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mercoledì 29 marzo 2017

Pensare l'impensabile -



Qualsiasi cosa si pensa è perché è pensabile. Non esistono cose impensabili, perché essendo impensabili non ci può essere mente capace di pensarle.
Quando pensavo l'impensabile mi sono trovato nella situazione di poterlo pensare. Nel momento che il pensiero è nato, ho compreso che non era impensabile. A volte non vogliamo pensare qualcosa che potrebbe ribaltare la nostra percezione del mondo in cui viviamo, ma se facciamo uno sforzo, ci riusciamo. A volte fa male pensare ciò che pensiamo impensabile. Ma quando il pensiero si forma e si anima nella nostra mente, diventa qualcosa di fatto, di finito, di concluso. I pensieri portati al limite della percezione, diventano innaturali, diventano qualcosa che non si riesce a far aggrappare al vissuto, sono parte di un mondo che si nasconde dietro ombre oscure e quando emergono ci creano disagio. Questo disagio può essere provocato dal fatto che non includiamo questi pensieri nella nostra esistenza, vivendo, in questo modo, una vita dove ci manca proprio l'impensabile.
Certo, si raggiungono queste riflessioni se si è abituati a usare i pensieri in maniera costante, in maniera continua. Mi accade, forse, perché mi considero uno scrittore, e quando scrivo mi accorgo che la mente riesce a lacerare in qualche modo, questa ombra che tiene racchiusi tesori di pensieri. A volte sono valanghe che non riesco a contenere, e li perdo a causa della loro velocità e complessità, ma a volte, sono chiari, pensieri che spontaneamente si formano e mi lasciano il tempo di pensarli o addirittura di trascriverli.
L'Impensabile rimane comunque qualcosa che non emergerà mai in tutta la sua forza, perché è legato alla nostra mente, al come siamo fatti, alla dimensione in cui viviamo, ma si può riuscire a strapparne alcuni, che spesso, diventano parte importante della nostra stessa esistenza, pur mantenendo quell'alone di mistero che ci fa chiedere, 'ma dove sono arrivati questi pensieri'?

martedì 24 gennaio 2017

Saggezza priva di Saggi



By pietrochag  -
Pietrochag è il nick col quale sono conosciuto su internet, in particolare tra chi segue il buddhismo.
Con questo nick, alcuni anni fa, ho scritto un altro libro, seguendo lo stesso metodo di questo, cioè, raccogliendo i testi scritti altrove e mettendoli assieme in un volumetto.
Che senso ha fare questa operazione?
Considero questa operazione come quella che si effettua con le fotografie.
Oggi, con internet, con gli smartphone, si fotografa di tutto, ma al primo errore di manovra o per qualsiasi incidente, tutte le foto vanno perse.
Ecco, io stampo le foto che faccio e che mi piace avere. Preferisco averle in carta.
Anche per i testi che scrivo in internet e mi appaiono interessanti, faccio la stessa cosa.

Inoltre, mettendo questi testi assieme, si riesce a comprendere anche un percorso, un cercare, un movimento nella vita, come fosse la prova che da ciò che ero, divento ciò che sono.

mercoledì 27 agosto 2014

Trascurabile - Negligible




Ma può essere che io stia sbagliando tutto.
Può essere che sia giusto che il mondo vada
nella direzione della sua distruzione.
Può darsi che sia giusto che ci siano guerre
e sofferenza costanti, senza interruzione.
Può darsi che le violenze siano utili e che
debbano avvenire.
Può darsi che non ci debba essere pace nel mondo.
E allora preferisco continuare a sbagliare,
perché non posso accettare tutta questa
sofferenza.
Non posso far finta di niente, non posso
non pensarci.
Così scrivo qua e là, cercando di far passare una
visione diversa, Leggo e mi informo per avere
una visione sempre più ampia di quello che è
il mondo e di come viene gestito.
Forse non mi servirà a niente, perché io sono
del tutto trascurabile. Non ho alcuna capacità
particolare, non ho mezzi per diffondere le mie
idee, non ho fama per parlare al mondo.
Sono solo una scintilla che si perderà nel buio
della sofferenza del pianeta.