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mercoledì 23 ottobre 2019

Impermanenza -





Abbiamo visto che molte cose sono diverse da come ci appaiono. Sono quelle cose che diamo per scontate e che fanno parte della nostra quotidianità. Pensiamo che questa quotidianità sia la nostra vita, il nostro mondo e tutto quello che viviamo lo incameriamo come realtà assoluta. Non possiamo farne a meno, perché siamo portati a considerare la materia così come ci viene insegnato, così come ci viene indicato che essa sia, cioè solida nel solido, liquida nei liquidi, ed evanescente nel fumo, nei vapori, nella nebbia e così via. Non abbiamo una cultura che ci porta a pensare alla realtà che viviamo a considerarla nei suoi infinitesimi particolari. La meditazione sull’impermanenza, ci porta ad analizzare le cose sotto il punto di vista in cui esse esistono in questa nostra dimensione. Oggi sappiamo che la materia non ha un’esistenza di per sé. La materia è un composto. Un’aggregazione di miliardi e miliardi di particelle diverse, che danno solidità e forma agli oggetti e a noi stessi. Non esiste in sé una montagna. Esistono cifre incredibili di particelle che danno forma ad una montagna, con tutte le diversità che questo comporta, come acqua, alberi, pietre, animali, umani, spazio e così via. La meditazione sull’impermanenza analizza gli oggetti in maniera sempre più sottile, fino a realizzarne la vera natura, fino a comprendere che ogni cosa, ogni oggetto, ogni essere vivente, è composto da particelle infinitesimali. Sono certo che state pensando che sono cose che ben conoscete, ma non è proprio così. Noi conosciamo la grossolanità dell’informazione. Lo sappiamo perché lo abbiamo letto, perché ce lo hanno insegnato, ma non ne abbiamo mai fatto esperienza interiore, non siamo mai andati a sperimentare questa visione. E’ solo un sapere e non un’esperienza. La meditazione sull’impermanenza, ti porta all’esperienza, ed una volta acquisita, il mondo non sarà più visto allo stesso modo. Una volta sperimentato questo stato, si riesce a comprendere che siamo fatti di niente, che siamo un aggregato di energia che ci tiene in piedi, legati a questa dimensione, e tutto quello che ci sembrava solido e stabile, diventa un aggregato infinito di energie che si compongono a seconda dello stato in cui si manifestano. Questo è vero anche per noi umani, e per tutti gli esseri viventi. Siamo particelle di energia che pensano di essere una montagna.

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venerdì 14 aprile 2017

La via non deve dipendere -



Si viaggia in dimensioni di pensiero che costruiscono immagini. Stiamo apprendendo continuamente nuovi concetti e nuove forme pensiero per riuscire a penetrare nell'intimo dell'anima, della coscienza. Coloro che si dedicano a osservare senza osservatore, vanno in dimensioni che non si lasciano spiegare ne descrivere.
Ora, se questo è quanto accade, quando ci troviamo in queste dimensioni, possiamo soltanto viverle, non abbiamo alcuna possibilità di trasmetterle a noi stessi o ad altri in quanto non sono descrivibili.
Il più delle volte si ricorre al sistema della negazione per descriverne almeno qualche piccola parte, non è questo, non è quello, non è né questo né quello. Ma anche con questo metodo, non riusciamo a farci capire.
Lo stato interiore di silenzio, lo stato di vastità e di immaterialità, lo si definisce in molti modi, ma nessuno di questi modi riesce a descriverlo fino a trasmetterlo ad altri.  Ci troviamo in una condizione dove solo quando ci entri, riesci a comprenderlo, ma soltanto a livello di coscienza propria, senza possibilità di dargli una descrizione attraverso il pensiero e la parola.
Il tentativo di descriverlo per trasmetterlo, fa parte di quella innata tentazione di fare del bene dando il meglio di sé. E' una costante di chi si dedica alla ricerca interiore: dare.
Andando a guardare i grandi della storia della spiritualità, troviamo tantissimi personaggi, veri o falsi che siano, che cercano di trasmettere questo stato, e tutti, sembra che leghino questa esperienza al dare agli altri quanto hanno acquisito.
Ma è davvero cosi? Davvero i grandi, come il Buddha, il Cristo, il Bruno, il Krisna, e tanti altri hanno inserito in questa trasmissione la necessità di dare?
Forse si , forse no.
Se davvero hanno realizzato questo stato, sanno già in partenza che non possono darlo agli altri.
Però hanno cercato di dare indicazioni che potessero avvicinare il cercatore a questa esperienza. E questo è quanto hanno fatto di buono, quanto hanno potuto fare di buono.
Il problema si presenta quando, noi, tentando di fare quanto ci hanno detto, ci aggreghiamo in un gruppo, in una religione.
A quel punto, secondo me, siamo fregati.
Un gruppo, una religione, ha necessità di organizzazione, di strutture, di regole.
Inseriti in questo contesto, gli insegnamenti diventano materia di studio, non più di ricerca.
Ci saranno maestri, conduttori, organizzatori, persone importanti che indicheranno costantemente cosa fare e cosa non fare.
Entrati in questa struttura, possiamo studiare i testi, conoscere i punti di vista dei maestri, ma nessuno di loro ci potrà dare quanto stiamo cercando. Ci possono dare soltanto informazioni. Fino a che il ricevere informazioni diventa un'abitudine, un bisogno, una necessità.
A questo punto, possiamo stare certi che stiamo chiudendo tutte le porte all'esperienza reale.
Diventiamo discepoli-dipendenti.
La via non deve dipendere.

