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venerdì 14 febbraio 2014

Consuetudini - Governo Napolitano-Renzi


Giorgio Napolitano  - Matteo Renzi

In poche ore, si sta compiendo una nuova violenza alla nostra Costituzione. 
Il Governo Napolitano-Renzi.
Sicuramente ci sarà qualche costituzionalista che dirà che è tutto in regola, e ci sarà un altro che dirà che non lo è.
In questo modo, l'informazione che passa è che si sta creando di nuovo un ottimo argomento per  dividere.
Quindi, fatemi capire, la nuova Costituzione prevede che il Capo dello Stato decida, ogni volta che gli aggrada, di nominare un nuovo Presidente del Consiglio. In questo caso  il Governo Napolitano-Renzi. Che poi sia eletto dal popolo o meno, sappiamo già che non conta nulla.
Se la prima volta è stata una necessità, la seconda un bisogno per non affondare il Paese, la terza è senz'altro una 'consuetudine'!
Così, essendo tale, da ora in poi, non ci sarà più bisogno di elezioni.
A conti fatti si risparmierà una montagna di euro che andranno sicuramente a colmare il baratro del debito pubblico. (sigh)
E' geniale come i nostri politici riescano a risolvere i problemi.
Il M5S non partecipa alle consultazioni.
Sicuramente alcuni politici diranno che è una vergogna.
Ma infondo, a che cosa devono partecipare?
Hanno già deciso tutto, è tutto già fatto.
Non è concesso nemmeno di poter dissentire, che tanto ormai, è 'consuetudine'.
Il partito con più elettori delle ultime elezioni non conta nulla. Non sono i voti che fanno i governi, ma le capacità di acquisizione di luoghi di potere, che devono essere detenuti ad ogni costo.
C'è una chiara visione di abbandono del popolo.
Non importa a nessuno.
E sono convinto che non importa nemmeno a Renzi.
Il gioco non è aiutare gli altri, ma occupare il posto più alto possibile.
Una volta lì, ci si siede su una montagna di parole da distribuire giorno per giorno, evitando con la massima attenzione di non disturbare gli operatori che stanno dietro le quinte, in particolare dietro massicce scrivanie di noce africano, con stemma BCE.
Il resto è arte, spettacolo, Tv, business.
La sensazione è che se potessero, ci farebbero fuori tutti, solo per non avere il problema di dover fingere che si interessano a noi popolo.
Forse lo stanno anche facendo.
Quanto viviamo appare proprio come un tentativo di eliminazione del problema, che è il popolo, non come il desiderio vero, reale di aiutarlo.


giovedì 13 febbraio 2014

Letta-Renzi - Il PD si dimette per fare un Governo del PD!

Letta-Renzi - Il PD si dimette per fare un governo del PD


Letta e Renzi
Quando qualcuno mi dice che di politica non ne capisco, mi viene da chiedermi chi è che ne capisce davvero.
Ora, Letta si dimette.
Domani va dal Presidente Napolitano e parla con lui.
Il Presidente Napolitano ha già detto che ' non si parla di elezioni'.
Quindi mi chiedo, non era il Parlamento che decideva se si doveva andare a elezioni o meno?
Altro dilemma.
Un partito di governo si riunisce, si votano tra di loro, e tra di loro decidono che il loro presidente del consiglio si deve dimettere.
Ma non era il Parlamento a votare o meno la fiducia ad un governo?
Adesso si parla già che il nuovo Presidente del Consiglio sarà un tale Renzi, che non è un parlamentare e quindi non eletto dal popolo.
Così continuiamo a scannare la Costituzione con tutte le armi che troviamo a disposizione.
Il popolo vota per farli felici, ma poi fanno quello che gli aggrada, sempre, naturalmente, per il bene del paese..
E siamo grati alle Istituzioni che tanto stanno facendo per affossare questa Nazione, che c'è il tanto di collaborare solo per non soffrire di lunga agonia.


lunedì 3 febbraio 2014

La show imu/bankitalia


Sicuramente non sono un politico attivo. Nel senso che non ho, ormai da anni, una preferenza netta, che sia di destra o di sinistra o di centro. Anni fa, in un'esperienza diretta, una candidatura di poca importanza, ho avuto la visione interna di come viene gestita la politica. Così, presa coscienza che non esiste una politica 'che parte dal basso', ho rinunciato a farvi parte attiva.
Dal basso, sono diventato più un distruttore che un creatore.
Una delle notizie più discusse di questi giorni è senz'altro la legge IMU/BANKITALIA.
Ma anzi, no.
Così come in tante altre occasioni, leggo, ascolto, osservo e mi ritrovo in una evidente conduzione di come deve andare la cosa.
In molte altre occasioni è andata allo stesso modo, basta fare un giretto su internet e seguire cosa è accaduto dopo l'approvazione di una legge capestro.
I media, che non gestisco io, danno risalto ai fatti che seguono. Evitano accuratamente di descrivere la Legge appena votata in maniera chiara e comprensibile ai più.
Preferiscono riportare i commenti che fanno più 'share'.
Così, approvata la legge che regala danari pubblici a Bankitalia e consociate, si sposta l'attenzione. Intanto che loro incassano, il popolo, i politici, i media, si scatenano su fatti che vengono considerati come minimo 'attentati alla Costituzione'.
L'attentato è il 'pugno alla grillina', le terribili parole sessuofobiche verso le donne del Pd, la sparata allucinante della Presidente ella Camera sui grillini 'potenziali stupratori'.
Questi sono gli argomenti che hanno affossato il chiarimento su cosa sia la vera realtà sui danari dati a Bankitalia.
Tra un paio di giorni nessuno ricorderà più dei 7,500 miliardi di euro 'regalati' (?) (o dovuti) a Bankitalia, ma tutti ricorderanno che tizio ha detto questo e tizia ha detto quell'altro.
Uno show dietro l'altro.
Intanto l'Italia muore.