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lunedì 11 gennaio 2016

Si è trasparenti -









Il nostro vivere, il nostro Essere così come si è, non ha bisogno di analizzare. Non ha bisogno di capire in termini concreti.
Il nostro Essere non tiene conto di alcuna autorità. Né maestri, ne politici, ne parenti, ne esoterismi vari.
Il nostro essere è qualcosa che utilizza una osservazione profonda dei fatti esteriori ed interiori, senza porsi da nessuna parte. Lo fa con la capacità innata che fa parte di noi da sempre.
Non ha bisogno di scrivere, di parlare, di capire, di spiegare.
Il nostro Essere osserva senza che vi sia un osservatore. E’ aperto, trasparente, invisibile, impalpabile. E’ presenza viva, senza che vi sia alcuno che lo definisca in questo modo.
Il nostro Essere non conosce il credere o il non credere. Non conosce l’amico o il nemico. Non ne ha bisogno. Ha bisogno soltanto di essere lasciato libero. E quando non sappiamo farlo, quando riempiamo la nostra mente di concetti, di credenze, di misteri, di assurdità di ogni tipo, questa capacità non se ne cura minimamente. Continua a essere come è. Con la differenza che la nostra presenza non la riconosce più perché è sotterrata da montagne di idiozie che crediamo, e ci convinciamo che sia così, che siano tutte cose importanti alle quali non si può rinunciare.
La stessa rinuncia, così ben descritta in alcuni testi, non ha alcun senso per questo Essere.
La stessa Compassione, non ha alcun senso per questo Essere.
Il male ed il bene, non hanno alcun senso per questo Essere.
Eppure è ciò che si è. Totalmente.
Si è trasparenti. Eppure vi è azione, vi è vitalità, vi è senso.


giovedì 7 agosto 2014

Non accettiamo - We do not accept



Pubblicato su Bubblews  -

Questo percorso che inizia con la nascita,
deve avere un termine. L'immortalità della
materia, del corpo, non è contemplata in questo
Universo. Qui, tutto ciò che nasce, deve terminare.
Il fatto che la mente si rifiuti di pensarci, di analizzare
questo fatto, ci dimostra che abbiamo paura di
morire.
E non è un errore.
Non lo è se abbiamo paura di morire in un incidente,
perché così stiamo più attenti. Non lo è se abbiamo
paura di di avere a che fare con le armi, perché
può accadere di essere uccisi.
Ma se abbiamo paura della morte come fine
della vita, allora c'è qualcosa che non riusciamo
ad accettare nella nostra vita.