì 29 settembre 2014

Cosa fanno gli altri - What others are doing



http://www.bubblews.com/news/8206743-what-others-are-doing


La solitudine nasce quando abbandoniamo noi stessi,
non quando gli altri ci abbandonano.
Gli altri non sono la nostra essenza,
Ne fanno parte esterna, ma in noi, ci siamo
solo noi.
Osservare noi stessi ci appare come qualcosa di
innaturale, tanto che conosciamo molto bene
i nostri amici, ma non sappiamo niente di noi stessi.
Proiettiamo al di fuori di noi ogni cosa, e non
vogliamo osservare ciò che accade in noi stessi,
ne abbiamo paura.
Questo è dovuto in gran parte al sistema sociale
costruito da altri e imposto nella nostra vita.
Non ci è permesso di avere il tempo per
dedicarci a noi stessi, interiormente.
Ogni cosa ci porta al di fuori, all'esterno,
a osservare sempre cosa fanno gli altri,
come se la nostra vita dovesse essere vissuta
sul come vivono gli altri.
In questo modo deleghiamo la nostra vita a ciò
che ci viene imposto, e non osserviamo mai che
cosa vogliamo noi, per noi stessi, veramente,
interiormente.

domenica 28 settembre 2014

"Soli siamo nati e soli dovremo morire - Alone we are born, alone and we will die



http://www.bubblews.com/news/8183118-quotalone-we-are-born-alone-and-we-will-diequot

Quando ero molto giovane, scrivevo canzoni
e le suonavo assieme ad un mio gruppo.
In una canzone avevo scritto:
“Soli siamo nati e soli dovremo morire.”
E' una verità davvero forte.
E allora perché dobbiamo avere paura di essere
soli?
Siamo nati soli. Moriremo soli.
Le due esperienze più potenti della nostra vita
le viviamo da soli.
Noi ed il grande mistero della vita e della morte.
Ma durante il percorso facciamo di tutto per
non stare mai da soli, come se avessimo paura
di scoprire in noi stessi qualcosa di terribile.
Che cosa ci può essere di così terribile nella nostra
vita?
Penso che la cosa più terribile della nostra vita
sia proprio quella di rendersi conto di non essere
capaci di vivere, di non aver capito come vivere,
di non aver compreso per che cosa siamo venuti
al mondo.

sabato 13 settembre 2014

Risposte negate - Answers denied



 http://www.bubblews.com/news/7274454-answers-denied

Cerchiamo mezzi, metodi, sistemi per riuscire
a capire, per riuscire a rispondere alle nostre
domande più importanti, ma le risposte ci vengono
negate, vengono occultate, trasformate.
Così non riusciamo a capire perché viviamo,
perché lavoriamo, perché siamo in un mondo
come questo. Non ci riusciamo perché ogni cosa
viene distorta e trasformata in qualcosa di altro.
Siamo obbligati a pensare che le cose vanno
bene così, e che non dobbiamo lamentarci di
nulla.
Eppure, il livello di serenità è così basso che
non riusciamo mai ad avere un momento di respiro.
Viviamo in un perenne stato di tensione, di paura,
di preoccupazione.
Questo è lo stato ottimale per chi ci governa.
Persone con questi problemi non hanno le capacità
di ribellarsi, e quindi sono controllabili.
Ma oggi ci sono i mezzi per cercare di liberarsi,
sappiamo bene che ci sono.
La lettura, la meditazione, la libertà di fare
altro che non sia a scopo di lucro o di potere,
sono cose che possiamo ancora fare.

venerdì 29 agosto 2014

Paura di sapere - Afraid to know



http://www.bubblews.com/news/6390727-afraid-to-know

Conosco molte persone che hanno paura
di sapere.
La conoscenza per molti è qualcosa di spaventoso.
Accettare informazioni che sono distanti da quello
che si è sempre pensato, diventa difficile, quasi
doloroso.
Quando le nuove informazioni, che spesso provengono
da un lontano passato, dimostrano che quanto sappiamo
è falso, ci troviamo in una condizione di dover rivedere
tutte le nostre credenze, e questo è difficile da accettare.
La stessa mente cercherà il modo più abile per
evitare di credere a qualcosa che mette in discussione
quanto abbiamo sempre creduto vero.
E' una specie di auto difesa, ma non serve a nulla,
perché aggrapparsi a concetti sbagliati, ci porta
a continuare a vivere senza libertà, senza conoscenza.
Molte scoperte sono state fatte, ed il nostro passato,
il passato dell'uomo, è legato ad eventi passati
che ne hanno forgiato la natura, ma alcuni uomini
hanno deciso di nascondere queste verità, e in cambio,
ne hanno costruito una falsa, e ce la hanno fatta
credere vera.