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venerdì 8 gennaio 2016

Ciò che non siamo -









Il presupposto è che “i Maestri servono.”
La frase contiene il senso del nostro bisogno di un Maestro. Siamo così convinti che i Maestri siano indispensabili, che il più delle volte  la maggioranza delle persone, diventano “dipendenti dai Maestri”.
Ogni discepolo, e mi riferisco in particolare al mondo buddhista, dove il Maestro è detto “indispensabile”, ritiene, a torto o a ragione, che il proprio Maestro sia sicuramente un Illuminato, e che come lui ve ne possono essere altri, ma il proprio è davvero particolare.
Così si apprendono i fondamenti delle pratiche meditative, le visualizzazioni, la recita corretta dei Mantra, la recita corretta della Pujia, e si esegue il tutto, più o meno, così come deve essere fatto.
Si diventa così dipendenti che ci si è dimenticati totalmente di rispondere alle domande che ci hanno portati a cercarli, ad incontrarli, ad affidarci a loro.
Prendiamo per eccellenti le varie pratiche che ci danno ed iniziamo a seguirle calandoci in una specie di pozzo senza fondo, infinito, senza capire se questo pozzo ha il fondo in basso o in alto.
Le nostre domande, le domande della nostra coscienza, quelle che ci hanno portati a cercarli, sono scomparse. Come se questo incontro le avesse totalmente cancellate.
Ma non è così.
Le domande ci sono ancora. Abbiamo soltanto cessato di pensarle, le abbiamo messe da una parte.
Chi sono io?
Dove vado?
Da dove vengo?
Cosa ci faccio qui, in questo mondo?
I Maestri ci dicono di fare le pratiche, di praticare, di meditare. Troveremo la risposta nei metodi e nelle tecniche che ci vengono insegnate.
E allora continuiamo a dare fiducia al Maestro.
E continuiamo ad allontanarci da noi stessi. Deleghiamo. Deleghiamo ancora una volta la possibilità di diventare Oltre al nostro Maestro.
Ma non si riesce a cogliere questo senso. E’ nascosto dalla paura di fallire.
Questa insicurezza è ciò che ci impedisce di essere noi stessi. E i Maestri, bravi quanto vuoi, non hanno mezzi per impedirci di essere ciò che non siamo.




giovedì 2 ottobre 2014

Dipendenti - Employees



http://www.bubblews.com/news/8372728-employees

Quando ogni settore importante è in mano ai
privati, lo Stato non fa altro che controllare che
non vi siano leggi che li danneggino.
Un privato che guadagna bene, paga anche una
parte alla politica, ed i politici non vanno mai
contro ai privati potenti.
Si diventa dipendenti.
Così ci viene difficile capire perché si fanno certe leggi
che appaiono come se fossero di aiuto ai poveri,
e poi, quando vengono messe in atto, si rivelano
un disastro per chi ha già poco.
Non sono cose casuali.
I politici hanno guadagni forti, grazie proprio
alle grandi organizzazioni, alle grandi imprese.
Quindi non andranno mai contro di loro, sarebbe
come rinunciare alle proprie ricchezze ed alla
propria bella vita.
Che poi questo colpisca milioni di cittadini, non
ha alcuna importanza.
E' la vita. Così dicono. E' la vita.
E intanto i poveri la perdono nella miseria
nella povertà, e nella disperazione.

venerdì 26 settembre 2014

Libertà senza aggettivi - Freedom without adjectives



http://www.bubblews.com/news/8072173-freedom-without-adjectives

Siamo così abituati a vivere come dipendenti
che non riusciamo più a percepire che cosa sia
la libertà.
Cerchiamo di dare un nome a questa libertà,
indicandola con aggettivi che ci vengono
consigliati da altri, come la libertà del mio popolo,
la libertà di viaggiare, la libertà di essere liberi,
la libertà di amare, la libertà di studiare, la libertà
di creare e così via in una ininterrotta sequenza
di termini che non fanno altro che nascondere
la semplice libertà.
Questa libertà non ha aggettivi.
O c'è o non c'è.
E non ha bisogno di essere definita, deve solo
essere vissuta.
Ma sappiamo bene che tutto ciò che ci circonda
è costruito con il preciso intento di nasconderci
questa semplice verità.
Siamo pieni di doveri e di diritti sociali
ma non abbiamo alcun senso della nostra
stessa, vera, libertà.
Viviamo in una libertà apparente, costruita
per essere bravi cittadini senza riuscire a
rompere mai uno schema. Anzi, pensiamo che
rompere uno schema equivalga a infrangere
la legge.

lunedì 25 agosto 2014

Dipendenti - Employees



http://www.bubblews.com/news/6183960-employees

In parole povere, ho l'impressione che dimentichiamo
la freschezza che c'è in noi fin dalla
nascita. Viene offuscata o nascosta, e diventiamo
qualcosa di non naturale. Diventiamo il mestiere
che facciamo e dimentichiamo che a farlo è
un essere umano con sentimenti e affetti.
Dimentichiamo il presente e vendiamo il
nostro tempo in cambio di soldi.
Con il tempo, vendiamo anche tutta la
nostra attenzione, la nostra capacità
di essere uomini, e diventiamo automi
in grado di gestire qualcosa che non ci
appartiene.
Diventiamo dipendenti, in ogni senso,
non solo nel lavoro.
La nostra mente dipende da quello che
facciamo e non facciamo le cose tenendo
una mente libera e fresca,