domenica 19 ottobre 2014

2 - Storie epiche - Epic stories



http://www.bubblews.com/news/9000461-epic-stories

 Ma quello che ci interessa, non è tanto la parte
scientifica della cosmogonia, quanto le storie
epiche che vengono raccontate da diverse fonti.
Nel leggere la Bibbia ed i testi sacri degli ebrei,
si ha una visione molto chiara di quanto gli antichi
ci hanno trasmesso. La creazione appare dal nulla,
forse proprio da un Big Bang, ed inizia l'esistenza
della materia.
Il punto però, è che nella Bibbia e nei testi sacri,
non si fa il punto sulla creazione dell'Intero Universo,
ma forse, solo del nostro Sistema Solare e del firmamento
vicino a noi.
Ora, con le conoscenze che abbiamo oggi, che solo
da pochi anni ci stanno dando una visione dell'universo
che ci permette di provare alcune cose e di teorizzare su
altre, possiamo cominciare a dare un senso al caos
iniziale. Ma la domanda che mi viene in mente è:
Come facevano gli antichi, a conoscere le cose che
ci hanno trasmesso? Da dove è arrivata l'idea e la
costruzione di tutta la cosmogonia che è arrivata fino
a noi, e che con grande sorpresa, corrisponde alle
scoperte attuali?




lunedì 29 settembre 2014

Status simbol - Status symbol

 

http://www.bubblews.com/news/8240753-status-symbol

Per quanto si possa leggere tra i miei pensieri,
si potrebbe supporre che io sia contro ogni tipo
di tecnologia, di novità, di progresso.
Ma non è così. Io sono contro il valore interiore
che viene dato a queste manifestazioni della materia.
Si elevano a dignitari della nostra vita, ci fanno fare
cose assurde pur di ottenerle, eppure sono solo
oggetti, oggetti che hanno solo il valore del
loro utilizzo e niente di più.
Invece vengono esibiti  a status simbol, a qualcosa
di quasi mistico che se non hai, non puoi essere
normale.
Tutti quelli che non possono permettersi uno
smartphone sono considerati esseri di categoria
inferiore.
Così come chi non ha quel tipo di automobile o
quel tipo di abitazione.
Appare chiaro il messaggio che per essere
qualcuno devi possedere qualcosa che rappresenti
uno stato superiore alla media.
In questo modo si alimenta l'avidità, il desiderio
di possedere ad ogni costo, e si cade nella corruzione,
nel crimine, nel furto, nell'imbroglio, pur di avere
quanto abbiamo deciso che ci serve.

giovedì 4 settembre 2014

Conoscenza tecnica - Technical knowledge



http://www.bubblews.com/news/6726905-technical-knowledge

Ritagliare il tempo per la riflessione o per la meditazione
è qualcosa che ci viene impedito dai nostri insegnamenti
precedenti.
Per la scuola è più importante apprendere nozioni,
schede, tabelle.
Non viene incrementato il senso della comprensione
di quanto si apprende, ma si rimane in una conoscenza
tecnica.
La nostra mente ha la sua parte tecnica, ma ha anche
una parte creativa.
La parte creativa viene sempre esclusa dagli insegnamenti,
anche quando si studiano materia dove la creatività
è importante.
Non riusciamo ad aprirci per mancanza di tempo.
Non ci viene lasciato il tempo di riflettere.
Anche perché se qualcuno riflette profondamente,
è portato poi a fare domande, e i nostri insegnanti
non hanno le risposte, perché loro stessi sono
stati istruiti in modo da non riflettere.