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mercoledì 10 settembre 2014

Imparare a fare le cose - Learning how to do things



http://www.bubblews.com/news/7108099-learning-how-to-do-things

Molto spesso incontro amici che hanno una vita
serena, che lavorano, vivono con poco, perché
il lavoro è sempre meno, ma mi accorgo che
comunque sia, hanno dei figli che sanno sorridere,
che sanno condividere, che sono disponibili.
Oggi non si insegnano più le cose da fare ai figli.
Le leggi, le regole delle nostre società, hanno portato
i ragazzi a pretendere molto e a dare poco.
Ci sono tantissime leggi a protezione dei giovani,
e loro lo sanno e se ne approfittano.
Un tempo, fin da bambini, imparavi a fare le cose.
Non tanto perché ti mettevano a farle, ma quanto
perché ti facevano vedere cosa stavano facendo.
Eri sempre con qualche adulto che faceva qualcosa,
e stando con lui, imparavi a fare.
Oggi, imparano solo ad usare il PC ed i suoi
derivati.
Il fare, il costruire con le mani, sporcarsi le mani
lavorando, non è insegnato.
Le leggi dicono che non puoi sfruttare un minorenne.
Ma io non parlo di sfruttamento, parlo di insegnamento.
Non sto dicendo che devi mettere un giovane a trasportare
granito, ma se c'è l'occasione, sarebbe giusto fargli
vedere che per vivere, per lavorare, è necessario anche
portare granito.

domenica 3 agosto 2014

Incomprensioni - Misunderstandings



Pubblicato su Bubblews  -
http://www.bubblews.com/news/5214231-misunderstandings

Non è facile lasciare ai propri figli le loro scelte.
In un certo senso, ci sentiamo responsabili
del loro futuro, così, secondo il nostro metro di
giudizio, ci sentiamo di dovergli fare le cose che
secondo noi sono davvero importanti per il suo
futuro.
Non ci sono genitori che vogliono che i loro
figli facciano cose che poi non gli garantiscono
di vivere una vita economicamente serena.
Spesso, incontrando artisti, il più delle volte
artisti definiti “di strada”, mi fermo a parlare
un po' con loro, e il fatto che abbiano scelto di fare
quella vita, non è mai in sintonia con quello che
i loro genitori volevano per loro.
Il più delle volte si tratta di ragazzi che hanno
lasciato la famiglia dopo diverse liti e incomprensioni.
Ma mi chiedo, e se mio figlio volesse fare una
vita di quel tipo, cosa dovrei fare per stare dalla
sua parte?

venerdì 20 giugno 2014

Lo stato di silenzio - The state of silence



http://www.bubblews.com/news/3914314-behin-the-mind-the-state-of-silence

Osservare i pensieri sembra facile, ma non lo è.
Inizialmente ci saranno difficoltà, perché la mente
tenderà a seguirli, a farli diventare un ragionamento,
a capire che cosa stiamo pensando.
Ma la pratica meditativa serve proprio ad abituare
la mente, a lasciare andare.
E' proprio una pratica meditativa, non siamo ancora
nella nostra mente serena, stiamo abituando la mente
a percepire se stessa, a capire cosa fa, dove  va,
da dove arrivano i pensieri e dove vanno quando non
ci sono più.
Ma il tutto lo si deve fare senza interferire nel cambiarli
o nel fare di questi pensieri solo pensieri di pace e di amore.
Non serve a nulla. Quello che serve è lasciare che i pensieri,
nascano e muoiano da soli.
Con la pratica, si raggiungerà uno stato dove tra un pensiero
e l'altro, ci sarà un po' di silenzio. Questo silenzio non è
da ricercare, non è da creare, se ci si sforza a crearlo,
non otterremo niente, e se lo sforzo sarà forte,
potremmo avere anche mal di testa.
Non ci deve essere nessuna ricerca.
Questo stato di silenzio deve nasce spontaneamente.
Altrimenti non è lo stato di silenzio, ma è uno stato
costruito dalla stessa mente che ferma i propri pensieri
dietro ordine di se stessa.